Bearzi

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Addio a Enzo, sogno Mundial. Vinse il Mondiale di Spagna nel 1982. Lasciate nei commenti o nella nostra pagina Facebook un vostro ricordo. A 83 anni se n’è andato un altro pezzo di storia italiana. Friulano d’origine, era nato ad Aiello del Friuli il 27 settembre 1927, giocò da mediano anche nell’Inter, prima di allenare con Rocco, Fabbri e Bernardini. Alla guida della Nazionale dal 1975, conquistò il quarto posto ad Argentina ’78 e vinse il Mondiale quattro anni dopo. Prima di diventare allenatore della Nazionale è stato anche giocatore vestendo le maglie di Pro Gorizia, Inter, Catania e Torino. Bearzot è morto a Milano, nella sua casa in zona Vigentina. Secondo quanto si è appreso l’ex commissario tecnico era gravemente malato.

Enzo Bearzot. Mister dal carattere schivo ma deciso, fece quadrato intorno a una Nazionale partita tra qualche critica di troppo. E il 14 luglio del 1982 la portò sulla vetta del mondo. Sulla sua strada, fece fuori Maradona, Zico, Boniek, fino alla finale senza storia, contro la Germania Ovest. Ma di lui si ricorda anche la pipa e il quell’immagine che resterà nei libri di storia: una partita a briscola con Pertini, Zoff e Causio con in palio… la Coppa del Mondo.

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LIPPI: PROFONDO DOLORE Stupore e gran dolore: con questi due sentimenti Marcello Lippi reagisce alla notizia della scomparsa di Enzo Bearzot: «Come e quando è successo?…» la prima reazione del Ct, campione del mondo nel 2006. «È una notizia che mi dà un profondo dolore e un gran dispiacere – aggiunge poi Lippi – negli anni in cui ho guidato la Nazionale è stato sempre vicino a me alla mia Italia. Ci sentivamo e vedevamo spesso. D’altra parte l’ho anche avuto come allenatore quando fui convocato nell’under 23 azzurro. Poi, nei miei anni da Ct mi è sempre stato vicino e ha fatto sempre sentire il suo affetto. Sono orgoglioso di stare nella storia del calcio vicino a un grande come Bearzot». «Ma in questo momento – conclude Lippi – l’unica cosa che mi sento di dire è mandare un grande abbraccio alla sua famiglia».

GALLI: AVEVA STRAORDINARIA UMANITA’ «Sono molto addolorato. Sono legato a Bearzot da un affetto particolare, che va al di là dei rapporti avuti durante la mia professione di calciatore e lo porterò sempre nel cuore, come un grande professionista, ma soprattutto come uomo di sport dotato di un’umanità straordinaria». Così Giovanni Galli commenta la scomparsa dell’ex ct della Nazionale campione del mondo nel 1982. «Grazie a lui – ricorda Galli – sono potuto diventare campione del mondo, e sempre grazie a lui ho disputato un Campionato del mondo da titolare. Di fronte alle tante critiche che ricevetti, allora e anche in seguito, Bearzot mi difese sempre: impossibile per me dimenticarlo».

ABETE: ESEMPIO DI QUALITA’ UMANE E MORALI «Di Enzo Bearzot vogliamo sottolineare e ricordare innanzitutto le qualità umane e morali, il rigore della sua professionalità, uno stile di vita che resta un esempio per il calcio di tutto il mondo». Così il presidente Giancarlo Abete ha ricordato a nome di tutta la Federcalcio Enzo Bearzot, l’ex ct della Nazionale campione del mondo nel 1982 scomparso oggi.

ANTOGNONI: MI HA DATO FIDUCIA PER 10 ANNI «Quando dovetti saltare la finale del mondiale per infortunio ricordo che Enzo era quasi più dispiaciuto di me». È il ricordo di Giancarlo Antognoni, bandiera della Fiorentina e campione del mondo nel 1982, sulla scomparsa di Enzo Bearzot. «C’era una grande legame tra noi – ricorda ancora Antognoni – testimoniato dal fatto che mi ha dato fiducia per dieci anni in nazionale, nonostante io abbia avuto molti problemi fisici in carriera. È una grande perdita per il calcio italiano: oltre al titolo vinto nell’82 ha dato tanto anche a livello umano».

INTER: PIANGIAMO UN MAESTRO «Ciao Vecio!Il calcio italiano piange un maestro, che non dimenticherà mai». Inizia così il cordoglio dell’Inter pubblicato sl sito ufficiale. «Aveva scelto Milano – prosegue il ricordo – come la sua città, vivendola con discrezione e attenzione, ricordando volentieri l’Inter – il primo amore che non si scorda mai – lontano dai fasci di luce del calcio moderno e, al tempo stesso, sempre pronto a regalare preziosi consigli a tutti gli appassionati sinceri, come lui, del pallone». «Il presidente Massimo Moratti e tutta F.C. Internazionale, con tantissimo affetto, abbracciano la moglie Luisa, il figlio Glauco e la figlia Cinzia nel ricordo del grande Enzo Bearzot».

CARRARO: FACEVA GRUPPO CON IL SUO ESEMPIO «Ero molto legato ad Enzo Bearzot, sono stato io a portarlo nelle squadre nazionali. Oltre che una persona con grandi capacità, era soprattutto un uomo vero». Così l’ex presidente del Coni, Franco Carraro, ha voluto ricordare la figura dell’ex Ct azzurro scomparso all’età di 83. «Era una persona che faceva gruppo con il suo esempio – ha aggiunto Carraro all’ANSA – e con i valori che riusciva a trasmettere ai giocatori. La sua nazionale del ’78 era valida come quella dell»82, ma se in Argentina fu un pizzico sfortunato, in Spagna, quattro anni dopo, la fortuna girò «.

CORDOGLIO DEL MILAN: LASSU’ PARLERA’ CON ROCCO «Essere milanisti, significa essere sportivi e italiani. È anche per questo che tutto il Milan e tutti i rossoneri si uniscono con commozione al dolore della famiglia e al cordoglio di tutto il calcio italiano per la scomparsa di Enzo Bearzot, il condottiero azzurro di Spagna ’82. Qualcosa da dentro ci dice che, lassù, il grande Bearzot e il Paron Rocco avranno tante cose da dirsi». Così, la società rossonera, sul suo sito Internet, ricorda l’allenatore friulano, scomparso oggi a Milano.

PETRUCCI: CONQUISTATO DA SUA SINCERITA’ «Mi ha sempre conquistato la sua sincerita». Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ricorda così la figura dell’ex ct della nazionale italiana di calcio vincitrice dei Mondiali dell’82, Enzo Bearzot, scomparso all’età di 83 anni. «Bearzot – ha aggiunto Petrucci all’ANSA – è stato il primo allenatore che ho conosciuto come segretario della Federcalcio nell’85. Mi ricordo che ero andato ad Udine per vedere Italia-Austria, perchè volevo scoprire i segreti del tecnico che ci aveva fatto vincere il Mondiale. Restammo insieme fino alla mattina dopo, perchè lui era un uomo che amava fare tardi. Sono rimasto sempre affascinato e conquistato dalla sua sincerità: voto 10». Una grave perdita per il calcio italiano. «Assolutamente – ha concluso – anche da fuori ha continuato a dire sempre cose di buon senso e a favore del calcio».

PDCI: ERA SIMBOLO DELL’ITALIA MIGLIORE «Con Bearzot va via un’Italia sportiva, e non solo, d’altri tempi, lontana anni luce da quella odierna. La vittoria ai mondiali di calcio di Spagna ’82, la gioia dell’allora presidente della Repubblica Pertini, la celebre partita a carte sull’aereo di ritorno con Bearzot, Pertini, Zoff e Causio e la festa popolare che ne seguì in Italia, resteranno immagini indelebili negli occhi degli italiani. Muore un signore dello sport, simbolo di un’Italia migliore». È quanto afferma Alessandro Pignatiello, coordinatore della segreteria nazionale del PdCI-FdS.

SINDACO AIELLO: SCOMPARE GRANDE FRIULANO «Con Enzo scompare un grande friulano. In tutti i sensi». Così si è espresso, appena appresa la notizia della morte di Enzo Bearzot, il sindaco di Aiello del Friuli, paese natale dell’ex Ct, Renato Nuovo. «Ricordo ancora quella splendida giornata che lui passò qui ad Aiello qualche settimana dopo la vittoria ai mondiali di Spagna. Chiamò ad uno ad uno e per nome – ha detto Nuovo – tutti i suoi amici che non vedeva da tantissimi anni». Il sindaco di Aiello non ha spauto dire se il Ct della Nazionale di calcio riposerà in Friuli o a Milano dove viveva da tento tempo. «I suoi genitori sono sepolti nel cimitero di Aiello – ha detto Nuovo – ma non credo che lui venga qui». Infine un rammarico per il primo cittadino. «Lo avevamo proposto per la carica di ‘senatore a vità per meriti sportivi – ha detto – ma il progetto naufragò. Peccato. Avrebbe meritato quella carica».

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