Crisi in Ucraina: tavolo di coordinamento regionale presieduto dal Prefetto di Trieste

Circa 3 mila persone sono già transitate al confine di stato del Friuli Venezia Giulia. Si tratta per la quasi totalità di donne e bambini con documenti di identità regolari e validi per l’ingresso in Italia. Di queste la maggior parte hanno dichiarato di poter contare sull’ospitalità di familiari e amici già residenti in Italia o in altri Stati Europei.

È quanto emerso nel corso della riunione tenutasi questa mattina, in videoconferenza, presieduta dal Prefetto di Trieste, Annunziato Vardè.

All’incontro erano presenti i Prefetti dei Gorizia, Pordenone ed Udine, il Vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia con delega alla sanità ed alla protezione civile, l’Assessore regionale alle autonomie locali ed immigrazione, il dirigente della IV zona della Polizia di frontiera, il presidente dell’A.N.C.I. del Friuli Venezia Giulia ed i rappresentanti dell’UNHCR.

L’incontro è stato occasione per un punto di situazione oltre che sul flusso dei transiti anche sulla percentuale di cittadini ucraini che hanno deciso di permanere in territorio regionale, che non risultano superare allo stato le 70 unità.

Di queste solo 20 persone circa non hanno potuto contare sulla presenza in regione di una rete familiare e sono attualmente ospitate presso strutture di accoglienza a loro riservate. Solo due persone hanno presentato istanza di protezione internazionale.

È stata affrontata anche l’esigenza dello screening sanitario di tutti i cittadini ucraini che intendono stabilirsi in regione e per il quale sarà individuato un percorso specifico.

È stata sottolineata la necessità di un coinvolgimento dei Sindaci sia nella individuazione di strutture per l’accoglienza sia nelle attività di raccordo delle iniziative spontanee di solidarietà.

Infine è stato concordato di istituire presso i valichi confinari di Fernetti e Tarvisio posti di ristoro alla frontiera che saranno organizzati dalla protezione civile regionale.

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