FORESTE: ACCORDO SU PRELIEVO LEGNOSO PIATTAFORMA PER LEGGE DELEGA

Meduno, 21 apr – L’Accordo interregionale sul prelievo legnoso
in ambito boschivo e sulla filiera legno, di cui il Friuli
Venezia Giulia è stata Regione promotrice assieme a Lombardia e
Veneto, e che è stato siglato recentemente da Piemonte, Liguria,
Emilia Romagna, Umbria, Veneto e dalle Province autonome di
Trento e Bolzano, è un importante atto di indirizzo propedeutico
al lavoro che il Parlamento sta compiendo sulla legge delega per
le risorse forestali.

E’ stato sottolineato nel corso del convegno “Il bosco 2.0”,
organizzato a Meduno su impulso del deputato e componente della
XIII Commissione agricoltura Giorgio Zanin per apportare un
contributo nel momento in cui si sta procedendo alla revisione e
armonizzazione della normativa in materia di foreste e filiere
del bosco. Una riflessione a tutto tondo, con interventi
istituzionali, tecnici e imprenditoriali, a cui hanno partecipato
anche l’assessore regionale alle Risorse forestali Cristiano
Shaurli e il viceministro, con delega alle Risorse forestali,
Andrea Olivero.

Salvare le foreste dall’abbandono facendo ricorso a una gestione
moderna e sostenibile, affidando il compito anche a imprese
private operanti nella filiera foresta-legno e favorire un
maggior utilizzo del materiale proveniente da boschi autoctoni
sono i capisaldi dell’accordo e che sono stati richiamati nel
corso del convegno dall’assessore regionale e dagli intervenuti.

In Friuli Venezia Giulia – regione coperta per la metà della
superficie totale da boschi (360 mila ettari), dal 1960 al 2006
il bosco è raddoppiato e per la gran parte a causa dell’abbandono
e spopolamento montano. Il prelievo potrà dunque aumentare, è
stato evidenziato, ma dovrà essere sostenibile – e in questo il
FVG è già la regione con la più alta percentuale di foreste
certificate – e occorrerà superare criticità consolidate, come la
frammentazione fondiaria, lavorando nel contempo per potenziare
la rete di viabilità forestale e irrobustendo la filiera.

Mentre a livello generale in Italia aumenta esponenzialmente la
massa legnosa – potenzialmente oggi sono 12 miliardi e mezzo gli
alberi “da gestire” -, l’utilizzo in Italia per la biomassa non
supera ancora il 30 per cento, a fronte di una media europea del
60 per cento. L’industria della trasformazione importa l’80 per
cento delle materie prime dall’estero.

Introdotto dal sindaco di Meduno, da ieri anche presidente della
UTI, Unione territoriale intercomunale Valli Dolomiti Friulane, e
dal commissario della Comunità montana del Friuli occidentale
Andrea Carli, il convegno ha visto i contributi del docente
dell’Università di Udine Federico Cazorzi, della presidente
dell’Ordine agronomi e forestali FVG Monica Cairoli,
dell’architetto del paesaggio Carla Sacchi e di alcuni
imprenditori, tra cui Paolo Fantoni, vicepresidente di
Federlegnoarredo, Stefano Lena per il Gruppo PNBosc, Emilio
Gottardo per la cooperativa LegnoServizi, Marco Palazzetti per il
Gruppo apparecchi domestici Biomasse e Martino De Santa di
Legnolandia di Forni di Sopra.
ARC/EP

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