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Dolomiti Friulane: Santoro, Fondazione e percorso valorizzazione

Pordenone, 15 mar – “E’ un’iniziativa che bene si inserisce
nella promozione di una delle ricchezze di valenza assoluto del
nostro territorio”.

Così l’assessore regionale alle Infrastrutture, Mariagrazia
Santoro, ha definito l’allestimento espositivo ‘Vetrina delle
Dolomiti Friulane, patrimonio dell’UNESCO’, aperto a Palazzo
Montereale Mantica, nel cuore di Pordenone.

Realizzata nel centro del capoluogo, per trasferire idealmente,
com’è stato detto nel corso della inaugurazione alla quale ha
partecipato Santoro, la bellezza di questo sito nel cuore della
città.

E farne conoscere le peculiarità e la valenza, innanzitutto a chi
abita a poca distanza da questa inestimabile ricchezza.

Come ha detto l’assessore regionale Santoro infatti, proprio i
cittadini, gli stessi abitanti del Friuli Venezia Giulia debbono
poter essere gli ambasciatori del fascino che recano le Dolomiti
Friulane.

Un fascino, che ha consentito all’intero comprensorio dolomitico
di essere riconosciuto dall’UNESCO.

L’intero sito tutelato dall’organizzazione mondiale per la
salvaguardia dei beni del territorio e dell’ambiente, ma anche
delle opere dell’uomo, che è appunto l’UNESCO, è suddiviso in
nove ‘isole’ figurative.

Una delle quali sono le Dolomiti Friulane, che occupano l’11 per
cento della superfice complessiva dell’area dolomitica.

La loro unicità è valsa il riconoscimento di salvaguardia
all’intero scenario dolomitico.

Secondo l’assessore Santoro, che è nel contempo presidente della
Fondazione Dolomiti UNESCO, la mostra di Palazzo Montereale
Mantica è la rappresentazione di un modo di lavorare assieme, in
sinergia.

Che ha accomunato attorno al progetto due Regioni, il Friuli
Venezia Giulia e il Veneto, l’una a statuto speciale, l’altra a
statuto ordinario, e cinque province, Bolzano, Trento, Belluno,
Pordenone, Udine, che fanno parte della Fondazione.

Si tratta di realtà, che nonostante la complessità delle lingue,
delle identità e delle appartenenze, hanno scelto di lavorare
assieme, per un obiettivo comune.

L’assessore, ha poi ricordato con soddisfazione che, di recente,
alla Fiera mondiale del turismo di Berlino, l’esperienza delle
Dolomiti Friulane è stata presa a esempio pubblicamente dal
rappresentante dell’UNESCO di Parigi.

Un’esperienza, quella delle Dolomiti Friulane, che secondo
l’esponente francese è da replicare anche in altri siti di
valenza mondiale, ancorché già riconosciuti da tempo.

Questo riconoscimento pubblico, ha evidenziato Santoro, è frutto
degli obiettivi già raggiunti, nonostante l’approvazione del
progetto delle Dolomiti Friulane sia avvenuta da parte
dell’UNESCO nel 2009, ovvero da allora sia trascorso un tempo
relativamente breve, se si considera la portata del progetto.

Santoro ha quindi auspicato che altri enti e soggetti aderiscano
alla Fondazione, per poter mettere a sistema il grandissimo
patrimonio di conoscenza, di esperienza, di passione e
partecipazione, che in tutti i luoghi dolomitici ha animato e
anima tutte le associazioni del territorio, a cominciare dal Cai,
per proseguire con gli altri sodalizi che si occupano di
montagna. E che hanno la capacità far cogliere la complessità e
la ricchezza dei luoghi a chi li frequenta.

Tra i progetti di maggior significato, Santoro ha ricordato
quello che prevede di mettere in rete i rifugi delle Dolomiti
Friulane.

Cultura, turismo, artigiano e tradizioni: sono quattro le sezioni
nelle quali è suddivisa la mostra ‘Vetrina delle Dolomiti
friulane, patrimonio dell’Unesco, aperta a palazzo Montereale
Mantica.

Si tratta di un percorso che è stato definito immersivo,
multimediale, sensoriale, volto a far conoscere le attrattive e
le ricchezze dell’area montana considerata, per divulgarne le
peculiarità, e consentire a tutti di avvicinarsi anche ad
aspetti, spesso celati dall’asperità dei siti, che
contraddistingue il territorio dolomitico.

Con la Fondazione Dolomiti Unesco, presieduta dalla Regione, per
questa mostra hanno collaborato la Camera di commercio di
Pordenone, i comuni di Pordenone e Maniago, Confartigianato di
Pordenone, e l’ecomuseo Lis Aganis, nell’ambito del progetto
PISUS ‘Pordenone In_Rete’.

Nel corso degli interventi di presentazione che si sono
susseguiti prima dell’apertura della mostra, l’importanza per il
tessuto economico del territorio era stata evidenziata del
presidente della Camera di commercio di Pordenone, Giovanni
Pavan; mentre la disponibilità della città di Pordenone a
concorrere a valorizzare il territorio dolomitico attraverso la
Fondazione, era stata espressa dall’assessore comunale al
turismo, Guglielmina Cucci.

L’impegno delle associazioni per la scoperta e valorizzazione
delle Dolomiti Friulane era stato ricordato dal presidente
dell’Ecomuseo Lis Aganis, Gianpaolo Bidoli; mentre il ruolo
dell’artigianato nell’ottica della valorizzazione dell’area sotto
il profilo economico-produttivo, era stato enunciato da Silvano
Pascolo, presidente di Confartigianato Pordenone.

La mostra, a ingesso gratuito, è aperta dal venerdì alla
domenica, dalle ore 16 alle 19.
ARC/CM

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