Bearzi

Esatto? l’Udinese sotto la lente di Massimo Radina

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Lo spettacolo è quello che ci ha regalato Totò Di Natale, core ingrato per Napoli, ma simbolo della classe che quella terra ha sempre posseduto. Bella, ma infernale, nella vita e nel calcio. Questa è Napoli.

NERVOSI. Quello che è accaduto fuori dallo stadio Friuli passerà alle cronache come il gesto dei delinquenti che hanno rovinato un giorno di calcio. Per questo non merita commenti ulteriori, per questo è bene ricordare che al Friuli non si verificavano da anni simili cose, perché questa terra ha dato esempi di civiltà e di calcio sano. Non dimentichiamo infatti che il giorno della storica qualificazione Champions fu anche il giorno dell’eliminazione delle recinzioni del Friuli. Ieri comunque all’interno della stadio nulla è arrivato delle vergognose gesta del prepartita. Il Napoli invece si è dimostrato nervoso e attaccabrighe.

PAROLAI. Parolai si sono dimostrati i dirigenti partenopei ed anche Mazzarri, concentrati a parlare dei torti arbitrali, riassumendo lo scontro del Friuli come un qualcosa di già deciso. Valutazioni fuori da ogni logica, sono stati gli stessi giocatori e dirigenti del Napoli a scavarsi la fossa, entrando in campo assonnati, subendo la grinta dell’Udinese e mostrando tanto nervosismo (pare che Gargano abbia sputato verso Totò dopo il terzo gol, varrà la prova tv?). Per questo stavolta a Napoli è meglio parlino della supremazia dell’Udinese nel primo tempo, della giocata magica di Di Natale e del fatto che i bianconeri sono riusciti a siglare tre gol ad una squadra che non subiva reti dal 12 dicembre. Questo significherebbe parlare oggettivamente della partita, dove altrettanto obiettivamente, va ammesso che i ragazzi di De Biasi non hanno accelerato nella ripresa e sono stati aiuti per una volta dalla sorte. E soprattutto meglio parlare del bello del calcio, come le parate di De Sanctis, grande ex, le continue magie di Totò Di Natale e la corsa sotto la curva della squadra che ha ritrovato la vittoria e forse sta uscendo da un incubo. Esatto?

Massimo Radina

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