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DIocesi Udine: Mazzocato in preghiera per i cristiani perseguitati

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Anche nella Diocesi di Udine si vivrà venerdì 15 agosto, solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, la Giornata di preghiera per i cristiani vittime di persecuzione “Non possiamo tacere”, indetta dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Durante tutte le sante messe, che saranno celebrate nelle 374 parrocchie presenti sul territorio, i fedeli saranno invitati a pregare per la difficile situazione che vivono i cristiani in molti Paesi del mondo.

L’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato si recherà al Santuario della “Madonna Missionaria” di Tricesimo dove sosterà in preghiera tutta la mattina presiedendo la Messa sia delle 8 che delle 11 mentre terrà l’omelia in quella delle 9.30.

Invitando tutti a ritrovarsi a pregare, ma anche a far attenzione costante e ad intervenire a favore dei cristiani perseguitati, mons. Mazzocato nell’occasione lancia un messaggio facendo proprie le parole di denuncia dei Vescovi italiani: «Un autentico Calvario accomuna i battezzati in Paesi come Iraq e Nigeria, dove sono marchiati per la loro fede e fatti oggetto di attacchi continui da parte di gruppi terroristici; scacciati dalle loro case ed esposti a minacce, vessazioni e violenze, conoscono l’umiliazione gratuita dell’emarginazione e dell’esilio fino all’uccisione. Le loro chiese sono profanate: antiche reliquie, statue della Madonna e dei Santi vengono distrutte da un integralismo che, in definitiva, nulla ha di autenticamente religioso. La presenza cristiana è in pericolo: rischia l’estinzione dagli stessi luoghi in cui è nata, a partire dalla Terra Santa. Per queste ragioni noi non possiamo tacere, in particolare di fronte alla nostra Europa, distratta e indifferente, cieca e muta davanti alle persecuzioni di cui oggi sono vittime centinaia di migliaia di cristiani». E l’Arcivescovo conclude: «La testimonianza di questi cristiani rafforzi la nostra fede. Chiediamo l’intercessione di Maria perché essi non si sentano abbandonati dall’indifferenza e dall’egoismo, e perché la violenza ceda il passo al rispetto e alla pace».

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