Elettrodotto Redipuglia-udine Ovest: c’è il sì della CGIL

«Dal punto di vista dell’impatto ambientale ci sembra che nel progetto di Terna i benefici superino i disagi. Disagi che comprendiamo e che speriamo possano trovare una risposta, per quanto possibile, nel progetto esecutivo. Ma crediamo che a questo punto sia indispensabile stringere i tempi di realizzazione dell’opera». È una presa di posizione chiara a favore dell’elettrodotto Redipuglia-Udine ovest, quella assunta oggi a Udine dalla Cgil con il segretario regionale Franco Belci, presenti anche il segretario provinciale Alessandro Forabosco e Maurizio Balzarini della Fiom di Udine-Bassa friulana..

Il chiarimento arriva due giorni dopo l’incontro tra la Giunta regionale, i sindacati e i vertici dell’Abs, l’azienda del gruppo Danieli che più volte ha chiesto di accelerare i tempi di esecuzione della nuova linea, considerata condizione inderogabile dei propri programmi d’investimento in regione. La Cgil da parte sua, se da un lato dice sì all’elettrodotto, «chiede garanzie altrettanto chiare da parte del gruppo Danieli, che deve impegnarsi a non ridurre il personale e a investire in regione».

Questo lo “scambio” proposto da Belci in vista dei futuri incontri con la Giunta regionale e l’azienda. Ma il ruolo della Giunta, per Belci, deve avere una prospettiva più ampia, che sappia guardare anche al di là della questione relativa all’elettrodotto: «Il piano energetico regionale risale al 2007 e da anni chiediamo di metterci mano, utile sia come riferimento per le grandi partite come elettrodotti e rigassificatori, sia per darci degli obiettivi chiari sulle fonti rinnovabili».

Nell’ambito della legge istitutiva del nuovo piano, per Belci, dovrebbe trovare posto anche l’istituzione di una nuova authority regionale per la valutazione dell’impatto delle grandi opere. «Non penso a un organismo che si sovrapponga alle procedure già previste dalla normativa nazionale, andando ad appesantirle ulteriormente, ma a un ente terzo, di competenza e imparzialità riconosciute, che possa fornire elementi obiettivi di giudizio sia alla Regione sia alle parti interessate. Questo a vantaggio di un dibattito pubblico meno condizionato dalle pressioni di parte. In una regione come la nostra, con le sue due università e tante eccellenze nel campo scientifico e della ricerca, esistono sicuramente le risorse e le competenze a cui attingere».

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