ESATTO? Udinese: ingenuità, attenzione, concentrazione

esattomassimo

Ingenuità, attenzione, concentrazione. Sentirete ripetere questi termini fino a mercoledì, giorno in cui l’Udinese cercherà il pronto riscatto contro il Chievo. Digerite con pazienza questo linguaggio, la sconfitta di Roma e aspettate altri tre preziosi punti per la salvezza, perché c’è solo da aspettare che questa stagione finisca e ne riparta un’altra.

MALATTIA. Sarebbe anche inutile ripetere fino alla nausea che questa squadra è nata per attaccare e che la difesa è il punto debole. Malattia è per definizione qualcosa di reversibile. Questa squadra invece è l’opposto, un paziente cui può mostrare miglioramenti, ma non guarire. Bella a tratti l’Udinese, intensa a volte, speciale in attacco, ma nel complesso un gruppo perdente. Lukovic e Isla all’Olimpico hanno fatto cose che le leggi non scritte del calcio vietano. Intelligenza tattica, furbizia, esperienza del ruolo impongono diversi modi di agire, incomprensibile quindi giustificare quegli errori che hanno distrutto una rimonta.

DI NATALE. Molte sono le pedine da cambiare in futuro, affinchè non vada sprecato un’altra volta il talento del reparto offensivo e soprattutto di Totò Di Natale, il capitano bianconero che tutta Italia ora a ragione invidia al Friuli. Questo gruppo nel suo complesso ha reso vani 30 gol delle punte, a Roma ha vanificato una rimonta costruita ad arte. Continui sono gli errori, nove i gol subiti nelle ultime tre giornate, mai vinto in trasferta, solo quattro le gare in cui Handanovic non si è chinato a raccogliere palloni. Così non si possono sognare finali di Coppa Italia, bisogna solo attendere la fine di questa stagione, godendosi gli sprazzi di buon calcio che grazie a talenti come Di Natale rendono meno amaro questo campionato. Esatto?

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