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Cultura: Gibelli, le incisioni antiche per riscoprire la nostra storia

Far East Film 23

Udine, 7 mag – “Una mostra che ci consente di riscoprire e
ripercorrere la nostra storia per poter meglio comprendere la
realtà nella quale oggi viviamo proponendo mappe e reperti
antichi. Le mappe rappresentano la storia dell’uomo fin dai tempi
più remoti, quando ancora non si era affermata la scrittura e si
comunicava soltanto attraverso i segni e i disegni, e l’epoca
considerata da questa rassegna vi è adeguatamente raffigurata”.

Con queste parole l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana
Gibelli, è intervenuta nel salone del Parlamento friulano del
Castello di Udine alla presentazione della 39.edizione della
Triennale europea dell’incisione, che ha per tema ‘Friuli
1420-1797 Piante e vedute’ e sarà aperta da domani al 27 giugno.

“Si è trattato di un’epoca non facile – ha aggiunto l’assessore
riferendosi al periodo considerato dalla mostra – perché è stata
segnata dal passaggio di queste terre dal Patriarcato alla
dominazione veneziana e si è conclusa con l’arrivo di Napoleone
Buonaparte. L’esposizione – ha proseguito – costituisce pertanto
un evento di notevole rilevanza culturale perché raffigura la
storia di un periodo significativo per l’intera regione ed è nel
contempo il simbolo della ripartenza; ci auguriamo infatti che
l’intero settore culturale possa ritornare alla normalità con la
piena riapertura di tutte le attività e strutture entro la fine
dell’estate”.

Gibelli ha ricordato che la mostra curata da Giuseppe Bergamini
ricostruisce l’intera esperienza storica dalla quale sono
scaturite le basi per determinare l’identità, la cultura e le
tradizioni ancor’oggi caratterizzanti del Friuli Venezia Giulia e
della sua gente.

“Le mappe – ha ribadito l’assessore – sono infatti uno strumento
efficace per recuperare la storia dei popoli nei luoghi che vi
sono descritti e ci aiutano, come per esempio in questo caso, a
riscoprire che la collocazione geografica ha determinato la
nascita e lo sviluppo della città di Udine, l’unico abitato non
attraversato da un fiume a essere stato considerato dalla
Repubblica di Venezia soltanto perché si trovava su un crocevia
di direttrici di scambi commerciali e traffici, da e per il cuore
dell’Europa”.

A tale proposito, l’assessore ha citato Polcenigo tra le realtà
sviluppate dai veneziani sempre in funzione della presenza delle
acque: la località della pedemontana pordenonese è infatti stata
costruita alle sorgenti del Livenza, il fiume lungo il quale
veniva trasportato a Venezia il legname proveniente dalla foresta
del Cansiglio.

Gibelli ha quindi voluto fare un cenno anche alla cosiddetta
“cancel culture”, che contrasta con la libera espressione
dell’arte, mentre ha colto l’occasione per ribadire che la
campagna vaccinale anti Covid-19 è uno strumento efficace per
poter consentire anche al mondo della cultura di ricominciare e
per permettere a tutti di godere pienamente della bellezza
rappresentata con efficacia dal mondo dell’arte e nel contempo di
potersi abbeverare dell’arricchimento rappresentato dalle tracce
della storia e della cultura.

“Un contesto – ha aggiunto l’assessore Gibelli – all’interno del
quale la Triennale dell’incisione è uno stimolo alla ripartenza,
perché dimostra a tutti che è possibile ricominciare a
riappropriarsi di un diritto e di un bene trascurato nel periodo
dell’emergenza pandemica, cioè la cultura”.

La mostra, introdotta dal sindaco di Udine Pietro Fontanini e
dall’assessore comunale alla Cultura Fabrizio Cigolot, realizzata
in collaborazione con la Regione, il Comune di Udine, i Civici
Musei e la Fondazione Friuli, è costituita da 50 incisioni che
illustrano attraverso la cartografia dell’epoca e una serie di
vedute i più rappresentativi centri storici del territorio nel
quale la cultura veneziana ha influito: assieme a Udine,
Palmanova, Cividale, Gemona del Friuli e San Daniele.
ARC/CM/ep

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