Bearzi

direttaweb.jpgDopo la diretta vi mostriamo un video presentato dall’Università di Udine che spiega in pochi minuti con un linguaggio semplice cosa è successo a Ginevra

Oggi l’uomo ha fatto il primo passo per il più importante esperimento di fisica del secolo. E’ stato attivato al Cern di Ginevra il Large Hadron Collider, il più grande acceleratore di particelle al mondo. Riprodurrà le condizioni che diedero origine all’universo. A 100 metri sotto terra fasci di protoni hanno percorso per la prima volta l’intero tunnel di 27 chilometri costruito dagli scienziati. Tra qualche settimana faranno il giro 11.000 volte al secondo con lo scopo di ricreare il microcosmo di violente collisioni che si produssero 1 picosecondo dopo il “Big Bang”. E saperne di più sui misteri della materia e dell’antimateria. Circa 5.000 tra fisici e ingegneri lavorano da 10 anni al progetto che rischia di sconvolgere la teoria delle particelle elementari

molto difficile visualizzare la diretta su tutto il web…. provate qui...  Intanto Stephne Hawking ha scommesso 100 dollari sul fallimento dell’esperimento

A Ginevra dove si trova il più grosso acceleratore di particelle del mondo il 10 settembre si tenterà di riprodurre il bing bang, ossia l’inizio dell’Universo. Alcuni scienziati hanno ipotizzato però che si potrebbe creare un buco nero che inghiottirebbe , il CERN, Ginevra, la Svizzera e poi in un’escalation totale si inghiottirebbe anche il pianeta Terra.

Ginevra 10 settembre 2008 LHC: Accelleratore Protone-Protone

Vi segnaliamo anche questo link che contiene dei video on demand ( ma anche qui il traffico è notevole.. ) Qui un interessante galleria fotografica che mostra il Cern (cms)

comunicato dell’Unviersita di Udine

Potrebbero rivoluzionare le attuali conoscenze sulla nascita e l’evoluzione dell’universo i due esperimenti internazionali, Atlas e Alice, ai quali partecipa il dipartimento di Fisica dell’università di Udine con il supporto dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn). Gli esperimenti si terranno nel più grande, potente e costoso acceleratore di particelle del mondo, il Large hadron collider (Lhc), costruito presso il Consiglio europeo per la ricerca nucleare (Cern) di Ginevra. Ricreando le stesse condizioni verificatesi subito dopo il Big Bang, l’istante in cui, secondo gli scienziati, tutto ebbe inizio, si potrebbero aprire nuovi scenari nell’ambito della fisica moderna.Obiettivo primo dell’esperimento Atlas è quello di verificare l’esistenza del bosone di Higgs, definito anche “la particella di Dio”. Si tratta del “mattone” mancante al Modello Standard, la teoria che riassume tutte le attuali conoscenze per spiegare quello che succede in natura. L’esperimento Alice, invece, potrà fornire informazioni utili a capire la nascita e l’evoluzione dell’universo fin dai primi istanti della sua formazione. Per avere i primi risultati ci vorranno però alcuni anni, durante i quali i fisici studieranno i dati raccolti. L’acceleratore Lhc è un anello del diametro di 27 chilometri costruito a una profondità variabile tra 75 e 100 metri al confine tra Francia e Svizzera. Alla sua realizzazione, durata quasi dodici anni e costata 6 miliardi di euro, hanno partecipato circa 5 mila fra scienziati e tecnici di una cinquantina di Paesi. Con questa macchina sarà possibile studiare le proprietà fondamentali della materia.In particolare, grazie ad Atlas si potranno ottenere nuove informazioni sulle principali forze che hanno dato forma, tengono insieme e determinano l’evoluzione del nostro universo, e soprattutto provare o meno l’esistenza del bosone di Higgs. «Si ritiene – spiega Marina Cobal, ricercatrice alla facoltà di Scienze dell’università di Udine – che questa particella sia all’origine della massa di ogni altra particella esistente. Trovarla costituirebbe un’ulteriore chiara conferma del Modello Standard. Non trovarla costringerebbe invece gli scienziati a elaborare e testare nuove teorie».

Dal big bang al buco nero

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