Bearzi

FRIULI DOC: SERRACCHIANI, È CULTURA, ENOGASTRONOMIA E TRADIZIONE

Inaugurata a Udine la 22. Edizione della kermesse e l’area Ersa

Udine, 8 set – “Friuli doc è stato uno dei primi eventi capace
di mettere insieme la cultura, la storia la tradizione e
l’enogastronomia. Abbiamo lavorato molto in questi 22 anni e
voglio ringraziare tutti quelli che hanno creduto in questa
manifestazione”.

Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora
Serracchiani, intervenendo all’inaugurazione della 22. edizione
di Friuli doc, la quattro giorni udinese dedicata alla produzione
enogastronomica e artigianale, artistica e culturale della
regione.

“Prima che la cultura del cibo venisse scoperta dalla televisione
– ha aggiunto Serracchiani – qui già c’era una territorio che da
solo ha ritrovato il gusto del buon bere e del buon mangiare ma
soprattutto la storia, la tradizione e la capacità di tenere
insieme questa comunità. Credo che questa sia la forza di Friuli
Doc ma anche il suo futuro”.

Sul palco, a tagliare il nastro accanto alla presidente, agli
assessori regionali alle Risorse agricole ed al Territorio,
Cristiano Shaurli e Mariagrazia Santoro, al sindaco di Udine,
Furio Honsell, ed ai tanti amministratori, anche il testimonial
dell’edizione 2016, lo chef, ristoratore e volto televisivo Carlo
Cracco che ha definito la kermesse “un esempio di come basti poco
per fare tantissimo, perché mettere in mostra le cose più belle
che abbiamo serve per l’orgoglio, per il territorio e per farle
conoscere”. Per Cracco, Friul doc è una manifestazione aperta,
accogliente e molto sentita.

Serracchiani ha ricordato anche la raccolta fondi per le
popolazioni dell’Italia centrale colpite dal sisma rilevando come
i borghi d’Italia, distrutti, sono una storia di comunità “che
abbiamo il dovere di ricostruire com’erano e dov’erano così come
ha fatto il Friuli, ci aiuterete voi a farlo e sarà il modo
migliore per recuperare quelle tradizioni”.

Dopo il taglio ufficiale, la presidente ha inaugurato l’area
dell’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale Ersa in via
Mercatovecchio. Si tratta, come ha spiegato il direttore di Ersa,
Paolo Stefanelli, di uno spazio dedicato alle realtà associative
dell’agroalimentare regionale, ai prodotti agroalimentari
tradizionali, all’agricoltura biologica e al marchio di qualità
regionale Agricoltura, Qualità, Ambiente (AQUA).

Serracchiani, sottolineando il grande impegno della Regione per
valorizzare l’agricoltura locale, si è soffermata sull’importanza
del marchio Acqua, ovvero la qualità agroalimentare garantita
dalla Regione.

Mentre Shaurli ha sottolineato “l’impegno a far conoscere sempre
di più la qualità dei nostri prodotti” e ha evidenziato
l’ottenimento della doc Friuli, la nuova ed importantissima
etichetta del comparto enologico regionale.

Nello spazio Ersa sono 40 i soggetti, fra aziende e consorzi, che
partecipano all’esposizione collettiva con le eccellenze del
settore enologico ed agroalimentare regionale suddivisi in 13
aree tematiche situate in due diversi luoghi: via Mercatovecchio,
interamente gestita dall’Ersa, e Piazza Matteotti, dove l’Agenzia
regionale è presente in collaborazione con il Comune di Udine.

Diversi i focus dedicati a specifici prodotti: dalla birra
artigianale alla Ribolla gialla (ferma e spumantizzata) che sta
acquisendo sempre maggiore successo presso gli amanti del vino.

Non manca, poi, lo spazio riservato alle istituzioni per fornire
informazioni al pubblico e distribuire materiale divulgativo,
l’area bimbi, dedicata ai più piccoli dove sono in programma ben
22 attività, per giocare e imparare divertendosi con
l’agricoltura ed, infine la saletta per le degustazioni, dove
sono in programma ben 20 degustazioni guidate, svolte in
collaborazione con l’Onav (organizzazione nazionale assaggiatori
vini), l’Anag (associazione nazionale assaggiatori grappe),
l’Unione cuochi FVG, Lady Chef, oltre che con i produttori
presenti in via Mercatovecchio.

Riferendosi alle tante attività organizzate per i bambini,
Serracchiani ha sottolineato l’importanza di abituare i più
piccoli a mangiare bene, a sapere quello che è contenuto nel cibo
ad avere la tracciabilità dei prodotti, tutti elementi che
rappresentano importanti strumenti per tramandare la cultura del
cibo alle nuove generazioni.

ARC/LP/fc

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