ECOMUSEI: SANTORO-SHAURLI, STRATEGICI PER PIANO PAESAGGISTICO E PSR

Passariano (UD), 9 apr – Gli ecomusei possono avere un ruolo
strategico sia per la definizione del piano paesaggistico
regionale sia nella definizione di progetti nell’ambito del piano
di sviluppo rurale.

Ne sono convinti gli assessori regionali Mariagrazia Santoro e
Cristiano Shaurli i quali hanno spiegato l’importanza di questi
organismi nel corso del convegno organizzato a Villa Manin dalla
rete degli ecomusei e dall’Istituto regionale per il patrimonio
culturale (Ipac) del Friuli Venezia Giulia. Al centro del
confronto la norma in materia di ecomusei che la Regione ha
varato nel 2006 e sulla quale si è dibattuto per analizzare i
risultati fino ad ora ottenuti. Inoltre è stata analizzata
l’evoluzione compiuta da queste strutture nell’arco di un
decennio, per portare un contributo alla costituenda legislazione
nazionale in materia.

A tal proposito, nella tavola rotonda coordinata da Rita Auriemma
dell’Ipac, Manuel Roberto Guido – responsabile della direzione
generale musei del Ministero per i beni culturali – ha ricordato
che a livello nazionale al momento giacciono due proposte di
legge dedicate a questo settore. Tuttavia è stato evidenziato
anche che la rete nazionale degli ecomusei ha avanzato una
propria proposta, esaminata a novembre dello scorso anno ad
Argenta e sulla quale il Ministero sta lavorando per la
definizione di una norma di settore. Come evidenziato da Guido,
numerosi spunti emersi dall’incontro di Villa Manin potranno
essere presi in considerazione nel dibattito generale che sta
portando alla costruzione della legge.

Dal canto suo l’assessore regionale Mariagrazia Santoro ha
ricordato l’importanza del ruolo svolto dagli ecomusei nella
definizione del piano paesaggistico regionale. “Nel 2013 – ha
detto l’assessore – poco dopo il nostro insediamento, l’esecutivo
varò una norma per la costruzione del piano paesaggistico con la
collaborazione del Ministero competente e delle amministrazioni
comunali. Oltre a queste due istituzioni si è poi venuto a creare
un ottimo rapporto con la rete degli ecomusei, che ha messo a
disposizione l’esperienza già maturata nella definizione delle
mappe di comunità. Inoltre sono poi diventati motori di
condivisione e di conoscenza, aggregando intorno a loro le
amministrazioni comunali che stanno partecipando alla definizione
del piano paesaggistico”. Infine rispetto alla costruzione di un
osservatorio regionale sul paesaggio “fermo restando la grande
soddisfazione del lavoro fatto con gli ecomusei, dovremmo
ragionare insieme per dare a questo strumento un taglio
innovativo e multisettoriale”.

Per l’assessore regionale alle Risorse agricole, Cristiano
Shaurli, gli ecomusei possono essere di grande aiuto nelle
decisioni riguardanti le iniziative che appartengono al piano di
sviluppo rurale. “Il programma “Leader” – ha detto Shaurli – ha
un valore pari a 16 milioni di euro. Ogni sua strategia è gestita
dai Gruppi di azione locale (Gal) i quali, per mettere in campo i
propri progetti, hanno l’obbligo di compiere percorsi
partecipati. In questo ambito gli ecomusei, con la competenza e
storicità maturata negli anni, possono essere non solo parte
attiva di questi percorsi ma addirittura, in alcuni casi,
assumere anche un ruolo di regia”. Shaurli inoltre ha ricordato
anche che nel Psr, nelle aree non coperte dalla strategia Leader
“c’è una misura specifica dedicata alla cooperazione e sviluppo
territoriale, dove gli ecomusei possono dare un importante
contributo”.
ARC/AL/EP

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