FVG seconda regione più penalizzata in Italia dalle sospensioni produttive


“Il Friuli Venezia Giulia, secondo uno studio elaborato dalla Fondazione Gimbe, è la Regione del Nord Italia che ha meno casi di covid-19 per numero di abitanti e, soprattutto, è quella in cui i positivi crescono di meno. In Fvg, nella settimana dal 12 al 19 aprile, si sono registrati meno di 300 casi per 100 mila abitanti e un incremento dei casi inferiore al 15 per cento. Valori che si avvicinano alla media nazionale, anzi leggermente migliori. Allo stesso tempo, a seguito della forte specializzazione in comparti industriali non essenziali per i Dpcm (arredo e cantieristica in primis) il FVG è la seconda regione del Paese per incidenza sul valore aggiunto del comparto industriale sospeso sul totale, il 67%come certifica l’Istat. I numeri, ancora una volta, oltre alla logica e al buonsenso ci dicono che è tempo di riaprire le attività produttive del territorio, nel pieno rispetto della sicurezza di chi lavora”.

Anna Mareschi Danieli, presidente di Confindustria Udine, rinnova il pressing nei confronti del Governo per la riapertura della attività produttive del territorio e lo fa, nuovamente, sulla base di eloquenti evidenze statistiche, sia sul fronte sanitario, sia sul versante economico: “Non credo sia sufficientemente chiaro a Roma che l’approccio sequenziale con cui si è affrontata l’emergenza, vale a dire prima l’aspetto sanitario e dopo quello economico, non regge più. Dobbiamo tenere insieme le due esigenze, prima che sia troppo tardi”.

Se al momento sono ancora tanti gli interrogativi che riguardano la Fase 2 e, in particolare, su una sua modulazione differente da regione a regione e per settori, sulla base delle analisi dell’Ufficio studi di Confindustria Udine, su dati diffusi dall’ Istat e da Prometeia, è possibile fare un primo punto su come la sospensione delle attività “non essenziali”, stabilita durante la Fase 1, si rifletta sul territorio italiano.

“Il Friuli Venezia Giulia, a seguito della forte specializzazione in comparti industriali non essenziali per i Dpcm (arredo e cantieristica in primis) – ricorda la presidente dell’Associazione degli Industriali della provincia di Udine – è la seconda Regionein Italia per incidenza del valore aggiunto del comparto industriale sospeso sul totale. Il FVG risulta, nel dettaglio, la Regione più penalizzata, dopo le Marche, con una percentuale del 67%. Se si esamina la percentuale del valore aggiunto delle attività sospese del comparto dei servizi, il Friuli Venezia Giulia occupa, con il 30,3%, l’ottavo posto. Bisogna aggiungere che alcune attività, soprattutto dei servizi, pur non essendo state sospese, hanno però subito forti cali di domanda (si pensi ad esempio alle strutture alberghiere) che si riflettono in modo negativo sul sistema locale, dando luogo a perdite difficilmente recuperabili anche nella fase di ripartenza”. 

“Inoltre – aggiunge Anna Mareschi Danieli -, alcuni comparti, anche se riaprono da oggi, lo faranno molto gradualmente, con personale ridotto, come ad esempio nella cantieristica, con la Fincantieri che ha appena riavviato la produzione con il 10% della forza lavoro”.

Sostanzialmente fermo, intanto, è il settore Arredo, essendo ripartito da poco solo il comparto del Legno (codice Ateco 16). “llFriuli Venezia Giulia, vale la pena ricordarlo – rimarca Franco di Fonzopresidente del Cluster Arredo e Sistema Casa FVG -, nonostante le ridotte dimensioni, è la terza regione in italiana per fatturato (2,7 miliardi di euro) e per esportazioni (1,5 miliardi di euro nel 2019), e la quarta per addetti nel comparto dell’Arredo. Secondo Prometeia in Italia il ‘sistema casa sarà tra i settori manifatturieri più penalizzati dagli effetti del Covid-19,con una variazione media annua stimata del fatturato del -16,2% nel 2020. Un’ipotesi addirittura ottimistica dal mio osservatorio. E anche nel 2021 il rimbalzo sarà comunque molto modesto”.

Quest’anno in calo anche il fatturato della metalmeccanica-17,4% e delle costruzioni-12%. In diminuzione pure il settore alimentare e bevande-4,8%: nonostante la crescita dei consumi domestici, infatti, risentirà del crollo dei flussi turistici e della chiusura delle attività di ristorazione e alloggio.

“Questi dati economici territoriali così negativi – conclude la presidente Mareschi Danieli – uniti alle statistiche più confortanti sul fronte del contenimento sanitario del Covid19 nella nostra regione, frutto di scelte oculate adottate dalla Giunta Fedriga e soprattutto del grande senso civico della nostra gente, dovrebbero indurre chi ci governa a rompere gli indugi. Questo sforzo, questo senso di responsabilità va riconosciuto e ripagato. Vogliamo tornare a lavorare, lo faremo in sicurezza e pretendiamo di essere ascoltati”.

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