Diario elettorale: revolution PDL, tagliato Blasoni, tocca alla Savino

savinoda leonarduzzi.eu – Sembra quasi fatta. Purtroppo per il ricambio, per il FVG, per le riforme e per tutto il fru-fru elettorale, la Trieste austro-ungarica imperiale, rischia di ottenere un en plein stratosferico. Sia Savino, assessore vicinissima a Camber che Camber stesso, sono con un piede in parlamento. Così va l’impero, così subisce il Friuli, il grande Friuli. Il principio del “no se pòl” e del “no se vol”, è scalpellato fra palazzo Grazioli e via dell’Umidità. Manca poco alle ore 20 e tutto può ancora succedere.
Anche che un piemontese venga sbattuto in Friuli perchè amico del caimano. Al senato al posto di Stefanel, candidato il piemontese Bocca

C’è il tempo, in mattinata, di regolare la macchina che “avverte” le emozioni dei friulani. Emozioni forti dopo che i quotidiani locali hanno rivelato il più vergognoso insulto che una coalizione politica che dell’autonomia, vorrebbe, vorrebbe…, farne il proprio cavallo di battaglia, possa subire. Sorvolando sulla figuraccia di Galan che ha “giocato” Stefanel, il punto chiave lo si riscontra alla camera e al senato. Il cortocircuito di queste ore permette di riprendere conoscenza con il già leghista Pottino da Pordenone. Una sorta di Scilipoti meridionale in salsa pordenonese, giacchè fu decisivo per far cadere Prodi nel 2008, Berlusconi gli è grato. Pottino/Turigliatto/Gabana, nel 2008 vissero i famosi 15 minuti di celebrità.
Ora Pottino fa l’allenatore di calcio.
Assunto da Berlusconi nel 2008, in questi ultimi 5 anni ha passato la sua carriera solo a verificare se il mensile del caimano fosse stato bonificato sul suo conto.
Alla camera invece, ci pensa il “Fatto Quotidiano” di oggi, domenica, a pagina 3 in basso, a rendere isterico l’intero pidielle friulano. Ecco il sondaggio mattutino fra gli amministratori friulani. Anche a Trieste le cose non venno meglio, Tononi ha strapato la candidatura e per le regionali promette sfracelli. Ci sono ancora 24 ore prima di domani sera ore 20 a Trieste. Tutto può accadere, ma il riflesso verso metà aprile è quello di una forte turbolenza ed emorragia di voti in libera uscita verso Grillo e Giannino.

 

 

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