Flash mob dei ciclisti dove si sarebbe dovuta correre la Rivolto-Piancavallo

Ci è bastato lanciare l’idea sul gruppo Whatsapp: domenica 24 sulle strade del Friuli avrebbe dovuto iniziare una tre giorni con i fiocchi del Giro d’Italia. Il lockdown pare alle spalle, c’è aria di rinascita, perché non ci troviamo sabato alle 11 alle Bocchette di San Antonio sopra Canebola dove, se ci fosse stato, il Giro sarebbe passato il pomeriggio del 26 maggio e dove, speriamo, transiterà il 20 ottobre, prima salita dell’impegnativa frazione Udine-San Daniele? Tre professionisti friulani, la regina del ciclismo femminile da queste parti e un futuro olimpionico hanno risposto con entusiasmo. Insomma, tutti i reclutati. C’erano Matteo Fabbro, codroipese della Bora-Hansgrohe, il neopro Nicola Venchiarutti di Osoppo della Androni e Alessandro De Marchi della Ccc. C’era Elena Cecchini della Canyon-Sram, ma per l’occasione con la divisa delle Fiamme Azzurre, gruppo sportivo di appartenenza, e non ha voluto mancare Jonathan Milan, bujese del Team Friuli, solo 19enne ma già argento con il quartetto azzurro a Mondiali in pista di Berlino, finiti un lampo prima del dilagare della pandemia. Assente giustificati l’altro pro friulano Davide Cimolai (Israel), che ha mandato un grande saluto alla comitiva e “lo svizzero” ma con l’Aquila del Friuli nel cuore, Enrico Gasparotto (Ntt), che risiede a Lugano e non può ancora entrare in Italia.  (Video di Antonio Simeoli – Videoproduzioni Petrussi)

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