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Crisi: patto stabilità, Il sindaco di Lignano si incatena, l’ANCI “Imprenditori disperati e non possiamo pagarli”

‘E’ stato unanime il grido d’allarme dei sindaci del Fvg, oltre 80 che si sono riuniti in assemblea questo pomeriggio in una gremita sala consiliare del comune di Gemona del Friuli: rivolti alla Regione hanno chiesto, per bocca del presidente dell’Anci del Fvg Mario Pezzetta, di impegnarsi urgentemente a individuare spese non urgenti che possono essere rinviabili per trovare spazi finanziari tali da consentire ai comuni con più di 5.000 abitanti di poter pagare le imprese per i lavori svolti nel corso del 2012”. Lo riporta una nota di Anci Fvg. ”Ogni giorno bussano alle nostre porte imprenditori disperati. Loro rischiano il fallimento e non siamo impotenti. Non possiamo essere testimoni di un disastro e qui da Gemona diamo il via a un nuovo confronto con la Regione che deve intervenire con urgenza”, ha aggiunto Pezzetta. L’assemblea, aperta ai capigruppo in consiglio regionale, ha affrontato i problemi posti dall’Imu e dalla Tares oltre che la necessità di una riforma del sistema degli enti locali che sia avviata con la Regione che ad oggi pare procedere in solitudine.

L’intera giunta del comune di Lignano si è simbolicamente incatenata questa sera prima dell’inizio del Consiglio comunale davanti al municipio contro il Patto di stabilità che ”sta bloccando – solo nella località balneare – 29 milioni di euro di opere pubbliche già finanziate”, come e’ precisato in una nota del Comune. ”Siamo riusciti a redigere un bilancio preventivo che non porterà all’aumento delle tasse – ha annunciato il sindaco, Luca Fanotto – ma ciò non toglie che questo patto di stabilità ci stia impedendo letteralmente di muoverci in qualsiasi direzione. C’è la necessità di uscire quanto prima con una soluzione che potrebbe essere quella che abbiamo già proposto alla Regione e che prevede un cambio nella modalità di erogazione dei finanziamenti, legata allo stato effettivo di avanzamento dei lavori”.

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