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Cultura: Torrenti, da Zannier straordinaria eredità letteraria

Udine, 12 gen – “Don Domenico Zannier era una figura
poliedrica, un uomo di cultura a tutto tondo, nei cui poemi si
ripercorre il cammino del Friuli e dell’Europa con un continuo
richiamo al passato come fonte di conciliazione e con il rifiuto
convinto ad una memoria che sia alimento di rivendicazione e di
odio”.

Così l’assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti,
esprimendo il cordoglio della Giunta regionale del Friuli Venezia
Giulia per la morte di “pre Meni” Zannier, poeta e scrittore,
traduttore e critico d’arte, insegnante e giornalista, direttore
del settimanale “La Vita Cattolica” negli anni del terremoto.

Nato a Pontebba nel 1930, aveva festeggiato domenica 10 luglio
2016 a Majano il sessantesimo di sacerdozio.

Innumerevoli premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali
hanno contrassegnato la sua lunga attività letteraria, iniziata a
16 anni con un sonetto in lingua friulana e culminata nel 1986
con la candidatura al Nobel per la Letteratura dall’Università di
Salisburgo e dall’Università di Innsbruck.

“Ha arricchito la letteratura friulana di poemi, opere epiche,
drammi e liriche, sperimentando tutti i generi narrativi fino a
presentare nel 2015 la sua ultima opera, ‘Cjavêi di Lûs’, che
raccoglie dodicimila versi composti in oltre tre anni”, ricorda
Torrenti, apprezzando la sua figura di intellettuale appassionato
che “si è battuto con fervore per la valorizzazione dell’identità
e della lingua friulana”, ma anche di insegnante e educatore
impegnato nelle piccole comunità, fondatore, tra l’altro, de la
‘Scuele Libare Furlane’, un’istituzione che dal 1952 al 1975 ha
operato in Friuli a disposizione di tanti giovani.
ARC/EP

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