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Fondo salva sport

Da qualche tempo è stato istituito il Fondo Salva Sport, fortemente voluto sia dal ministro Vincenzo Spadafora che dal Ministero dell’Economia. Non tutti, però, sono d’accordo con l’istituzione di questo piccolo tesoretto che dovrebbe aiutare tutte le associazioni sportive in difficoltà a causa della pandemia di Covid 19.

Che cos’è il Fondo Salva Sport e come funziona

Il Fondo Salva Sport costituirà un piccolo salvadanaio che servirà a sostenere tutte quelle società sportive che sono state duramente colpite a causa della pandemia che ha fermato per molti mesi ogni tipo di competizione e che, in seguito, le ha fatte ripartire senza spettatori, decurtando notevolmente i loro incassi. Il Fondo viene sovvenzionato con una tassa pari allo 0,50% che viene applicata alla raccolta di denaro proveniente dalle scommesse piazzate da tutte le società autorizzate ad operare in Italia. Sono interessati da questa tassa tutti gli eventi sportivi, compresi quelli virtuali, fino al 31 dicembre del 2021, a meno che non ci siano proroghe nel corso del prossimo anno.

A cosa servono i soldi del Fondo Salva Sport

I soldi raccolti nel Fondo Salva Sport saranno impiegati per sostenere tutte quelle società sportive, sia dilettantistiche che professionistiche, che hanno subito gravi perdite nell’anno 2020 a causa dello stop imposto dall’emergenza Covid. I criteri di gestione del Fondo nonché le modalità di ripartizione dei soldi a disposizione sono stati stabiliti grazie ad un decreto attuativo ma le società di scommesse online non ci stanno e hanno deciso di dare battaglia. Secondo i principali big del settore, come Betflag , questa tassa dello 0,50% si tradurrà in una perdita di fatturato pari al 17-18%, una situazione insostenibile soprattutto per le realtà più piccole del mercato.

La decisione del Tar del Lazio sul Fondo Salva Sport

Così proprio Betflag ha deciso di ricorrere al Tar per bloccare una decisione ritenuta ingiusta. Secondo i lavoratori dello scomparto, infatti, questa tassa sarebbe estremamente penalizzata per un settore che comunque ha vissuto sulla propria pelle il lockdown totale la prima volta e parziale la seconda. Il Tar del Lazio ha dato dunque ragione al ricorso presentato dall’azienda di scommesse online e ha deciso di bloccare per il momento il versamento della tassa, al fine di verificare con ulteriori accertamenti la sua fattibilità. La battaglia, però, è sicuramente destinata ad avere numerosi round e sull’esempio di Betflag sono già pronti altri ricorsi da parte degli operatori di settore.

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