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Eugenio Fogli, udinese e volontario di Sea Shepherd documenta dal Giappone il massacro dei delfini

massacro delfini 2
Dal Giappone giungono immagini raccapriccianti: la caccia al delfino solleva le proteste da tutto il mondo, ma il segretario di Stato giapponese ribadisce: “Fa parte della nostra tradizione. Ogni anno avviene il massacro di migliaia tra delfini, focene e piccoli cetacei. Questo ha Inizio il 1° di settembre e solitamente prosegue fino alla fine di marzo dell’anno successivo, i pescatori spingono i cetacei in una baia poco profonda e li colpiscono senza pietà fino a ucciderli.

L’annuale massacro di delfini era praticamente sconosciuto fino al 2003, anno in cui Sea Shepherd realizzò filmati e fotografie sotto copertura di quella che adesso è tristemente conosciuta come la “Baia”, in una cittadina chiamata Taiji. A partire dal 2010 e tuttora, Sea Shepherd ha una presenza costante di volontari che tengono d’occhio la Baia. Sono i Guardiani della Baia.

Volontario e  vice-coordinatore del Triveneto d iSea Shepherd c’è anche Eugenio Fogli, veterinario udinese. Il suo compito è quello di catturare la maggior documentazione video e foto possibile per mostrare quanto accadere ai danni dei delfini. Lui è uno dei “guardiani della baia. Eugenio spiega “la maggior parte dei delfini viene spinta verso le reti e i recinti per poi venire uccisa, mentre una piccola parte viene tenuta in vita e venduta ai delfinari dove vengono addestrati. attratta all’interno di recinti marini e uccisa. Mentre una minoranza viene invece “salvata”, anche se fortemente traumatizzata, per essere poi rivenduta, in più delle volte ai delfinari di tutto il mondo, dove sono facilmente addestrati anche in seguito ai traumi subìti.

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Da questa pagina potrete seguire tutte le attività di Sea Shepherd

Se da una parte il Governo americano condanna questa pratica, dal governo giapponese viene ribadito che la caccia al delfino “è parte integrante della tradizione giapponese e che essa viene eseguita nel rispetto della legge”. Governo nipponico che ha ricordato, inoltre, che dal 1986 questi cetacei non rientrano più nella classe delle specie protette.

Seguendo la pagina Facebook di  Sea Shepherd Italia si può seguire quanto accade nella baia in tempo reale:

20/01/2014 Ore 13:37
Dopo che gli addestratori e gli assassini hanno preso 11 Tursiopi oggi, il numero complessivo di delfini rapiti dalle loro famiglie negli ultimi tre giorni è cresciuto a 51. Non sono la cattività non fa parte della cultura come sostengono gli assassini, ma è esattamente ciò che finanzia il raccapricciante massacro.
I restanti oltre 200 Tursiopi che non sono stati selezionati per la cattività rimarranno nella Baia per una quarta notte senza cibo. Coloro che rimangono verranno massacrati in mattinata dopo aver trascorso le loro ultime notti sulla terra affamati e disidratati, sanguinanti e feriti, spaventati e stressati.

21/01/2014 Ore 7:14
Una parte del branco è nelle acque basse della Baia della Morte. Gli assassini legano e trascinano i delfini verso riva e inseriscono a forza una punta nella loro spina dorsale per una morte lenta e dolorosa.

21/01/2014 Ore 7:23
Il suono dei delfini che si agitano in preda al dolore, le risate degli assassini sulla riva della Morte e la vista del sangue in acqua sono una chiara indicazione del fatto che l’omicidio ha avuto inizio.

21/01/2014 Ore 7:39
I Tursiopi riescono a malapena a tenere la testa fuori dall’acqua dopo le torture inflitte loro dagli addestratori e dagli assassini negli ultimi 4 giorni.

21/01/2014 Ore 7:43
Un delfino selezionato per la cattività, dopo aver assistito all’uccisione della propria famiglia ha lasciato la Baia. Adesso sono 52 i delfini selezionati per la cattività.

21/01/2014 Ore 7:44
L’acqua nella Baia diventa sempre più rossa con ogni Tursiope che viene assassinato.

21/01/2014 Ore 8:36
Una lancia sfila con a bordo un Tursiope senza vita, attraverso il resto del branco, nel percorso verso il macello..

21/01/2014 Ore 9:06
La quarta lancia carica di Tursiopi ha lasciato la Baia per il macello, dove ogni delfino verrà ridotto in pezzi di carne.

massacro delfini 1

 

Si susseguono nel mondo gli appelli contro la mattanza dei delfini in Giappone. L’Ente nazionale protezione animali (Enpa) si appella al ministro degli Esteri, Emma Bonino, ”affinché l’Italia prenda posizione contro la barbarie di Taiji”, città giapponese nella cui baia è stato catturato, nei giorni scorsi, un branco di oltre 250 delfini. La strage si ripete identica ogni anno: al largo della sopracitata baia, verranno montate reti e trappole per catturare il numero più alto possibile di delfini, da vendere sul mercato della ristorazione, al settore della medicina tradizionale e per consegnarne qualche esemplare ad acquari e parchi di divertimento. Una pratica barbarica, una vera e propria minaccia per quei mammiferi marini la cui presenza è sempre buon segno della qualità delle acque e della conservazione del Pianeta.

”Il mondo intero sta protestando contro questa ennesima mattanza, attori e personaggi della cultura e dello spettacolo stanno esprimendo il loro disappunto e il disgusto per questa pratica tanto barbara quanto incivile, da Yoko Ono ai report di tutti i principali telegiornali dagli Usa all’Australia”, evidenzia la Protezione animali, chiedendo a Bonino che ”anche il nostro Paese dia prova di altrettanta sensibilità e civiltà”.

In difesa dei delfini è scesa in campo, nel fine settimana, anche l’ambasciatrice americana in Giappone, Caroline Kennedy. ”Sono profondamente preoccupata per la disumanità dell’azione della caccia. Il governo degli Stati Uniti si oppone alla caccia dei delfini”, ha scritto su Twitter la figlia dell’ex presidente Usa John Fitzgerald Kennedy.

La Sea Shepherd Conservation Society, l’associazione ambientalista che “combatte” da anni il Sol Levante per le sue pratiche di caccia di balene a “uso scientifico”, ha riferito che più di 250 delfini erano stati spinti nella baia di Taiji, tra cui cuccioli e un rarissimo caso di femmina albina. La città, che da secoli pratica questa particolare attività di pesca, è salita alla ribalta internazionale a causa del documentario americano “The Cove”, vincitore del premio Oscar nel 2009, che dava contro del massacro di delfini durante una’azione su vasta scala al largo della costa. Le foto, diffuse dall’associazione sui social network, mostrano i delfini catturati intenti a nuotare in circolo in acque poco profonde.

Se siete interessati a unirvi alla nostra squadra a Taiji, per favore inviate una e-mail a [email protected] (in inglese) per informazioni e i moduli per candidarsi come Guardiani della Baia.

 

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