Emergenza Civid: Ziberna, oltre 15000 chiamate, nessuno è rimasto solo

Sono orgoglioso della risposta sociale e assistenziale  che il Comune di Gorizia è riuscito a dare ai cittadini durante la fase più critica di Covid 19 e che, anche oggi, continua a offrire, nella nostra città nessuno è rimasto solo”. A dirlo è il sindaco, Rodolfo Ziberna, facendo il punto della situazione a quattro mesi dall’inizio dello tsunami che ha coinvolto anche Gorizia. 

“ Fra buoni spesa, contributi e banco alimentare abbiamo dato risposte immediate a migliaia di famiglie- evidenzia Ziberna-,  merito , in particolare, di settori come quello welfare e della Protezione civile che, insieme anche ad associazioni di volontari, sono stati impegnati allo spasimo, con alcune persone che, insieme al sottoscritto, sono rimaste “in campo” anche sette giorni su sette, e con cui mi sentivo a qualsiasi ora”.

Il sindaco ricorda che fin da subito è stato attivato un numero telefonico cui ci si poteva rivolgere per qualsiasi problema e che ancora oggi funziona. “Nei primi mesi arrivava una media di 140 telefonate al giorno, anche perché lo avevamo fatto conoscere a tutte le famiglie attraverso un depliantino informativo- rammenta- e in questo periodo possiamo dire, complessivamente, i nostri operatori hanno risposto a oltre 15 mila chiamate. I soldi arrivati dallo Stato, 182 mila euro per i buoni spesa, sono stati subito messi in circolo e quando sono finiti il Comune ha stanziato ed erogato fondi propri, 120 mila euro, sostituendo i buoni spesa con i contributi, grazie a un emendamento inserito nel bilancio approvato dal consiglio comunale. Quindi, anche oggi, chiunque si trovi in difficoltà può rivolgersi ai servizi sociali per ottenere un aiuto. C’è stata anche una raccolta fondi  cui tanti hanno contribuito , giunta compresa. 

Ma voglio ricordare anche un’altra iniziativa fondamentale, la raccolta alimentare gestita dalla Protezione civile che ha permesso la distribuzione di borse spesa a tantissime famiglie grazie al grande cuore dei goriziani. Inoltre, c’è il fondo creato già da tempo, in cui viene versato il 5% delle indennità della giunta comunale che viene utilizzato a sostegno dei cittadini in ambito sociale o culturale ma che si è deciso di riservare, in questo periodo, ad emergenze Covid 19. Ribadisco, chiunque abbia bisogno di aiuto immediato a Gorizia trova una risposta in Comune perché i fondi ci sono. Ma la vera sfida, purtroppo, comincia ora- avverte il sindaco- ed è di carattere economico occupazionale. Se non usciremo presto dall’emergenza e non ci sarà una strategia nazionale di detassazione e abbattimento dei costi per le imprese , inserito in un piano di rinnovamento del sistema economico, temo che assisteremo a una serie infinita di chiusure e allora si che l’emergenza diventerà ingestibile. Nell’Isontino e, in particolare, nella fascia confinaria del Friuli Venezia Giulia, la situazione sarà ancora più grave a causa delle diversità fiscali e di costo del lavoro con la Slovenia ed è su questo fronte che si devono unire le forze e dare battaglia , anche a Gorizia. Mi fa piacere che ci siano iniziative in ambito regionale e nazionale che vanno in questa direzione e mi auguro che ci sia al più presto una risposta da parte del governo”.

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