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friuli doc 2010

E’ cominciato il conto alla rovescia per la XVI edizione di Friuli Doc, in programma dal 16 al 19 settembre. La tradizionale manifestazione che anima come ogni anno il capoluogo friulano quest’anno sarà dedicata alla zona delle risorgive e del Medio Friuli. Il programma è in fase di definizione, ma si sa già che saranno un centinaio gli stand disseminati in tutta la città e oltre 150 gli spettacoli e le attrazioni nell’arco dei quattro giorni di manifestazione, con la oramai collaudata serata di chiusura in programma la domenica sera. L’edizione 2010 punta ad una rinnovata attenzione alle tipicità enogastronomiche regionali e una serie di le novità che puntano all’obiettivo comune di creare sinergie con tutte le realtà cittadine e regionali per riportare la manifestazione al suo antico spirito di vetrina dei prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia. “Siamo nella fase di affinamento del programma, stiamo lavorando sull’ospite e sullo spettacolo finale – sottolinea Vincenzo Martines, assessore al Turismo e alle Attività economiche – In collaborazione con la Provincia abbiamo trovato un tema interessante che servirà a raccontare e far conoscere ancora una volta una porzione del variegato territorio regionale, che sicuramente riuscirà a incantare i numerosi visitatori con i suoi sapori, profumi, storia, arte e natura”.

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È già pronto il logo della XVI edizione, creato, come ormai da tradizione, dal grafico Oscar Serafin, direttore del Centro solidarietà giovani “Micesio”. Per l’edizione 2010 è stato scelto uno dei giochi più conosciuti, quello dell’oca, che vuole richiamare la parte ludica di Friuli doc, il cui spirito originario è quello di una festa che raccoglie le persone, le famiglie, nel desiderio di stare insieme. Il gioco, dunque, come una delle risorse a cui attingere. I colori dell’immagine di questa edizione richiamano ovviamente quelli delle risorgive e dell’acqua, di una zona contraddistinta da profumi e sapori molto dolci, anche dal punto di vista della conformazione territoriale.

Partner d’eccezione. Confermati anche i partner di eccezione. L’Ersa quest’anno sarà protagonista in piazza Matteotti dove punterà l’attenzione sulla qualità dei prodotti regionali. Del tutto rinnovata e a sorpresa sarà invece la partecipazione della Camera di Commercio di Udine, mentre Confartigianato si proporrà un’esposizione delle migliori chicche dell’artigianato artistico “made in Friuli”. La Provincia di Udine, infine, affiancherà l’Amministrazione comunale nel coordinamento di tutte le realtà protagoniste del tema dell’edizione che sarà rappresentato nelle piazze Libertà e Venerio. “Aghe e Claps: cûr dal Friûl. Terra di Grave e Risorgive”. In queste ultime settimane potrebbero ancora aggiungersi collaborazioni importanti con altri enti.

Un’oasi per i giovani. Nata nel 2009 come opportunità di protagonismo per i giovani, l’Oasi di Friuli Doc viene confermata anche quest’anno e occuperà via Petracco e l’atrio di Palazzo Antonini. Rinnovata la collaborazione con l’Università di Udine con cui si condividerà il programma e la realizzazione di alcune attività, l’Oasi presenterà uno spazio mostre ed uno spazio per le esibizioni dal vivo. Nell’atrio della sede universitaria verranno esposte opere di pittura, fotografie, fumetti, illusioni ottiche, mentre nello spazio esterno si susseguiranno esibizioni musicali, corali e di danza, provenienti soprattutto dal panorama delle Officine giovani: suoneranno i vincitori di Pagella Rock e i gruppi ospitati nel cd di Officine giovani, a breve in produzione. A completare il programma alcuni laboratori artistici ed una intera giornata dedicata all’hip hop come strumento per combattere il razzismo: la giornata prevede il coinvolgimento del progetto di educazione sportiva “Moviti”, una conferenza sul tema, dj set, gara di free style, concerti con giovani band e un’esibizione di writing. Sarà anche presentato il calendario 2011 creato dai giovani artisti delle Officine Giovani e di .lab, il Centro di Formazione professionale del Centro di Solidarietà Giovani, che hanno scelto di interpretare liberamente due favole di Gianni Rodari.

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