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Don Bosco è qui. L’urna a Udine il 29-30 novembre 2013

Dal giugno 2009 un’urna di vetro contenete la statua di San Giovanni Bosco a grandezza naturale e alcune ossa della sua mano destra destra e dell’avambraccio sta attraversando i 130 paesi in cui è presente la congregazione salesiana, fondata dal santo nel 1854. La teca concluderà il percorso ala Colle don Bosco in occasione del 200esimo anniversario dalla nascita del prete.
Santo dei giovani, degli apprendisti, patrono dei ragazzi, degli educatori e dei circensi, don Bosco è stato attento al valore dell’educazione per i figli del popolo, un innovatore nel campo delicato dell’assistenza ai piccoli e ai poveri, un sacerdote santo.
Quello che ci prepariamo ad accogliere il 29 e 30 novembre nel duomo della città, non è più il giocoliere di un tempo, ma un altro prestigiatore, di un equilibrio che mira a salvaguardare e sostenere le persone, in particolare la dignità di tanti ragazzi alla ricerca del proprio posto nella vita e nella società.
Per volontà dell’arcivescovo Andrea Bruno Mazzoccato le reliquie verranno accolte in duomo durante la giornata del 29 novembre, ragazzi, genitori, insegnanti e catechisti si susseguiranno nella preghiera presso il “padre e maestro della gioventù”. Alle ore 18.30 una solenne celebrazione darà avvio alla veglia che si protrarrà per tutta la notte. Il mattino seguente l’urna sarà portata nella chiesa di via don Bosco per la Messa dedicata alla Famiglia salesiana.

> Andare all’anima
Principale preoccupazione di don Bosco era la salvezza delle anime della gioventù. Egli non si accontentava di raccogliere quei ragazzi che spontaneamente si presentavano da lui, ma si organizzava per incontrarli dove vivevano. Se la salvezza dell’anima era l’obiettivo finale, la formazione di “buoni cristiani e onesti cittadini” era invece quello immediato.
Questo rimane ancora oggi il cuore della presenza salesiana anche a Udine, dove ha sede una delle realtà più articolate e multiformi dell’intero Triveneto: l’istituto G. Bearzi. Da quasi 75 anni la comunità religiosa accogliere molti giovani, un tempo con il convitto e l’avviamento professionale, oggi con scuole di ogni ordine e grado, parrocchia, oratorio, campi sportivi, casa-famiglia, convitto universitario e molte iniziative durante l’anno.
Avere cura della formazione integrale dei giovani rimane la missione prima che muove ognuna delle pedine di questo grande gioco di squadra.

> Caro don Bosco
Caro don Bosco, attendiamo la tua venuta per fermarci a riflettere con te. Sono molte le domande che sorgono in un adulto educatore: come testimoniare gli insegnamenti che a mia volta ho ricevuto? Posso offrire un ambiente in cui proporre il tuo stile di vita? Come avere la tua attenzione perla felicità materiale e spirituale di tanti giovani?
Tu stesso ci ricordi: “l’amore e l’allegria superano ogni ostacolo e ogni difficoltà”. Non sono i problemi economici che impediscono ai sogni di tramutarsi in realtà, e’ il non sentire, o fingere di non sentire, la richiesta d’aiuto di tanti ragazzi. Percepiamo la tua risposta: “dove incontrerai giovani che chiedono aiuto, ricordati che c’è la Provvidenza; Dio esiste e li ama come fece il Figlio suo Gesù chiamandoli a se'”.

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