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Economia: 5 curiosità sui Bitcoin

L’argomento Bitcoin è un po’ sulla bocca di tutti, da piccola e iniziale innovazione guardata anche con un po’ di sospetto, in poco più di 10 anni sono riusciti a diventare un fenomeno che ha letteralmente scosso le fondamenta dell’intera economia globale.Ma quanto si conosce davvero dei Bitcoin? La verità è che ancora oggi sussistono elementi in grado di alimentare l’interesse e la curiosità come si andrà ora a vedere.

L’identità del fondatore

Fa certamente specie sapere che il reale fondatore di un fenomeno così noto e diffuso sia ancora oggi del tutto sconosciuto, ma le cose stanno esattamente così. Attualmente, infatti, si presuppone che il padre fondatore dei Bitcoin sia Satoshi Nakamoto, pseudonimo dietro il quale ci sono mille congetture dal momento che non si sa chi sia, se sia davvero una sola persona o piuttosto un’organizzazione e soprattutto se questo fantomatico uomo sia ancora in vita o no.

Il primo prodotto acquistato

Se è vero che tutte le grandi rivoluzioni hanno piccoli inizi, è davvero difficile trovarne uno più umile di quello che ha avuto la prima compravendita effettiva eseguita tramite Bitcoin.

Si conosce addirittura la data precisa dell’evento, esattamente il 22 Maggio del 2010, giorno in cui il futuro sviluppatore Laszlo Hanyecz ordinò dalla pizzeria Papa John due pizze del valore di 30 dollari spendendo 10.000 Bitcoin.

Il suo obiettivo era dimostrare che questa nuova valuta di cui ormai si cominciava a parlare con una certa insistenza potesse davvero essere impiegata per l’acquisto di beni e prodotti e che quindi effettivamente funzionava. E sicuramente fa sorridere pensare all’accaduto tenendo conto del cambio attuale, 2 pizze che attualmente varrebbero più di 500 milioni di Euro!

La disponibilità

E’ stato stimato come il limite massimo di Bitcoin effettivamente estraibili sia di 21 milioni e attualmente circa l’80% è stato già estratto. I vari esperti del settore hanno eseguito in questi anni diversi calcoli prospettici e hanno ipotizzato con una buona percentuale di affidabilità come tutti i Bitcoin verranno correttamente minati entro il 2140.

Formazione e didattica

Ovviamente quando un fenomeno inizia ad avere una risonanza globale, specialmente se fa riferimento a un settore così delicato come quello finanziario, è inevitabile che si cerchi sfruttare la situazione formando dei professionisti capaci di padroneggiare appieno l’argomento.

Non è un caso, ad esempio, se un numero sempre maggiore di atenei, centri studi, università in tutto il mondo si stiano organizzando per creare dei corsi specifici in grado di formare i professionisti del futuro.

Si tratta di un’esigenza imprescindibile, soprattutto se si considera che i Bitcoin presentano sì innumerevoli vantaggi, ma anche concreti svantaggi. Oggigiorno un futuro investitore affidandosi a soluzioni d’immediata operatività come il trading potrebbe anche lasciarsi guidare dall’emotività del momento e mettere in pericolo la propria stabilità finanziaria, ecco perché è fondamentale essere consci dell’esistenza di fattori di rischio. Come fanno presente un po’ tutte le piattaforme che operano nel settore, soltanto il 10% dei traders riesce ad avere un profitto dalle operazioni che fa perchè studia e si informa, il restante 90%, molto probabilmente, si avvicina a questo mondo con il mito  dei facili guadagni prendendolo alla leggera. Il risultato? Una perdita del capitale investito.

Criptovalute e mercato immobiliare

Se recentemente a Miami una casa del valore di 23 milioni di Euro è stata acquistata dal suo proprietario utilizzando esclusivamente Bitcoin come metodologia di pagamento, anche nel resto del mondo ci si sta adeguando ai nuovi standard proposti dalle criptovalute, Italia compresa.

In Italia uno dei primi grandi gruppi immobiliari che ha concretamente scommesso sui Bitcoin e sulle valute digitali in generali è stato il gruppo Barletta e, ad esempio, nel solo quartiere di San Lorenzo a Roma ci sono attualmente circa 120 appartamenti che possono essere acquistati grazie ai soli Bitcoin.

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