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Electrolux: governo pronto a fare la sua parte ma azienda proponga piano

ELECTROLUX_1 5 marzo 2014 – Il governo è pronto a fare la sua parte per giungere alla soluzione della vertenza Electrolux, ma in cambio chiede garanzie alla multinazionale svedese. L’esecutivo, fa sapere il ministero dello Sviluppo economico, sta ”valutando interventi di sostegno all’innovazione e di contenimento del costo del lavoro”. Impegni però ”subordinati” a una ”precisazione del piano industriale” e delle ”prospettive occupazionali”. Insomma il governo condiziona il suo sostegno, dicendosi disponibile ”a dare tutto il contributo necessario”, a un progetto che dia futuro ai quattro stabilimenti italiani. Con l’incontro tra i vertici italiani dell’Electrolux e i ministri dello Sviluppo economico, Federica Guidi, e del Welfare, Giuliano Poletti, l’esecutivo Renzi ha quindi instradato la prima vertenza calda. A fare da trait d’union il viceministro Claudio De Vincenti, che ha seguito il caso anche sotto il governo Letta. Il dicastero di via Veneto si è già impegnato a convocare entro due settimane, cioè prima del 20 marzo, il vero tavolo, già fissato per il 17 febbraio e poi saltato con l’avvicendamento a palazzo Chigi. Il governo sembra essere intenzionato a mettere in campo tutto ciò che possa far rientrare del tutto l’allarme Electrolux. Due sono i fronti su cui agire: il primo riguarda gli incentivi agli investimenti in ricerca e sviluppo; l’altra strada si basa sull’abbattimento del costo del lavoro. La nota con cui si è chiuso il confronto non specifica gli strumenti attraverso i quali raggiungere l’obiettivo. Probabilmente si tratta di un discorso ancora aperto, d’altra parte la prossima settimana verrà presentato il Jobs act. Finora si era parlato degli sconti sui contratti di solidarietà, per cui però occorre affrontare il nodo risorse. Un punto sul quale il leader della Fiom, Maurizio Landini, è tornato ad insistere: ”Il governo deve favorire la decontribuzione”. La partita tocca in particolare il ministero del Lavoro. Alla fine dell’incontro, Poletti non ha fatto dichiarazioni se non che il vertice era ”andato bene” e che ora ”’il confronto continua”. Il lasciapassare per attivare i possibili sostegni dovrà ritrovarsi nel piano della multinazionale dell’elettrodomestico. Un piano che dovrebbe puntare su una produzione di qualità, concentrandosi sulla gamma alta. Un altro monito tocca l’occupazione, lo scopo sarebbe arrivare ad un ulteriore abbassamento degli esuberi, che, stando ai calcoli della Uilm, l’azienda ha già ridotto da oltre 1.800 a 1.200

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