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Il bianco e il nero come padre e madre dell’immagine, come simulacri del colore, come sposi nel grigio. E’ questo il tema al centro della mostra fotografica di Zaira Menin “Back to Black”, al momento in corso al Castello di Fagagna, presso il ristorante “San Michele”.
La giovane fotografa, la cui prima produzione si basava molto sul colore, ha scelto in questo caso di ritornare all’origine della fotografia, alla morbida violenza dello stacco luce-ombra, senza però rinunciare alla connessione con lo spettro dell’iride: sulla presentazione visibile all’ingresso, infatti, l’autrice spiega come bianco e nero contengano a loro modo tutti i colori, assorbendoli
o riflettendoli, e a volte, con l’aiuto di un prisma, creandoli quasi magicamente, agli occhi fanciulleschi.
Osservando questi nove scatti, fate della mente il vostro prisma. Leggete l’oro dei cancelli di Versailles, l’intonaco scrostato di un muro padovano (sarà bianco? Oppure giallo, azzurro?), la pelle rosea di una giovane scrittrice, leggeteli dalle sfumature, bicromatiche eppure così diverse tra una fotografia e l’altra.

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Chi non avesse assistito all’inaugurazione tenutasi domenica 7 agosto non avrà la possibilità di apprezzare uno dei ritratti chiave per comprendere questa relazione, eliminato per questioni di (ristretto) spazio espositivo. Tuttavia “Una pioggia di colore” è la legenda perfetta per la mostra: un ragazzo dai capelli neri e una spruzzata di coriandoli bianchi a cadergli in volto. Il colore c’è, ma
non si vede. Il tutto prosegue in un percorso molto intimo della Menin, che comprende anche due autoritratti complementari tra loro, elaborati in modo da mostrare l’uno solo gli occhi, l’altro il resto del corpo. A far da cornice alle cornici, il rustico ma elegante locale petroso, con la campagna circostante, i cipressi e il belvedere che apre sulle luci della città la sera, su apocalittici cieli grigi (friulani d.o.c.) il giorno.
Avrete tempo fino al mattino dell’11 settembre. Entrate, ordinate un taglio dell’ottimo Cabernet della casa, uscite di nuovo e iniziate il percorso, breve ma intenso. Sedetevi pure accanto ad una delle opere, lasciate che vi tenga compagnia per l’aperitivo, invitatela a cena. Corteggiatela.
E bevete a tema: un calice di bianco, un calice di nero, un calice di bianco, un calice di…

Valentina Ponyo Anania

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