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Electrolux Porcia: nessun piano industriale

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Electrolux: Zanonato, problema è costi produttivi elevati
Impegnati a dare una mano a comparto strategico per industria
“Il problema è che i prodotti italiani in tutto il campo dell’elettrodomestico sono di notevole qualità ma risentono di costi produttivi superiori a quelli dei nostri concorrenti”. Lo ha sottolineato il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato a margine di un convegno alla Farnesina, interpellato sull’incontro tra sindacati e la direzione italiana di Electrolux. “Sentiamo che proposta emerge”, ha aggiunto, rimarcando l’impegno” a “dare una mano a un comparto strategico per la nostra industria”.

Per lo stabilimento Electrolux di Porcia (Pordenone) non c’è piano industriale: a dirlo sono fonti sindacali, a margine dell’incontro tra delegati e rappresentanti del gruppo per l’Italia che hanno presentato la loro proposta sui quattro stabilimenti italiani. Di fatto, il costo di produzione delle lavatrici sommato al costo orario del lavoro complessivo, riferiscono, sarebbero tali da non permettere per Porcia una progettazione.

Electrolux, nel piano presentato oggi, prevede, sempre secondo fonti sindacali, a fronte degli attuali 24 euro l’ora per lavoratore, di tagliare 3,20 euro a Solaro, 3 euro a Forlì e 5,20 euro a Susegana. Per Porcia il taglio sarebbe stimato in 7,50 euro l’ora ma il costo del prodotto finito, la lavatrice, graverebbe di 30 euro a pezzo mandando fuori mercato la produzione. Secondo le fonti sindacali, Electrolux sarebbe costretta a tagliare, oltre Porcia, anche lo stabilimento in Polonia vittime entrambi della concorrenza asiatica di Samsung e Lg. Per gli altri siti produttivi italiani, qualora il piano fosse comunque approvato dai sindacati, si prevedono investimenti per 28 milioni di euro a Forlì, 40 milioni a Solaro e 22 a Susegana.

“Quello che temevamo è successo. Electrolux ha presentato un piano che è sostanzialmente irricevibile ed impedisce alla parte sindacale di proseguire il confronto con l’azienda”. Lo afferma Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, commentando l’esito dell’incontro dei sindacati con i rappresentanti del colosso svedese a Mestre. “E’ inutile – prosegue – rivolgere al gruppo dirigente della multinazionale svedese dell’elettrodomestico altre valutazioni. Da tempo denunciavamo il rischio di desertificazioni industriali e le proposte di riorganizzazione ascoltate oggi a Mestre inducono il Paese a rischiare tale disastro se il governo non riesce ad avanzare un piano organico di azioni mirate per tutelare il settore manifatturiero”. “Per quanto ci riguarda – afferma ancora Palombella – questo è il tempo della lotta dura e ad oltranza. Il governo, se c’è, almeno si faccia sentire”. “Le percentuali di crescita del Pil attuali, sotto l’1%, e quelle vagheggiate per l’anno a venire, fino al 2% – conclude il segretario Uilm -, non sono sufficienti a garantire la ripresa economica in Italia. Il settore elettrodomestico è la cartina di tornasole di questa amara realtà; la vertenza Electrolux con queste premesse rappresenta il ‘canto del cigno’ di quel che doveva essere e non è stato”.

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