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Fare pace – Il festival della pace a Udine – dal 19 ago

00003134-constrain-240x300Una manifestazione che, per la prima volta a Udine, raccoglie in modo unitario la fitta rete di soggetti impegnati a promuovere concretamente una politica della pace. Un’opportunità per discutere, grazie ai contributi dei tanti ospiti invitati, sulle tematiche della pace, della cooperazione internazionale e sul rifiuto di ogni forma di guerra o violenza. Un’occasione di scambio, di dialogo e conoscenza reciproca. Il tutto condito da spettacoli, mostre e concerti.
Ai nastri di partenza la prima edizione di “Fare Pace”, la rassegna promossa dal Comune di Udine, in collaborazione e grazie al coordinamento de “Il Tavolo della Pace”, che dal 19 al 23 agosto, per UdinEstate raccoglierà nel centro cittadino le associazioni da sempre impegnate nel campo della solidarietà, della cooperazione, dell’immigrazione e dell’integrazione. La cinque giorni udinese si articolerà con tre appuntamenti al giorno: un momento di approfondimento, con la partecipazione di esperti nelle varie tematiche, uno di riflessione sulle diverse modalità artistiche nel ritrarre ed esprimere la guerra e la pace e, infine, un altro dedicato all’intrattenimento con concerti e spettacoli serali. “Le guerre – commenta il sindaco di Udine, Furio Honsell – sono sempre scaturite da chi non ha voluto ragionare realmente fino in fondo. Ecco perché è importante riflettere e discutere su queste tematiche, esattamente come faremo qui a Udine, città che ha vissuto in passato grandi conflitti, ma che è ora un vivo centro nel quale le generazioni future possano trovare un esempio e una voglia di fratellanza”.
Il capoluogo friulano diventerà laboratorio di idee attraverso il confronto e la discussione della pace nelle sue diverse declinazioni. Integrazione, solidarietà e cooperazione, ambiente, non violenza e, infine, religione si accompagneranno, nelle diverse serate, ai temi legati alla pace. “Udine – precisa l’assessore comunale alla Cultura, Luigi Reitani – si conferma città interessata al dialogo, alla comprensione, alla costruzione di percorsi di pace in una dimensione internazionale che esalta la sua vocazione geopolitica”.

19 MERCOLEDI’
I
Corte Palazzo Morpurgo, ore 17.30
Sfondare i muri: pratiche di integrazione
intervengono Laura Balbo, Maria De Lourdes, Abdou Faie , Werner Wintersteiner

ore 19.30
Aperitivo parlando di Guerra e Pace
L’Ira funesta: l’aggressione
Ekkehart Krippendorff e Peter Kammerer
commentano
Guernica di Pablo Picasso

T
Teatro Palamostre, 0re 21,00
Compagnia Maska- Lubljana
SLOVENE NATIONAL DRAMA
regia Janez Jancsa
Uno spettacolo multimediale sul conflitto di due comunità, quella autoctona slovena e una famiglia rom, diventando un evento mediatico, attraverso la forma dell’antico Coro greco e le trasmissioni radiotelevisive. La combinazione di teatro tradizionale con la medialità contemporanea, crea un evento dirompente e riapre la questione della possibilità della tragedia, oggi.

20 GIOVEDI’
I
Corte Palazzo Morpurgo, ore 17.30
Scavalcare i muri: le reti di Solidarietà
Incontro con Mauro Cereghini  e Enrico Peyretti

ore 19.30
Aperitivo parlando di Guerra e Pace
L’Ira funesta: il campo di battaglia negli occhi del nemico
Video proiezione di Carlo De Agnoi
a cura di Marco Polo Multivision
Postfazione di Ekkehart Krippendorff

Piazza S. Giacomo, ore 21.30
La Via per la Pace
spettacolo di danze, canti e musiche della tradizione buddista tibetana
con i monaci del monastero di Sera Jhe
a cura dell’associazione culturale Euritmica


21 VENERDI’

I
Corte Palazzo Morpurgo, ore 17.30
Il mercato, l’aria, l’acqua e i beni pubblici
intervengono Mario Gregori , Andrea Masullo e Emilio Molinari

ex Mercato del Pesce – Galleria Tina Modotti, ore 19.30
Aperitivo parlando di Guerra e Pace
WAR!
Fotografie di guerra di Livio Senigalliesi
Reporter Sans Frontières
Inaugurazione e conversazione con l’autore
La mostra rimarrà aperta fino al 6 settembre

M
Piazza S. Giacomo, ore 21.00
Yampapaya
Afro world music
Yampapaya è un termine tailandese che significa “insalata mista piccante” ed è questa sicuramente la definizione più illustrativa per questa band del terzo millennio. Il mondo musicale degli Yampapaya spazia dal soukous africano al rock, con artisti delle più diverse nazioni e culture come Senegal, USA, Italia, Congo, Cuba,e Angola con l’intento di dimostrare come la musica possa essere senza limiti né frontiere.

22 SABATO
Vicolo Sillio 3, ore 11.00
Centro di documentazione su pace e mondialità
Inaugurazione

I
Corte Palazzo Morpurgo, ore 17.30
La Guerra paga?
Intervengono Guglielmo Cevolin,  Ekkehart Krippendorff e Fulvio Salimbeni

I
ore 19.30
Aperitivo parlando di Guerra e Pace
Oltre l’Ira funesta: Poesie di Pace
Letture sceniche degli elaborati vincitori del Premio Internazionale per la Pace di Cormons
con Luciano Morandini, Maurizio Mattiuzza, Marina Moretti, Gabriella Musetti, Giuseppe Mariuz, Enzo Santese, Giovanni Fierro, Francesco Tomaia
musica e canto con Gabriella Gabrielli, Davide Cej (radio Zastava) e Mauro Punteri (Zuf de Zur)
in collaborazione Associazione Culturaglobale
Vini cantina Vino della Pace – Cormons

M
Piazza S. Giacomo, ore 21.30
Concerto di Saba
musica eritrea

23 DOMENICA
I
Corte Palazzo Morpurgo, ore 11.00
Dio della pace. Signore degli eserciti
Intervengono Pierluigi di Piazza, il rabbino di Trieste, Saleh Igbaria (presidente centro islamico di Trieste e della Venezia Giulia), Lobsang Pende (maestro buddista centro di Padova e Udine)
introduce Maurizio Bait

M
Piazza S. Giacomo, ore 18.00
Concerto del
Coro La Tela
Coro femminile multietnico

Ore 21.00
Concerto finale
Donald Trumpet
musica balcanica

INIZIATIVE
COLLATERALI

18 AGOSTO
Sala Aiace, ore 16.00
Amazonia peruviana: popoli, natura, diritti
a cura di Hermanos del Perù

e in collaborazione con CRELPFVG e Provincia di Gorizia,
assessorato alla pace:

Ex Mercato del pesce, ore 18.30
Report “In Europa oltre i nuovi muri – Carovana 2009 in Croazia e Serbia”
Interviene: “Tenda della pace e i diritti” di Staranzano

Ex Mercato del pesce, ore 19.30
Proiezione dei cortometraggi vincitori del Festival Cinematografico
“Un film per la pace” di Medea: ’09 “The Italian Doctor” di Esben Hansen, Danimarca; ’08 “Smiling Dog” di Shohreh Jandaghian, Germania; ’07 “Feed the Peace” di Tiziano Novelli e Silvia Giulietti, Italia; ’06“Danilo Dolci, memoria e utopia” di Alberto Castiglione, Italia.
presenta: Enrico Cammarata

23 AGOSTO
Piazza San Giacomo, ore 17.00
Laboratorio creativo
“IO/TU – L’emozione in un ritratto – affettività, relazioni e conoscenza dell’altro”
Coop. Damatrà, Udine

Corte Palazzo Morpurgo, ore 18.30
10-17 ottobre 2009 – Una settimana per la pace in Israele e Palestina “Il tempo delle nostre responsabilità”
Intervengono: Silvano Buttignon – CRELP FVG, Alessandro Capuzzo – Tavola della Pace, Lisa Clark – Beati Costruttori di Pace

Il sindaco Honsell ha inaugurato “Fare pace”
“L’APERTO CONFLITTO E’ LA SOLUZIONE SEMPLICISTICA AI DIVERSI PUNTI DI VISTA”
Cinque giorni fra incontri e spettacoli per riflettere e discutere su non violenza, integrazione e cooperazione

“Fare pace significa avere il coraggio di manifestare le proprie idee ma anche la volontà di capire quelle degli altri. Non esistono guerre giuste perché l’aperto conflitto è soltanto la soluzione semplicistica ai diversi punti di vista. Realizzare davvero la pace vuol dire accettare la diversità del mondo e comprendere le ragioni degli altri, ma questo non significa rinunciare a manifestare le proprie idee. Per questo l’ascolto è fondamentale”. Con queste parole il sindaco di Udine Furio Honsell ha spiegato lo spirito di “Fare pace”, la rassegna promossa dal Comune di Udine, in collaborazione e grazie al coordinamento de “Il Tavolo della Pace” e che, per la prima volta a Udine, raccoglie nel centro cittadino, da mercoledì 19 a domenica 23 agosto, la fitta rete di soggetti impegnati a promuovere concretamente una politica della pace, della solidarietà, della cooperazione, dell’immigrazione e dell’integrazione. “La pace si conquista anche nella propria persona e nella propria città – ha detto Honsell – perché è importante trovare un equilibrio con se stesso e con il proprio ambiente. La pace è un concetto multiscala. E anche Udine è una città che pensa a se stessa: questo è il primo festival ma abbiamo l’ambizione di proseguire questo percorso”. Un’opportunità per discutere e riflettere sulle tematiche della pace, della cooperazione internazionale e sul rifiuto di ogni forma di guerra o violenza. Un’occasione di scambio, di dialogo e conoscenza reciproca. Il tutto condito da spettacoli, mostre e concerti. In piazza San Giacomo, fino a domenica, ristorazione etnica con specialità indiane, senegalesi e curde.

La prima giornata è stata all’insegna del tema dell’integrazione con un dibattito moderato dal sindacalista Abou Faye, senegalese, primo immigrato ad approdare dal Friuli al direttivo nazionale della Cgil. Inevitabili, da parte dei relatori, i riferimenti al tema che più si accompagna all’obiettivo dell’integrazione, ovvero il cambiamento. “Dobbiamo imparare a cambiare, invece di averne paura – ha detto Laura Balbo, presidente dell’Associazione italiana di Sociologia, già ministro per le Pari opportunità nel periodo dal 1998 al 2000 -. Giovani e vecchi devono imparare a vivere in una società che cambia, proprio come imparano ad usare computer e cellulare”. Un percorso che non sarà a breve termine. “Il futuro sarà molto pesante – ha detto Balbo – soprattutto quello a breve e medio termine, poi troveremo la forza di andare oltre, ma in questo il momento il clima che si respira è questo”. Il tempo del cambiamento e dell’integrazione, però, non è infinito. “Anche l’integrazione ha un tempo – ha detto la giornalista, Maria Jesus De Lourdes, nota agli italiani perché è stata la prima capoverdiana a comparire, a metà degli anni ‘90, sui teleschermi della Rai per informare sulla realtà di un’immigrazione che allora compiva i primi passi -. Oggi sono soltanto pochi che sono riusciti effettivamente ad inserirsi. Tutti gli altri, immigrati di prima generazione, che finora non ce l’hanno fatta, hanno la certezza che non ce la faranno mai, perché ormai sono troppo vecchi e non hanno più la forza. E anche chi c’è riuscito deve ammettere che rispetto ai risultati ottenuti, gli sforzi sono stati sproporzionati”. Il cambiamento, infine, riguarda tutti gli aspetti della vita, compreso quello linguistico, come ha messo in evidenza Il professor Werner Wintersteiner dell’Università di Klagenfurt. “Per integrarsi è necessario accettare il multilinguismo e quindi non discriminare chi non parla perfettamente la lingua dello Stato. Ma l’integrazione non è più soltanto assimilazione, perché in tempi di globalizzazione non può più essere a senso unico: ognuno deve cambiare e diventare qualcosa dell’altro, in questo senso parlare di integrazione significa anche parlare di pace”.

Il primo degli appuntamenti con l’“Aperitivo parlando di Guerra e Pace” ha visto invece impegnati il politologo tedesco Ekkehart Krippendorff e il sociologo Hans Peter Kammerer nel commento di Guernica, il celeberrimo quadro in cui Picasso che ferma sulla tela gli effetti devastanti del bombardamento della cittadina spagnola durante la guerra civile e divenuta simbolo di ogni aggressione. La prima giornata di Fare Pace si è conclusa poi, in serata al Palamostre, dove la compagnia Maska di Lubiana, uno dei gruppi sperimentali più radicali della scena slovena, ha presentato Slovene National Theatre. Lo spettacolo, vincitore come miglior spettacolo di innovazione del Premio Borstnik 2008, il più importante Premio sloveno per il Teatro, ha messo in scena il conflitto tra due comunità, quella autoctona slovena e una famiglia rom, allestendo questa vicenda attraverso la manipolazione che ne hanno fatto i media.

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