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Elettrodotto Redipuglia-Udine Ovest: Terna, “Piasente non conosce i fatti, interramento impossibile”

In merito all’affermazione del segretario nazionale della Lega Nord, Matteo Piasente, secondo cui sarebbe necessario realizzare l’elettrodotto Udine O.-Redipuglia in cavo interrato lungo l’autostrada, Terna ribadisce l’impossibilità tecnica dell’interramento, che oltre tutto creerebbe un maggiore impatto ambientale per il Fvg. Terna sospetta che il neo segretario, eletto da poche settimane, ignori alcuni elementi basilari, che Terna è pronta a spiegargli.

L’attuale fase dell’iter autorizzativo prevede la verifica da parte di Regione e Ministero dell’ottemperanza alle prescrizioni del decreto VIA positivo, emesso a luglio scorso, sul progetto aereo presentato in autorizzazione. Riesumare oggi alternative già scartate in fase di valutazione significa voler azzerare l’iter di un’opera indispensabile e urgente per il FVG.

Per quanto riguarda le richieste del segretario della Lega Nord, Terna conferma di non avere preclusioni all’utilizzo del cavo interrato, che sarà utilizzato per linee a tensioni inferiori anche in FVG, nel piano complessivo di ammodernamento collegato alla Udine O.-Redipuglia, ma che non è una soluzione sicura per l’elettrodotto a 380 kV a causa della scarsa magliatura della rete elettrica esistente in Regione.
Inoltre un (impossibile) interramento consumerebbe più suolo rispetto alla soluzione aerea, creando un maggiore impatto ambientale. Come già spiegato, la posa dei cavi di un elettrodotto interrato comporta la realizzazione di strade (per il transito dei mezzi) e l’asservimento per tutto il percorso di una striscia di terreno larga più di 20 m sulla quale è interdetta in modo assoluto l’edificabilità e qualsiasi coltivazione, le cui radici potrebbero danneggiare i cavi.
Una irrealizzabile soluzione interrata occuperebbe 80 ettari di terreno, invece dell’ettaro scarso che sarebbe impegnato dalla soluzione aerea.

L’affiancamento all’autostrada, sia aereo sia interrato, è inoltre impossibile, a causa della mancanza di valichi: l’infrastruttura stradale infatti è stata in più punti raggiunta dall’abitato, e non ci sono le distanze previste dalla legge in materia di campi elettromagnetici.

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