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Eletterodotto: Terna, “nessun resto archeologico, solo iniziative per ostacolare i lavori”

elettrodottoRoma 3 dicembre 2013 – “La sorveglianza archeologica non ha documentato materiali archeologici”; “sulla base di quanto riportato dalla stampa o segnalato dal Comitato per la Vita del Friuli Rurale il ritrovamento di resti archeologici non trova riscontri nei dati”; “i materiali presentati alla stampa non sembrano provenire dai campi interessati dall’intervento, essi potrebbero essere stati recuperati da campi circostanti ma ciò non desta stupore né alcun problema dal punto di vista della tutela dei beni archeologici”. Queste le parole del Soprintendente per i Beni Architettonici del FVG, Luigi Fozzati, riportate nella lettera che la Soprintendenza ha inviato a Terna Rete Italia e ai Carabinieri di Palmanova, a seguito degli articoli comparsi sui media e alla denuncia di ritrovamenti archeologici del Comitato per la Vita del Friuli Rurale.

Arriva dunque dalla Sopraintendenza del FVG, soggetto competente alla tutela del patrimonio archeologico friulano, la conferma ufficiale della smentita di Terna Rete Italia circa il presunto ritrovamento di reperti archeologici nell’area che ospiterà la futura stazione elettrica di Udine Sud, compresa tra i comuni di Pavia di Udine e Santa Maria la Longa.

La Soprintendenza ha richiesto una relazione urgente alla professionista incaricata della sorveglianza archeologica sul sito, che come da prescrizione ha affiancato i tecnici di Terna nelle attività di bonifica degli ordigni bellici: dal controllo eseguito, conferma la Soprintendenza, “non sono emerse evidenze archeologiche”.

Proseguono perciò secondo il crono programma le attività di Terna Rete Italia per realizzare un intervento indispensabile e urgente per la sicurezza elettrica del FVG dal rischio blackout, che sembra non preoccupare chi sta provando anche con curiose iniziative a ostacolarne la realizzazione.

comunicato TERNA

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