Emanuele Blandamura ospite al Far East Film Festival 23

 È il 15 aprile 2018, siamo in Giappone. I 17 mila posti della Yokohama Arena sono esauriti da giorni e sul ring, a contendersi il titolo mondiale dei Pesi Medi WBA, ci sono due pugili: il campione  in carica, Ryota Murata, e lo sfidante, Emanuele Blandamura. Ci vorranno 8 round per stabilire che il titolo resterà al giapponese, ma ci vorranno 8 round anche per veder brillare – e resistere – il sogno dell’italiano…

Quel sogno che, prima di essere un ovvio sogno di vittoria, è il sogno di potersi battere per una vittoria, rappresenta l’anima narrativa di Sioux, il documentario che lo stesso Blandamura e il regista Riccardo Rabacchi presenteranno venerdì 25 giugno in anteprima mondiale al Far East Film Festival 23. La proiezione è fissata per le 16.30, mentre alle 11.30 si terrà un incontro online (sulla pagina Facebook del FEFF) che vedrà Blandamura e Rabacchi affiancati dal pugile goriziano Paolo Vidoz.

Sioux, prodotto da Image Hunters con Be Production, è il ritratto di un atleta che, dalle palestre di periferia, è riuscito ad arrivare sul tetto del mondo. Non importa il modo in cui le cronache ricordano e ricorderanno il match contro Murata. Importa il modo in cui lo ricorda e lo ricorderà Blandamura, cioè attraverso la sua filosofia agonistica e personale: quella del potersi battere, quella del provare a vincere.

Una visione, un’idea, che trova pienamente specchio nella selezione di film sportivi del FEFF 23.Tre, ricordiamo, saranno i titoli dedicati proprio alla boxe (BlueOne Second ChampionUnderdog: Part One e Part Two), uno al sumo (Sumodo) e uno al baseball (One Tough). Senza ovviamente dimenticare Zero to Hero: un biopic incentrato sulla figura di So Wa Wai, che ha conquistato la prima medaglia d’oro paraolimpica (e poi altre cinque,  sempre d’oro) per Hong Kong.

Emanuele Blandamura, nato a Udine nel 1979, è stato campione internazionale WBC Silver e campione europeo dei pesi medi. Nel 2017 ha firmato la propria biografia, Che lotta è la vita, assieme al giornalista Dario Torromeo.

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