Udine

E’ morto Adriano Biasutti

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E’ morto Adriano Biasutti, 69 anni, ex presidente del Friuli-Venezia Giulia e parlamentare della Dc. Biasutti è morto questa mattina all’ospedale di Udine, doveera da tempo ricoverato, per un male incurabile che lo avevacolpito sei mesi fa. Biasutti è stato presidente della regione Friuli-VeneziaGiulia dagli anni ’80 ai primi anni ’90 e per una legislaturadeputato della Democrazia Cristiana.

Furio Honsell “Adriano Biasutti è stato un protagonista della storia del Friuli Venezia Giulia. Una persona molto dinamica e aperta al dialogo. Da commissario alla ricostruzione fu anche una figura chiave del dopo terremoto. Ricordo il suo impegno in favore dell’autonomia degli enti locali”. Così il sindaco di Udine Furio Honsell nell’esprimere il suo cordoglio e quello della giunta comunale non appena appresa la notizia della scomparsa dell’ex presidente della Regione Adriano Biasutti.

Giovanni Da Pozzo «La morte di Adriano Biasutti è una grande perdita per la nostra regione, per l’alto spessore politico e per quello ha rappresentato come presidente, specie in un periodo così difficile per il nostro territorio. Periodo in cui è stato forte, determinato e ha evidenziato, soprattutto, una grande capacità di gestire lo sviluppo dell’economia regionale nel momento critico e delicato della ricostruzione post-terremoto». Così il presidente della Camera di Commercio di Udine, Giovanni Da Pozzo, ricorda Adriano Biasutti. «Sotto il profilo personale – aggiunge -, questa perdita mi colpisce nel profondo. In giovane età, ho iniziato il mio percorso politico anche grazie ai suoi consigli, e pure la mia prima esperienza in ambito pubblico regionale, come presidente dell’Azienda di promozione turistica della Carnia, si è concretizzata su sua indicazione. Sotto il profilo politico, va sottolineata la sua lungimiranza, da sensibile e attento anticipatore del ruolo internazionale della nostra regione; anche a distanza di tanti anni dalla sua esperienza alla presidenza, rappresentava ancora, per molti di noi, un punto di riferimento e di confronto. Sono personalmente molto vicino alla famiglia e in particolare al figlio Stefano – conclude Da Pozzo -, che è anche componente del Nucleo di valutazione della Camera di Commercio di Udine».

Giovanni Collino “Biasutti, scompare lo statista della nostra Regione. Oggi è un giorno molto triste per la nostra Regione. Se ne va una delle figure politiche più carismatiche e brillanti che ha segnato la nostra storia regionale – spiega Collino -. Adriano era un uomo lungimirante che sapeva mantenere gli impegni e la parola data. Se ne va un leader straordinario, capace e sopratutto un amico leale, onesto e sincero”. L’europarlamentare del Pdl riconosce a Biasutti anche la figura di statista e spiega: “Ci siamo conosciuti quando lui era presidente della Regione e io ricoprivo il ruolo di segretario provinciale del Movimento sociale italiano e da allora abbiamo sempre avuto un confronto costante sui temi della politica regionale e nazionale. E’ stato grazie anche a questo dialogo che la destra friulana ha potuto uscire dall’angolo, evolversi, guardare avanti e diventare uno dei protagonisti della politica della nostra Regione. Anche per questo Adriano Biasutti è stato uno statista proiettato nel domani che ha segnato il tempo di diverse generazioni”. “Il rapporto con Biasutti è proseguito anche nei momenti difficili del suo percorso politico, forte di quella lealtà che sa fare da spartiacque fra le amicizie reali e quelle puramente politiche – aggiunge Collino -.
Prezioso componente della Commissione paritetica, Adriano Biasutti, sapeva ragionare sempre per soluzioni e mai per problemi. Ci mancheranno molto i suoi consigli e soprattutto la sua amicizia leale”.

Ferruccio Saro Leale, corretto, decisionista: con questi aggettivi il senatore Ferruccio Saro vuole ricordare l’amico Adriano Biasutti le cui peculiarità politiche che lo “portavano ad assumere decisioni anche difficili con tempestività sembrano collimare con il profilo di un altro grande della storia: il suo decisionismo infatti era analogo a quello di Bettino Craxi. Ed è proprio questa vena decisionista ad averlo predisposto ad una vicinanza d’intenti con i socialisti. Pur provenendo da una tradizione cattolica, Biasutti aveva un approccio laico”. Del resto, sottolinea Saro, “Biasutti non nascondeva la sua stima per Craxi: l’ultima uscita pubblica è coincisa proprio con la presentazione nella Provincia di Udine dell’ultimo libro su Craxi scritto dal giornalista Ugo Finetti”. Il senatore dichiara di essere “molto colpito per la scomparsa di Biasutti con cui avevo intrecciato una consolidata e profonda amicizia. Pur avendo una decina d’anni in meno, ho avuto modo di conoscerlo a fondo e di lavorare con lui per molti anni”. Saro non sottace i confronti “anche duri” che alcune volte li ponevano su posizioni distinte: “E’ vero, su alcuni argomenti avevamo visioni diverse, ma indipendentemente dalle posizioni politiche e dalla rappresentanze partitiche differenziate – continua Saro – il rapporto che ci ha unito è sempre stato improntato alla lealtà e alla correttezza. Quando in gioco c’erano gli interessi della nostra Regione gli accordi politici che si stringevano con lui arrivavano a destinazione: li manteneva fino alla fine”.
L’amico Saro lo definisce “un grande presidente che ha saputo contribuire alla rinascita della nostra Regione nella fase della ricostruzione post terremoto. Ha inciso profondamente nel periodo di modernizzazione del Friuli Venezia Giulia e contribuì a uno sviluppo massiccio e all’avvio di rilevanti infrastrutture”. Con Biasutti presidente si registra il passaggio definitivo del nostro territorio da una connotazione post-agricola ad una connotazione industriale avanzata. “L’intuizione lo portò a cogliere prima di altri il ruolo fondamentale ricoperto da Alpe Adria e Mitteleuropea come facilitatori nel processo di disgregazione della cortina di ferro” Il crollo della Prima Repubblica – ricorda il senatore – “fu un evento che lo provò molto tanto sul piano fisico quanto su quello morale, soprattutto gli fece capire quali erano i veri amici e si rese conto che molti, nella fase del suo massimo potere, lo circondavano soltanto per interesse. Personalmente io continuai a frequentarlo anche nei momenti difficili quando tantissimi lo abbandonarono. Anche allora rimase sempre caratterizzato da una grande umanità”.
“La passione per la politica continuò ad alimentarlo anche in questi anni: è sempre stato interessato al bene collettivo e alle strategie per rendere il Fvg un’area regionale dal futuro prospero. Bene aveva agito il Consiglio regionale nel nominarlo componente della commissione paritetica Stato-Regione: se non fosse mancato, Biasutti avrebbe sicuramente offerto un contributo sostanziale in questa fase di cambiamento complesso che condurrà ad una ristrutturazione dello Stato su basi federali”.

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Nato a Palazzolo dello Stella (Udine), Biasutti fu presidente della giunta regionale del Friuli Venezia Giulia dal 1984 al 1991. Entrato in Consiglio Regionale per la prima volta il 7 luglio 1973, Biasutti ha percorso la sua carriera politica in Regione, come consigliere e come amministratore fino al 31 dicembre 1991, quando si è dimesso in vista della sua candidatura al Parlamento italiano. Sotto la presidenza di Antonio Comelli, Biasutti è stato assessore ai Lavori pubblici e alla ricostruzione del Friuli dal luglio 1978 all’aprile 1980, proseguendo poi come assessore ai Lavori pubblici fino al luglio 1983. Ha presieduto ininterrottamente per cinque volte la Giunta regionale dal 23 ottobre 1984 al 31 dicembre 1991. Il 29 ottobre 2008 è stato eletto dal Consiglio Regionale nella Commissione Paritetica per le norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Friuli Venezia Giulia

Giorgio Santuz “Io a Roma e lui a Trieste, abbiamo fatto molte cose per questa regione”: sono le prime parole di Giorgio Santuz, già ministro dei Trasporti e parlamentare della Dc, alla notizia della morte dell’ex presidente del Friuli Venezia Giulia Adriano Biasutti. “Ho parecchio disagio a parecchio a parlarne – ha detto Santuz – perché è morto giovane e ha sofferto molto, e di recente aveva anche ripreso l’attività nella Commissione paritetica”. “Sicuramente siamo stati tra i due più impegnati nel cambiamento della Dc. Con noi – ha spiegato Santuz, che oggi è presidente della concessionaria autostradale Autovie Venete – si é affermata una nuova generazione. Finiti i grandi di un tempo, siamo arrivati noi”. Il dualismo tra Biasutti e Santuz è stato spesso al centro delle cronache, in Friuli Venezia Giulia. “Si era due emergenti – ha ricordato oggi Santuz – e quindi su molte cose si aveva dei punti di vista diversi. Ma in assoluto io stavo molto attento a quello che faceva e diceva e lui, e lui faceva altrettanto. La stima resta grande – ha concluso – e oggi provo un grande dolore “Aveva una visione unitaria del Friuli Venezia Giulia. Una regione che lui vedeva aperta e fortemente attiva all’interno dell’Europa”: Renzo Tondo, presidente della Regione, ricorda così la figura dell’ex presidente del Friuli-Venezia Giulia e parlamentare della Dc Adriano Biasutti, morto questa mattina. “Provo una commozione profonda – dichiara ancora Tondo in una nota – e mi torna in mente l’ultimo incontro, in ospedale a Udine tra Natale e Capodanno. Era sofferente ma ben presente sui temi che la politica sta affrontando e mi incoraggiava ad andare avanti sulla strada della modernizzazione”. Secondo il presidente della Regione in carica, quella di Biasutti è stata una grande figura politica, “un leader non solo udinese, da dove si è mosso per diventare segretario regionale della Democrazia cristiana e successore del presidente della Regione Antonio Comelli nel delicato e importante momento del completamento della ricostruzione del Friuli dopo il terremoto

Fonte: Ansa

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