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Coronavirus, al cimitero di Bergamo 50 bare al giorno

“Dopo la preghiera, il vescovo Beschi ha benedetto le bare nella chiesa del cimitero che viene utilizzata come camera mortuaria. Circa un centinaio”. E’ quanto racconta all’Adnkronos l’assessore ai Servizi Cimiteriali Giacomo Angeloni dopo la cerimonia che si è svolta al Cimitero Monumentale di Bergamo per salutare le 113 urne cinerarie rientrate in città. In questi giorni “c’è un numero di bare più o meno pari a 100 in chiesa con un ricambio di 50 al giorno. Ovvero, 50 ne arrivano e 50 vengono portate via. Sono disposte tutte in maniera ordinata al posto dei banchi”, spiega l’assessore. Impossibile anche avere il tempo di contarle. “Ogni giorno si fa una sepoltura, 24 poi vengono spostate nel forno crematorio, altre vengono portate nei cimiteri dei paesi qui intorno. Ogni dieci minuti arrivano altre bare”, sottolinea.  

“Stiamo lavorando su una emergenza che mai avremmo immaginato – continua Angeloni -. In genere, il cimitero riceve una ventina di bare a settimana, ora ne stiamo ricevendo 50 al giorno. E’ assurdo e straziante. Ogni volta che si entra in quella chiesa è un pugno allo stomaco”. 

“I dipendenti del cimitero e i vari funzionari amministrativi impegnati hanno acquisito oramai un metodo di lavoro e riescono a gestire. Soprattutto lo fanno nel modo più decoroso possibile. Qui i parenti di questi poveri cittadini che se ne sono andati a causa del coronavirus non hanno nemmeno un momento per stringersi e dare il commiato ai loro cari”. L’assessore Angeloni ha preso parte oggi alla commemorazione intima e riservata nella chiesa del Famedio del Cimitero Monumentale di Bergamo per salutare le 113 urne cinerarie rientrate in città insieme al sindaco Giorgio Gori, il vescovo Francesco Beschi, il comandante provinciale dei Carabinieri Paolo Storoni, la Comandante della Polizia Locale Gabriella Messina. Le urne provengono da Bologna, Modena, Ferrara e Copparo, dove le salme sono state cremate nei giorni scorsi. 

Nel registro comunale dello stato civile sono stati iscritti oggi altri 59 morti. “Tutti i giorni assistiamo al dolore dei figli che vedono andar via il padre o la madre soli in ospedale senza aver avuto più un contatto”, aggiunge Angeloni. “Quando attraverso Bergamo, ormai assolutamente deserta, paradossalmente l’unico movimento è quello dei familiari delle vittime davanti al cimitero”, che non vedono più i volti del loro caro deceduto. Le bare infatti restano chiuse. “Abbiamo visto aumentare di giorno in giorno la richiesta di cremazioni. L’unico modo che avevamo per poter gestire la situazione, anche con costi minori per i parenti, è stato quello di trasferire le salme altrove”. Ad accoglierle i crematori di altre città come Bologna, Modena, Copparo, Serravalle Scrivia, Ferrara. “Ma abbiamo ricevuto solidarietà da tantissimi altri forni crematori di tutta Italia -spiega l’assessore – Per questioni logistiche privilegiamo le zone vicine”.  

Fonte: Adnkronos

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