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Easy – Un viaggio facile facile: la commedia di Andrea Magnani

nocella e bouchet
Ottima partenza per Easy – Un viaggio facile facile, la commedia on the road diretta da Andrea Magnani e distribuita dalla Tucker Film, che è risultata la terza miglior media copie del weekend (34 sale, 60 mila spettatori) dopo i due colossi Dunkirk e Cattivissimo me 3!

Divertente e insolita opera prima, già incoronata film-rivelazione del Festival di Locarno (tre proiezioni sold out e una proiezione supplementare aggiunta in corsa), Easy è una produzione italo-ucraina e schiera Nicola Nocella (Nastro d’Argento per Il figlio più piccolo), Barbara Bouchet e Libero De Rienzo.

Isidoro, detto Easy, ha 35 anni, molti chili di troppo e una bella depressione. Vive con la madre e passa il tempo davanti alla Playstation. Giornate lente, immobili, spese ingozzandosi di psicofarmaci e meditando il suicidio. Poi, però, qualcosa cambia: il fratello gli chiede di riportare a casa lo sfortunato operaio Taras, morto per un incidente sul lavoro, trasportando la sua bara fino in Ucraina. Niente di complicato, sulla carta, ma Isidoro è Isidoro e un lungo viaggio attraverso i Carpazi può rivelarsi davvero insidioso. Soprattutto alla guida di un carro funebre!

Easy – Un viaggio facile facile, ricordiamo, è prodotto dalla Fresh Production (Ucraina) assieme alle italiane Pilgrim e Bartlebyfilm, con il contributo di Mibact, del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia e della Ukrainian State Film Agency.

Sergej, il nostro runner, uomo e autista eccezionale. Quand’è venuto a prelevarci in aeroporto, a Kiev, ha subito dovuto gestire un testacoda spaventoso sul ghiaccio: io e Andrea siamo ancora convinti che la Guerra Fredda poteva vincerla Sergej, da solo, con il suo Fiat Ducato! Una delle prime frasi che ho imparato a dire in ucraino, «Ti voglio bene», me la sono fatta insegnare per poterla rivolgere a lui.

Cos’altro ti ha insegnato, a livello personale, un set non certo facile facile?
Mi ha insegnato che la bellezza è dappertutto: faticosa da conquistare, forse, ma è veramente dappertutto. Basta avere pazienza, basta avere lo sguardo giusto. In Ucraina ci piombava addosso all’improvviso, con i panorami mozzafiato che si vedono nel film, e ci ripagava di ogni sforzo.

E a livello professionale, invece, cosa ti ha lasciato il viaggio di Easy?
Mi ha lasciato tantissimo. Mi ha cambiato tantissimo. Mi ha cambiato al punto che, adesso, non mi preoccupo più di piacere a Nicola Nocella: appena finisco di girare una scena, guardo il regista con cui sto lavorando e gli chiedo semplicemente «Sei contento?». Questo cambio di prospettiva lo devo tutto al rapporto con Andrea: una persona speciale, una persona che ammiro infinitamente. Spero solo di essere stato all’altezza del successo che merita.

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