Federcaccia Udine: “Serve sostegno per la vigilanza venatoria”

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“Se, da volontari, ci sostituiamo al servizio pubblico di vigilanza venatoria, Regione e Provincia non possono far finta che non esistiamo”. Valter Rotter Berton, presidente della sezione provinciale di Udine della Federazione italiana della caccia, chiede risorse. “Nemmeno troppe – spiega –, ma il giusto perché i nostri 27 volontari proseguano la loro attività con i mezzi necessari. Serve un sostegno”.
Rotter Berton pone innanzitutto un problema di equità: “Udine, nel corso del 2009, a fronte dei sui oltre 4mila iscritti, non ha visto arrivare un solo euro pubblico, mentre Trieste, con 400 soci, ha ricevuto dalla Regione 2.500 euro e Pordenone, con 2mila soci, ha incassato 1.500 euro dalla Provincia. Quest’anno, a quanto pare, non andrà diversamente. E’ una situazione inaccettabile”.
Il presidente di Federcaccia Udine, non a caso, ha incontrato recentemente sia l’assessore regionale Claudio Violino che quello provinciale Ottorino Faleschini, “senza ottenere peraltro risposte concrete”. “In particolare è la Provincia a chiederci collaborazione per alcuni servizi”, fa sapere ancora Rotter Berton ricordando un episodio simbolico: “Poche notti fa siamo intervenuti, su chiamata dei carabinieri di Palazzolo, per rimuovere dalla carreggiata un capriolo morto. Le nostre 27 guardie volontarie sono infatti impegnate nella vigilanza negli orari in cui la Provincia non opera, vale a dire dalle 19 alle 7 di mattina”.
“Riceviamo continuamente telefonate e e-mail con segnalazioni di abbandono e richieste di recupero di fauna viva e morta”, dice anche il coordinatore della Vigilanza Federcaccia Salvatore Salerno. La disponibilità, sempre gratuita, riguarda pure servizi anti-bracconaggio. “Una disponibilità che rimane inalterata – ribadisce il presidente – ma che va in qualche modo riconosciuta. Dalla Provincia di Udine attendiamo una presa di posizione verso la Regione perché non è corretto che territori con molti meno iscritti siano beneficiati al contrario del nostro, il più rappresentato”.

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