Secondo presidi e docenti, il problema della maturità è la fuga di notizie, voci più o meno controllate che girano sulla rete relative ai temi e alle materie che il Ministero dell’Istruzione sceglierà per l’esame di stato. Le informazioni possono essere divulgate senza alcun controllo giorni prima dell’esame di maturità, inoltre c’è il rischio che con le nuove tecnologie gli studenti possano collegarsi ad internet con un telefonino e fruire delle soluzioni dei quesiti.

Per questo motivo l’ANP, l’Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola, ha deciso di dichiarare guerra ai copioni. Giorgio Rembado, in qualità di presidente dell’associazione dei presidi, ha appena inviato al neo-ministro dell’istruzione Maria Chiara Carrozza una lettera aperta con la quale chiede ufficialmente un maggiore controllo nelle scuole, per contrastare le irregolarità operate dagli studenti furbetti.
Rembado chiede che vengano prese “tutte le possibili misure per garantire la regolarità degli esami di stato, e che sia valutata la possibilità di utilizzare apparecchiature elettroniche atte a rilevare la presenza di cellulari accesi, anche in stand-by”.

Questi rilevatori potrebbero arrivare a costare fino a 2 milioni di euro. Calcolo che secondo l’ANP non è corretto perché si basa sul conteggio delle classi, mentre in ogni scuola potrebbe essere utilizzata una sola apparecchiatura per controllare tutte le classi.

Nella stessa lettera al Ministero dell’Istruzione, si chiedono inoltre maggiori controlli della Polizia Postale sul web, nonchè l’introduzione di leggi ad hoc che vietino a tutti i siti “illegali” di dare le soluzioni alle prove d’esame. Si chiede, infine, di invitare i docenti e tutto il personale scolastico a garantire un controllo attento e inflessibile in sede d’esame e, soprattutto, a prendere seri provvedimenti nel caso in cui i copioni dovessero essere sorpresi in flagranza di reato.

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