Far East Film Festival: La star delle arti marziali con IP MAN 4

Da IP MAN 4, che chiude una saga iniziata nel 2008, all’ultimo film di Johnnie To, CHASING DREAM, da THE CAPTAIN (la versione cinese di Sully) all’omaggio a uno dei grandi maestri del cinema giapponese: Obayashi Nobuhiko.

La star delle arti marziali Donnie Yen ritorna come protagonista nell’ultimo (e conclusivo) capitolo della saga dedicata al Maestro di wing chun di Bruce Lee. Se nei precedenti tre film avevamo seguito Ip Man mentre affrontava i nemici giapponesi durante gli anni della guerra e poi, dal 1949, mentre viveva, insegnava e combatteva a Hong Kong. Questa volta la storia inizia nel 1964, con Bruce Lee a San Francisco che diffonde la sua filosofia del kung fu e partecipa ai maggiori tornei (tra i vari partecipanti anche il vero Bruce Lee!). Ip Man 4, The Finale è un film avvolto da una sottile ed elegante malinconia, ma non manca di spettacolari scene di azione e di combattimento. In poche parole è imperdibile! Come potremmo vivere senza la saggezza, la pacatezza e il grande senso morale del Maestro?

Andrew LAU, uno dei maghi dell’action hongokonghese (Infernal Affairs), firma la regia di un film spettacolare, teso e adrenalinico, capace di creare una suspense da film horror pur basandosi su una storia vera. È quasi la versione cinese di Sully del grande Clint! Tratto da una storia vera, The Captain è un omaggio ai piloti della Sichuan Airlines che nel 2018 riuscirono a salvare tutto l’equipaggio nonostante un pauroso incidente ad alta quota…

Labyrinth of Cinema, con i suoi 180 minuti, è l’ultimo, eccentrico capolavoro di Obayashi Nobuhiko (Gelso d’oro alla carriera nel 2016), scomparso lo scorso 10 aprile. Un film psichedelico, sperimentale, mistico e super bizzarro. Un testamento teorico e spirituale per uno dei grandi nomi del cinema giapponese contemporaneo di cui sentiremo fortemente la mancanza. Potremmo dire, per intenderci, che Obayashi costruisce Labyrinth of Cinema un po’ come Dante aveva costruito la Divina Commedia: un’opera d’arte totale e finale, in cui riversare (affinandole artisticamente, per quanto possibile) tutte le idee e tutte le suggestioni formali di un’intera vita.

Chasing Dream è, invece, l’ultimo film diretto da Sua Maestà Johnnie To! A Udine in anteprima internazionale, il film mescola musica e arti marziali. È un’opera allegra, positiva, sia nel risultato che nell’esecuzione, anche perché vede riuniti nuovamente il celebre filmmaker e il coproduttore e sceneggiatore Wai Ka-fai rappresentando un divertente ritorno al passato. Cioè a quella folle energia delle loro migliori produzioni popolari dell’inizio degli anni Duemila (anche se, questa volta, la vicenda è ambientata interamente nella Cina continentale).

346