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Federalismo: il Friuli si oppone al versamento di 370 milioni per il fondo di solidarietà

La Regione Friuli Venezia Giulia chiedera’ al Governo l’azzeramento del ‘patto Tremonti’ sul federalismo fiscale, con il quale l’amministrazione regionale si era impegnata a versare 370 milioni di euro all’anno allo Stato per il Fondo di solidarieta’ previsto dal progetto federale dell’esecutivo Berlusconi. La Giunta comunichera’ la volonta’ al Governo alla luce di una mozione della Lega Nord approvata oggi con il voto trasversale dal Consiglio regionale.

Rinegoziare il patto fiscale con Roma azzerando il patto Tremonti, trattenendo l’Irpef dei dipendenti pubblici e privati che lavorano qui, ma pagano le tasse a Roma e rifiutando vessazioni inique sulla sanità, comparto che il Friuli Venezia Giulia gestisce e si paga in totale autonomia, con standard di eccellenza assoluta.

Sono gli impegni che il Consiglio regionale ha affidato alla Giunta Tondo, approvando a larga maggioranza la mozione presentata dal gruppo della Lega Nord (contrari solo i consiglieri di PRC e SEL).

I consiglieri del Carroccio Ugo De Mattia, Danilo Narduzzi, Mara Piccin, Enore Picco e Federico Razzini spiegano: “Senza opportune modifiche, spending review, decreto Salva Italia e patto Tremonti prosciugherebbero le casse di questa Regione. Complessivamente, evaporerebbe circa un miliardo di euro l’anno, che Roma userebbe solo per tamponare le copiose emorragie del Sud. Con un bilancio regionale che pareggia a circa 4,5 miliardi, di cui 2,5 vanno alla sanità, alla Regione resterebbe circa 1 miliardo, al netto dei salassi romani. Sfida ciclopica, forse impossibile. Sarebbe più saggio – hanno provocatoriamente abbozzato i leghisti – alzare bandiera bianca e affidare le chiavi del palazzo di piazza Unità al professor Monti”.

La Lega rivendica il diritto/dovere di esercitare l’autonomia come strumento di avanguardia federalistica, e non certo come privilegio anacronistico. Come? Attraverso poche, decisive mosse.

La prima tappa è data dal trattenere l’Irpef dei 42.000 dipendenti statali che lavorano in Friuli Venezia Giulia e aprire un nuovo fronte sui lavoratori di aziende private. Ugo De Mattia, vicecapogruppo e estensore di uno specifico ordine del giorno spiega: “Solo nella scuola, ci sono oltre 20.000 lavoratori cui la Regione garantisce servizi sanitari, assistenziali, trasporti senza che da Roma arrivi un centesimo. Se ci aggiungiamo i dipendenti di forze dell’ordine, poste e altre strutture, arriviamo a un esercito di 42.000 persone che beneficiano dei servizi della regione e pagano le tasse a Roma. Non meno importante è la partita sui dipendenti delle aziende private. I dipendenti lavorano qui, ma le loro tasse finiscono nella regione dove l’azienda ha sede legale. Sbagliato concettualmente, gravissimo economicamente.

La seconda tappa non è meno impervia: l’azzeramento del patto Tremonti, anticamera di un federalismo smantellato, cancellato da questo Governo. Quindi, l’accordo raggiunto con l’Esecutivo precedente è carta straccia a tutti gli effetti.

Secondo la Lega, solo con questi due semplici accorgimenti si recupererebbero “dai 550 ai 600 milioni l’anno.

Infine, la sanità: “La nostra sanità ce la paghiamo noi al 100%. È al top a livello europeo per standard qualitativi. Non chiediamo un centesimo a Roma. Ma non pensiamo minimamente a farci vessare da uno Stato che, su questo capitolo, dovrebbe commissariare le solite 4-5 Regioni, anziché perseguitare i primi della classe”.

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