Bearzi

Coronavirus: Fvg ringrazia personale Asugi per straordinario lavoro

Trieste, 21 lug – Uno straordinario lavoro di tutto il
personale dell’Asugi che ha comportato un salto di qualità per
l’intero sistema sanitario aziendale e regionale.

È questa l’eredità lasciata dall’esperienza della pandemia così
come è stata raccontata oggi a Trieste dalla Direzione aziendale
nel corso di un evento che si è svolto all’ospedale di Cattinara
in collegamento anche con i presìdi ospedalieri del Maggiore, di
Gorizia e di Monfalcone e al quale ha preso parte il
vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia.

In questo contesto è giunto il sentito ringraziamento
dell’Amministrazione regionale per il lavoro che è stato fatto e
ancora si sta facendo dall’inizio della pandemia. Da questa
esperienza è stata tratta una lezione importante, è stato detto,
di cui si deve fare tesoro per mutare l’approccio ad alcuni temi
gestionali quali la selezione degli investimenti, il
rafforzamento del sistema territoriale, gli investimenti sulle
risorse umane. In ogni caso la Regione riconosce che è stato
fatto un salto di qualità grazie all’impegno generoso di tutti e
alla capacità del personale di rendersi flessibile. Una storia
che va raccontata e che testimonia, ancora una volta, la forza
del Friuli Venezia Giulia nel dimostrarsi generoso e solidale
anche nei confronti delle altre regioni che stavano affrontando
la medesima emergenza.

Il vicegovernatore ha evidenziato alcuni dei temi ad oggi
prioritari. Nell’immediato, la necessità di arginare i casi di
contagio da importazione, in aumento negli ultimi giorni. Un
fenomeno che impone a tutto il Paese di attrezzarsi rispetto ai
controlli sui flussi irregolari e regolari dall’estero, sulla
sorveglianza dei casi, sui tamponi e sulle quarantene.
Guardando al futuro, la Regione intende fare scelte coraggiose
rispetto alla gestione delle case di riposo e delle strutture
residenziali per anziani, guardando alle singole esperienze con
capacità critica utile al sistema. Infine è stato espresso
l’auspicio di un esito positivo del confronto aperto con i
sindacati per il riconoscimento economico dovuto ai
professionisti della sanità che hanno rischiato la vita.

Quanto all’emergenza, nel territorio dell’Asugi sono stati
registrati 1519 casi di Covid: 206 a Gorizia e 1313 a Trieste su
un totale in Regione di 3335 (dato rilevato al 13 luglio 2020).
Il territorio aziendale ha contato 203 decessi tra i malati di
Coronavirus. Nei reparti Covid sono stati ricoverati
complessivamente 567 pazienti, alcuni dei quali provenienti da
altre Regioni (355 nel presidio ospedaliero universitario di
Trieste, 27 a Gorizia-Monfalcone, 103 al Policlinico triestino e
82 nella Casa di cura Sanatorio triestino). Il monitoraggio è
stato garantito da 389 squadre per il prelievo dei tamponi (nelle
residenze per anziani, presso il Dipartimento di prevenzione o a
domicilio).

Nella prima fase dell’emergenza è stata necessaria la
riassegnazione del personale infermieristico, della
riabilitazione e di supporto, con 203 unità trasferite verso i
reparti Covid e alle attività Covid correlate (Dipartimento di
prevenzione, Medicina del lavoro, Gestione ambiente). Il
dipartimento di Prevenzione ha potenziato il proprio personale
per tutto il periodo dell’emergenza, sul quale hanno gravitato in
tutte le fasi della pandemia circa 110 professionisti. In
particolare, a seguito del lockdown sono state distaccate da
altri reparti al dipartimento di Prevenzione di Trieste numerose
risorse, tra cui tre assistenti sanitari, 10 infermieri, 5
fisioterapiste, un logopedista, 8 medici strutturati e diversi
studenti specializzandi (2 igiene, 11 stomatologia e
odontoiatria, 5 radiologia, 4 medicina dello sport, 3 medicina
legale, 1 psichiatria, 2 ginecologia).

Da più voci è giunta la conferma di un’eredità umana e
professionale altissima derivata dall’emergenza, segnata in
particolare dalla disponibilità illimitata del personale nei
confronti delle mutate esigenze di presidio e servizio. Le
prestazioni in orario aggiuntivo sono state pari a 28mila ore di
lavoro. Il personale Asugi ha inoltre dato un grande apporto
professionale alle case di riposo del territorio. Sono stati 237
gli operatori di case di riposo risultati positivi, ora tutti
guariti. Sei medici e 32 infermieri e Oss dei distretti o
dell’azienda sono intervenuti massicciamente in 20 strutture a
sostituzione del personale interno ammalato e assente; sono state
erogate circa 5800 ore di assistenza sanitaria nelle strutture
residenziali.

L’azienda ha inoltre garantito, in particolare alle strutture con
ospiti Covid positivi, la fornitura completa di dispositivi di
protezione individuale a tutto il personale delle residenze. Dal
14 giugno sono ripresi gli accoglimenti, gli ingressi e le visite
dei familiari nelle residenze per anziani.
ARC/SSA/al

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