Aperitivo a Grado

Far East Film 12: la foto cronaca del 25 Aprile 2010

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Continuiamo a mostrarvi le immagini catturaten durante il giorno al Far East Film. Siamo giunti alla terza giornata di Festival

LA FOTOCRONACA

a cura di Carla Fabris, Davide Cassanello






































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TRAILER DEI FILM

08.55 Bandhobi, SHIN Dong-il, South Korea 2009, drama
10.40 The Bugs Detective, SATO Sakichi, Japan 2010, comedy/fantasy, International Festival Premiere
14.10 WOOCHI, CHOI Dong-hoon, South Korea 2009, superhero action/comedy, International Festival Premiere
16.40 The Accidental Kidnapper, SAKAKI Hideo, Japan 2010, comedy/drama, International Festival Premiere
20.00 City Of Life And Death, LU Chuan, China 2009, historical epic, Italian Premiere
22.25 Clash, LE Thanh Son, Vietnam 2009, action, European Premiere

Memorie di un Black Dragon
di Filippo Zoratti

(leggi altre recensioni qui)

THE BUGS DETECTIVE
(Sato Sakichi, Japan 2010)

Una coppia di coleotteri copula sul ramo di un albero. A pochi passi, una persona in impermeabile li osserva e li smaschera (il coleottero maschio è un adultero, e per la “legittima moglie” sarà un duro colpo). L’uomo è Yoshida Yoshimi, un detective capace di parlare con gli insetti e di “risolvere” i loro problemi. Ma probabilmente è anche Tanaka, un ex-poliziotto fallito e smemorato.

C’è da stupirsi di come il cinema nipponico riesca, partendo da soggetti esili e apparentemente degni al massimo di una gag da pochi minuti, a creare e sostenere intere trame e interi lungometraggi. E c’è da stupirsi anche a sapere che alla regia ci sia lo sceneggiatore di Ichi the Killer e Gozu, cult movies firmati Takashi Miike di ben altro genere rispetto a questo lavoro.

Ma tant’è, The Bugs Detective è un intrattenimento acuto ed esilarante (nei dialoghi tra animali più di ogni cosa), che tra le righe cela un’insospettabile gusto per la presa in giro della società giapponese.

Niente più di un’allegra pochade, s’intende, ma perché disdegnare questo passatempo surreale di metà mattinata?

Voto: 6/7

CITY OF LIFE AND DEATH
(Lu Chuan, Cina 2009)

Se non fossero mai esistiti film quali Salvate il Soldato Ryan o Schindler’s List, ci ritroveremmo a giudicare questa pellicola in ben altro modo. Ma è altrettanto vero che i paragoni non andrebbero fatti, e ogni opera d’arte andrebbe considerata in quanto tale. Allora ci proviamo. Il blockbuster di Lu Chuan è un enorme affresco storico denso di epica e dolore, incentrato sul massacro di Nanchino (1937/38) compiuto dall’esercito giapponese sull’inerme popolazione cinese.

Appesantito da una prima mezz’ora macchinosa e urlata, City of Life and Death è un war movie saturo di scene madri e ralenty, girato in un bianco e nero uniforme che non conosce sfumature o gradazioni di sorta. Eppure, immedesimandoci anzitutto nei dubbi morali del soldato Kadokawa e nell’abnegazione del segretario John Rabe, qualcosa ci arriva: il senso della perdita, la tragedia di una popolazione impotente e mutilata nell’anima, prima ancora che nel corpo. Tutte cose già masticate ed assaporate in altre decine di film bellici. Ma così ritorniamo al punto di partenza.

Voto: 6

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