Fvg-Carinzia: per le istanze sui trasporti e la logistica

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Un tavolo di lavoro Fvg-Carinzia per portare avanti insieme le istanze sui trasporti e la logistica
La proposta emersa oggi all’incontro organizzato dalla Cciaa di Udine sul cabotaggio e la crisi dell’autotrasporto, cui sono intervenuti Da Pozzo, Riccardi e Doerfler

Un tavolo di lavoro Fvg-Carinzia per portare avanti insieme le questioni comuni sull’autotrasporto e, più in generale, sulla logistica. E “pesare” di più nei confronti dei Governi nazionali e dell’Unione europea. È la proposta emersa oggi nell’incontro sulla crisi dell’autotrasporto merci e sul cabotaggio organizzato dalla Camera di Commercio di Udine. Al meeting sono intervenuti, ospiti del presidente Giovanni Da Pozzo e dei componenti di giunta e consiglio Massimo Masotti e Bernardino Ceccarelli, il Governatore della Carinzia Gehrard Doerfler, l’assessore regionale alla mobilità e alle infrastrutture di trasporto Riccardo Riccardi, e i rappresentanti della Camera dell’economia della Carinzia. «Fin dall’inizio del mio mandato – ha spiegato Da Pozzo introducendo i lavori – ho inteso come strategiche le relazioni con la Carinzia, che si sono intensificate e ci vedono uniti su diversi fronti, di collaborazione e promozione di progetti comuni. Quello dell’autotrasporto è uno di questi: dal 2004, il sistema ha spostato sempre più il suo baricentro verso Est, a svantaggio delle nostre imprese di settore che si trovano a lavorare in condizioni di partenza molto squilibrate, dal costo del lavoro fino alle accise sul carburante. In Fvg, poi, il cabotaggio dei vettori sloveni ha portato il settore a una crisi pesante». A definirla in cifre è stato Masotti, che per la Camera, assieme a Ceccarelli, ha seguito la questione fin dall’inizio. «A fronte di un aumento del Pil e dei transiti, il Fvg si trova, negli ultimi 5 anni, ad aver perso il 20% delle imprese dell’autotrasporto, con punte del 26 e del 27% nelle province di Gorizia e Trieste, oltre che con un calo del 31% delle immatricolazioni di mezzi pesanti, contro un -0,07% nazionale. È chiaro come la situazione sia critica – ha specificato Masotti –: l’aumento degli ingressi di vettori sloveni, nella sola Gorizia, è stato del 218% e, secondo dati del Ministero dei trasporti, i libretti di cabotaggio in vigore dal 1° maggio 2004 al 28 aprile 2009 sono stati rilasciati per le maggior parte ad aziende di autotrasporto merci slovene». Questo dato, unitamente al fatto che il 62,1% dei vettori sloveni che entrano in Italia ha come destinazione Fvg e Veneto, dimostrano il grado di pressione che l’autotrasporto del nord-est riceve dalla presenza degli autotrasportatori sloveni. Prima richiesta, dunque, resta lo stop al cabotaggio. Richiesta che può essere formalizzata una volta accertata la «grave turbativa al mercato» che permetterebbe di chiedere all’Ue l’applicazione della clausola di salvaguardia – inibizione per 12 mesi (6+6) del cabotaggio dei vettori dell’Est Europa in Fvg. Una questione su cui l’assessore Riccardi ha garantito l’intervento della Regione, con il coinvolgimento della collega di giunta Federica Seganti per le relazioni comunitarie e, ovviamente, del presidente Tondo per il tavolo nazionale. E che la Carinzia, per voce del Governatore Doerfler, si è impegnata a supportare, confermando le difficoltà anche della sua regione nel trasporto internazionale, nell’ottica di una politica comune dell’intera area. Dall’incontro di oggi, cui erano presenti anche i rappresentanti delle categorie interessate, con Pierino Chiandussi di Confartigianato Fvg e Denis Puntin di Cna Fvg, è emersa dunque la volontà di costruire un tavolo di lavoro congiunto che solleciti con più forza l’Ue sulle grandi questioni infrastrutturali e di mobilità che interessano un’area che va dal Veneto al Fvg, all’Austria, alla Slovenia e alla Croazia. Come ha sottolineato l’assessore Riccardi, sintetizzando gli interventi di tutti, «non si tratta di chiedere assistenza o trattamenti differenziati – ha detto –, si tratta di riportare in equilibrio situazioni che non lo sono e che portano gravi difficoltà alle nostre imprese: dobbiamo ristabilire condizioni di competitività eque». Masotti ha infatti sottolineato come «a noi andrebbe anche bene il cabotaggio libero, ma a condizione che vi sia parità di costo del lavoro, di accise e di tassazione. Che ci sia, cioè, vera armonizzazione e noi non ci troviamo a competere in netto svantaggio». Questione che ha sottolineato anche Doerfler. «È come una partita in cui alcuni giocatori sono dopati. Abbiamo bisogno di un quadro comune e di un dialogo comune, per i trasporti: non protezione, ma regole. Che mettano tutti in grado di competere a parità di condizioni».

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