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Diario elettorale: e se Debora guarda a sinistra ci sarà mica Furio dietro l’angolo?

In questa fase convulsa e magmatica lasciamo stare il centrodestra per concentrarci su quanto sta accadendo a sinistra dove come da tradizione le correnti si dannano in una guerra fratricida. La fortuna per il centrosinistra friulano è che la leadership di Debora Serracchiani è talmente forte che alla fine ogni sua decisione sarà forzatamente accettata dal Partito Democratico. E’ di alcuni giorni il comunciato stampa emesso dalla stessa Serracchiani in merito all’incontro avuto con le forze più a sinistra del PD:

“Siamo consapevoli che rispetto al governo Monti abbiamo delle valutazioni molto diverse, ma per costruire una coalizione occorre metodo, dialogo e confronto. Lo hanno dichiarato, al termine di un incontro tenutosi a Udine, la segretaria regionale del Partito democratico, Debora Serracchiani e, per la Federazione della Sinistra, il segretario di Rifondazione comunista, Kristian Franzil, e il segretario del Partito dei comunisti italiani, Stojan Spetic.
Nell’ambito della ricognizione con le forze politiche all’opposizione della giunta Tondo “ ha affermato Serracchiani “ ci siamo confrontati anche con le posizioni della Federazione della Sinistra, riscontrando alcune convergenze a partire dalle quali sarebbe possibile approfondire il discorso programmatico, che il Pd considera presupposto e base per ogni ipotesi di coalizione.
Franzil e Spetic hanno manifestato “apprezzamento per le ultime posizioni di Bersani e apertura a un approccio programmatico”, pur confermando di puntare a “riproporre alle elezioni regionali del 2013 un modello che parta dall’Intesa democratica”.
Riguardo alle ipotesi di candidature, è stato sottolineato da tutti che “non è l’argomento principale da affrontare in questa fase, in cui si deve ancora lavorare al chiarimento del quadro programmatico e politico

Insomma stando a quanto riportato nel comunicato si sarebbe discusso di tutto meno che del candidato. Ora Pd e Serracchiani si trova di fronte a un bivio sia ideologico/programmatico sia di persona. Restando nell’ambito di Intesa democratica (tutta la sinstra, il Pd e l’Italia dei Valori) il candidato non potrà che essere il sindaco di Udine Furio Honsell. Scelta che porta con sè però anche alcune controindicazioni: rinunciare quasi in massa al voto moderato e rischiare moltissimo su Udine dove una eventuale uscita di scena di Honsell dovrebbe portare alla candidatura di Martines che non garantirebbe lo stesso trasporto di voti sul capoluogo. Difficile comunque pensare che Bolzonello e il suo bacino di voti sul pordenonese possa starne fuori

L’altra ipotesi con la rinuncia alla sinistra estrema è il tentativo di recuperare i voti ai moderati con la candidatura Bolzonello e un programma molto più centrista. Con una coalizione di questa natura Honsell probabilmente resterebbe sindaco a Udine garantendo moltissimi voti al centrosinistra mentre l’ex sindaco di Pordenone porterebbe in dote i suoi voti di là da l’aghe e anche un buon contributo dal goriziano Brandolin. Sempre che l’ex sindaco di Pordenone non riesca a portarsi a casa anche l’adesione di qualche vecchio big regionale che in questi anni ha scelto la strada dell’eremitaggio, o qualche nuova leva.

Sembra insomma che la sfida non possa essere che fra Honsell e Bolzonello con il primo molto più vicino a un programma di sinistra e il secondo più affine a una sinistra “di mercato”. Il PD ha fissato le sue priorità programmatiche individuandole, oltre che ovviamente nel lavoro, nel restituire al Friuli Venezia Giulia un ruolo centrale nelle strategie dei nuovi grandi assi di sviluppo infrastrutturale. Insomma corridoio 5 e corridoio adriatico baltico. Si tratterà quindi di TAV, nuovo porto, oltre che confrontarsi con realtà come quella della Danieli che fugge all’estero. Il centrosinistra sarà in grado di presentare un programma unitario in questo senso?

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