FEMINIS il nuovo spettacolo di Claudio De Maglio a Roma

In una sequenza di gesti e parole, i corpi e le voci della danza e del teatro si rincorrono per cercare di tracciare una mappa dell’anima e tradurre qualcosa che per sua natura è sfuggente e si muove come un fiume sotterraneo: il racconto intimo ed emotivo di tante donne e di altrettanti vissuti.
E’ “FEMINIS IN, UNA LINEA DISTANTE” lo spettacolo di teatro-danza di Claudio De Maglio con le coreografie di Elisabetta Ceron e Cinzia Pittia al suo debutto il 15 aprile p.v. al Teatro Sala Uno di Roma per la rassegna L’ALTRO, LO STESSO coordinata dall’Associzione Culturale SPETTATORI&ATTORI. In scena tre attrici del terzo anno della Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” (Marzia Gallo, Arianna Ilari, Ksenija Martinovic) e l’atelier enidUDanza dell’ Associazione Danza e Balletto (Matilde Ceron Moretti, Maria Anna Deidda, Valentina De Stefano, Erica Modotti, e Lavinia Zamaro) a scandire i tempi della danza e della parola sulle musiche composte e arrangiate da Vittorio Vella e Marco Maria Tosolini e la collaborazione ai testi di Marco Lestani. La rassegna romana “Inediti Ospiti” – partita il 24 gennaio scorso – intende promuovere attraverso un gruppo di attori friulani, ma non solo, forme di teatro condiviso e autogestione del processo creativo. Parallelamente propone una vera e propria mini-stagione di appuntamenti che spaziano dal teatro alla danza, dal canto popolare ai reading, e vedono la partecipazione di figure di spicco quali Giuseppe Battiston, il regista Fausto Paravidino e l’attrice Monica Samassa.
Il lavoro di De Maglio “Feminis” parte dunque dalle suggestioni lasciateci da alcune poetesse e scrittrici friulane e risale la corrente fino a trovare identificazione con figure femminili archetipiche della cultura occidentale. Ecco allora che brandelli di versi o immagini tratte dall’universo poetico di Nelvia Di Monte o di Ida Vallerugo, di Novella Cantarutti o Tina Modotti dialogano e si contaminano con personaggi mitici come Antigone o Elettra di Sofocle, con Ifigenia di Euripide, con Arianna della Yourcenar o Penelope di Omero. Si tratta in definitiva di storie di partenze e di sradicamenti, di abbandoni e violenze subìte, di ribellione a leggi ingiuste, di vendetta o di accettazione, di sacrifici e sopportazioni lungo una direttrice che grazie all’intreccio continuo con la danza procede per associazioni libere come avviene nei sogni. Vengono inoltre evocate figure mitiche del territorio friulano: le Streghe e le Agane abitanti dei corsi d’acqua, quasi a creare un ulteriore rimando tra realtà materiale e altri mondi e dimensioni.
Queste donne spesso silenziose e per troppo tempo senza voce, sono eroine del quotidiano che proprio attraverso il rispecchiarsi nelle più note eroine “classiche” fanno emergere l’attualità di una non risolta questione femminile, poiché, lo sappiamo dalle cronache, è proprio nelle mura domestiche che si consumano eventi tragici destinati a non trovare ovviamente alcun conforto nella catarsi.
Feminis si sviluppa per frammenti e impressioni anche ironiche o divertenti, generando un mosaico che, se non vuole essere compiuto, sollecita uno sguardo attento e partecipe verso i movimenti interiori di un universo femminile,quello friulano, che ha sempre saputo rimboccarsi le maniche e dovuto fare i conti con scelte e decisioni dei grandi assenti: i maschi.

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