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Donna di colore aggredita fuori da scuola – gli sviluppi

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udine udine20L’episodio di cronaca accaduto all’esterno della scuola D’Orlandi a Udine che ha visto protagonista una donna di colore aggredita da due signore friulane diventa occasione per scontro politico.

tratto da friulinews.it

La donna di cui per ovvie ragioni non riveliamo il nome, vive e lavora a Udine da 15 anni. Come ogni giorno, mercoledì scorso, si sarebbe recata alle 16.30 presso la scuola elementare Lea d’Orlandi di Udine frequentata dalla propria bambina. Si era creato il solito via vai di genitori davanti all’istituto e tutti avevano parcheggiato dove c’era posto. «Avevo posteggiato bene la mia auto – ha raccontato la donna – e c’era spazio a sufficienza per fare passare auto e pedoni. Ho preso mia figlia che è poi andata a casa con la madre di una amichetta. Mi sono diretta verso la macchina, a quel punto una signora sui 50 anni si è avvicinata e indicando la mia vettura mi ha detto “il tuo cammello non potevi lasciarlo in Africa?”. Ho chiesto alla signora se la mia auto avesse bloccato il passaggio alla sua. Per tutta risposta  mi ha  detto che questo non è il mio paese e mi ha dato della prostituta e della sporca negra. Le ho detto che non poteva trattarmi in quel modo. Intanto è arrivata la figlia della donna, di circa 30 anni, che mi ha detto: “È meglio che entri in macchina o ti spacco la faccia” e poi mi ha spinta. Le ho risposto che se c’era qualche problema potevamo parlarne. La ragazza mi ha spinta di nuovo e poi mi ha anche sputato in faccia. Le ho detto che l’avrei denunciata: a quel punto mi ha presa per i capelli e ha cominciato a darmi pugni sulla schiena mentre la cinquantenne mi prendeva a schiaffi. Appena ho potuto ho chiamato i carabinieri chiedendo alle donne di  aspettare il loro arrivo. Ma loro hanno tentato di scappare con l’auto. Per fermarle ho afferrato la ragazza per la maglia: lei si è girata e mi ha morso il braccio per farmi lasciare la presa. Si è sfilata la maglia per riuscire a scappare ma nel frattempo sono arrivati i carabinieri, che ci hanno detto di seguirli in caserma: io non potevo andare subito perchè dovevo recarmi a recuperare mio figlio in un’altra scuola. In caserma ci sono andata verso le diciotto dove i carabinieri mi hanno detto di aver già preso le generalità delle due donne ma che per sporgere denuncia dovevo rivolgermi ad un avvocato. Sono andata anche in pronto soccorso dove mi hanno dato 15 giorni di prognosi». Ma secondo il racconto questo non sarebbe tutto. Ieri la donna, tornata a prendere la figlia, avrebbe trovato fuori dal cancello della scuola quattro uomini. Uno la avrebbe minacciata: «Hai picchiato mia moglie se ti avvicini ti ammazzo». Nel frattempo una sua amica avrebbe chiamato la polizia: gli agenti si sarebbero limitati ad ammonire l’uomo, riservandosi di compiere successivi approfondimenti. Un episodio inquietante questa presunta aggressione sul quale si spera, carabinieri e polizia facciano luce.

“A nome della città porgo le più sentite scuse alla signora congolese e mi addoloro per quanto è avvenuto”. Il sindaco di Udine Furio Honsell commenta così l’aggressione a sfondo razziale avvenuta mercoledì 23 settembre in via della Roggia a danno di una cittadina originaria del Congo. “Sono davvero amareggiato per questo grave episodio – afferma il primo cittadino – e assicuro che faremo di tutto per contrastare queste derive razziste perché Udine è una città che ha tradizioni civili e di solidarietà che vanno dalla Resistenza agli alpini. Trovo veramente vergognoso dare questo esempio di intolleranza ai nostri bambini”. Un fenomeno, quello dell’intolleranza razziale, che rischia di dilagare. “Bisogna denunciare con forza la campagna di istigazione all’odio razziale condotta da diversi esponenti politici del centro-destra soprattutto contro gli immigrati e coloro che appartengono a culture diverse – sottolinea il sindaco Honsell –. È un comportamento grave e irresponsabile”. com stampa comune udine

Le dichiarazioni del Sindaco Honsell in relazione all’episodio avvenuto all’esterno della scuola D’Orlandi, sono inqualificabili. Senza attendere la versione dell’accaduto, fornita dalle due madri italiane coinvolte, il Sindaco ha creduto opportuno sentenziare un giudizio definitivo sull’episodio e, addirittura di chiedere scusa alla comunità congolese a nome “di tutta la città”. Ci sono due versioni dei fatti, l’una della signora di nazionalità congolese, l’altra di due madri italiane, entrambe corredate da testimonianze e querele di parte. Bene avrebbe fatto il Sindaco, che ha l’obbligo morale di rappresentare tutta la città, di attendere che la questione fosse giudicata dalla Magistratura, nei tempi e nei modi previsti dalla Legge italiana. La Federazione di Udine della Fiamma Tricolore annuncia che nel corso del prossimo Consiglio comunale, i propri militanti insieme a tutti i cittadini Italiani di Udine che condivideranno l’iniziativa, invaderanno “pacificamente” la sala del Consiglio con cartelli recanti la scritta “Io non mi scuso”. (com stampa fiamma tricolore)

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