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Crisi Ucraina: Crimea vota annessione alla Russia; il parlamento ucraino mobilita l’esercito

crimeaAll’indomani del referendum nel quale il 96,6% degli elettori si è pronunciato a favore della secessione dall’Ucraina, il Parlamento di Crimea ha votato formalmente per l’indipendenza e ha chiesto l’annessione alla Russia.

Secondo quanto riferito dal Parlamento, convocato in seduta straordinaria, 88 dei 95 deputati hanno votato a favore della dichiarazione, nella quale si dice anche che le autorità di Crimea hanno ora il pieno controllo delle istituzioni e delle proprietà della penisola. Non solo. A partire da oggi, il rublo è valuta ufficiale della Crimea, insieme alla grivna ucraina con cui conviverà, per decreto, fino al gennaio del 2016.

AKSIONOV: “TORNIAMO CON LA RUSSIA”. “Nessuno ci potrà togliere la nostra vittoria, entriamo nella Russia” ha detto il primo ministro della Crimea, Sergei Aksionov. “Torniamo a casa, la Crimea con la Russia”, gli ha fatto eco il presidente del parlamento della Crimea Volodymyr Konstantynov.

Da Mosca Sergei Neverov, vice presidente della Duma, ha espresso soddisfazione per risultati della consultazione referendaria, sottolineando che “tutte le decisione legislative ncessarie sui risultati del referendum verrano prese al più presto possibile”. “Il referendum mostra che il popolo di Crimea vede il proprio futuro come parte della Russia”, ha aggiunto.

KIEV IN ALLARME – In tutta risposta, il Parlamento di Kiev ha approvato un decreto del presidente ad interim Oleksandr Turchynov per la mobilitazione parziale delle forze armate del Paese. Con la mobilitazione, ha spiegato in Parlamento il capo del consiglio di sicurezza ucraino, Andriy Parubiy, saranno chiamati 40mila riservisti (20mila per le forze armate e 20mila per la guardia nazionale).

CONDANNA UE E USA – Dopo la condanna da parte degli Stati Uniti e dell’Ue, oggi dal Consiglio Ue Affari Esteri che si tiene a Bruxelles potrebbe arrivare la decisione di varare sanzioni contro Mosca. L’Unione europea “sta cercando di mandare il segnale più forte possibile” alla Russia, “in modo che capiscano la serietà della situazione” in Ucraina, ha detto l’alto Rappresentante Ue Catherine Ashton. In ogni caso, ha sottolineato, “l’Ucraina vuole e ha bisogno di buone relazioni con la Russia, così come vuole la Ue e il resto del mondo”. Ashton ha chiesto “alla Russia ancora una volta di incontrare i leader ucraini e di avviare un dialogo e di iniziare il più presto possibile un allentamento della tensione”. A Bruxelles c’è anche il ministro degli Esteri Federica Mogherini. “Abbiamo incontrato il ministro degli Esteri ucraino. Stiamo lavorando insieme per una risposta unitaria di tutti gli europei e della comunità internazionale che segni una reazione a un referendum che valutiamo illegale e illegittimo, che lasci però la porta aperta ad un dialogo per una soluzione politica alla crisi”. “Sono fiducioso che oggi troveremo un accordo” sulle sanzioni individuali “ma allo stesso tempo è importante che tutti i canali diplomatici con Russia rimangono aperti” sottolinea il ministro degli Esteri britannico, William Hague, a margine del consiglio Ue Affari esteri. “La lista delle persone colpite da sanzioni -ha continuato- sarà preparata oggi, spero che saranno colpiti non solo personalità della Crimea ma anche russe”. In ogni caso, ha concluso, il referendum che si è tenuto ieri in Crimea non è “legale, legittimo o significativo”.

In una nuova telefonata tra Barack Obama e Vladimir Putin, il presidente americano ha avvisato il leader russo del rischio di “costi aggiuntivi” per la Russia. “Il presidente Obama ha ribadito che una soluzione diplomatica non può essere ottenuta mentre le forze militari russe continuano le loro incursioni nel territorio ucraino e che esercitazioni russe in larga scala non faranno altro che esacerbare la situazione”, ha detto ancora Obama al presidente russo, secondo quanto riportato dalla Casa Bianca.

Sulla questione della Crimea, Putin interverrà domani con un discorso di fronte al Parlamento russo riunito in seduta comune.

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