foibe giorno ricordo
Associazioni combattenti, gonfaloni della città di Trieste (Medaglia d’Oro), di Muggia e di tante altre città coinvolte, e per la prima volta un picchetto in armi della scuola militare Nunziatella di Napoli: si è svolta così, davanti a una folla di persone, la cerimonia per il Giorno del Ricordo alla foiba di Basovizza. Cerimonia alla quale, dopo anni, non è intervenuta nessuna alta autorità o rappresentante del mondo politico. L’anno scorso, c’era il presidente del Senato, Renato Schifani; l’anno prima, quello della Camera Gianfranco Fini. La celebrazione, organizzata da Comune e Provincia di Trieste, Comitato per i Martiri delle Foibe e dalle associazioni legate al mondo degli esuli istriani, fiumani e dalmati, si è articolata nell’ingresso dei gonfaloni, l’alzabandiera, la santa messa officiata dal vescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi, la “preghiera per gli infoibati” e gli interventi delle autorità.

FINI, FERITA PROFONDA, PRESERVARE LA MEMORIA
‘AI GIOVANI TRASMETTIAMO RIPUDIO IDEOLOGIE CONTRO DIGNITA’ UOMO’

“Desidero unirmi idealmente a tutti coloro che prenderanno parte alle celebrazioni del ‘Giorno del ricordo delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientalé per mantenere viva la memoria di quei terribili eventi che hanno lasciato un dolore indicibile ed una ferita profonda in tante famiglie italiane”. Lo afferma il presidente della Camera Gianfranco Fini. “Preservare tale memoria – aggiunge – significa trasmettere alle giovani generazioni il ripudio di ogni ideologia che annienta la dignità dell’uomo, educandole ai principi della democrazia, della libertà e del dialogo tra culture diverse al fine del comune arricchimento civile”. “Ricordiamo, in questo giorno di rievocazione e raccoglimento per le sofferenze di tanti italiani innocenti – conclude Fini – la necessità di sostenere sempre i valori dell’uomo e della dignità della persona, che sono parte integrante dell’Italia democratica che abbiamo costruito nei decenni passati e dell’Europa che ci apprestiamo a costruire negli anni a venire”.

FOIBE: CHITI, RISPETTO PER VITTIME CRIMINE CONTRO L’UMANITA’
‘AL DI LA’ DI SCHIERAMENTI PROTEGGIAMO VALORI CHE CI ACCOMUNANO’

“Il Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata è giusto e doveroso”, dice il vicepresidente del Senato Vannino Chiti. “Si tratta – aggiunge – di custodire e rinnovare la memoria di quella tragedia e di rispettare, senza mai dimenticarle, le vittime di un crimine contro l’umanità. Vanno condannati con fermezza tutti gli atti incivili come quello compiuto venerdì scorso a Torino, dove è stata distrutta la lapide che ricorda questa tragedia”. “Solo rielaborando ciò che accadde è possibile costruire una memoria che onori ogni persona. E’ un gesto di dovuto rispetto nei confronti di vittime troppo a lungo taciute e un impegno affinché orrori del genere non si ripetano mai più. Al di là di ogni schieramento e posizione politica – conclude Chiti – dobbiamo proteggere e difendere i valori che tutti ci accomunano: uguaglianza, libertà, democrazia e solidarietà, solo così impediremo che orrori del genere possano ripetersi e saremo capaci di costruire veri ponti di pace tra i popoli”.

FOIBE: ALFANO, MAI PIU’ PAGINE STRAPPATE, RICORDARE SEMPRE
‘MEMORIA VITTIME STERMINIO VA CONDIVISA DA TUTTA LA NAZIONE’
“Ricordiamo commossi gli italiani sterminati nelle foibe e tutti coloro che furono cacciati dalle loro case in Istria, a Fiume, in Dalmazia. Questa memoria va condivisa da tutta la nazione, per rendere onore alle vittime di uno sterminio e ricordare violenze e prevaricazioni di ogni tipo. Mai più pagine strappate, ma per sempre omaggio a chi pagò così duramente l’amore per la patria italiana”. Lo afferma il segretario del Pdl Angelino Alfano.

FOIBE: BERSANI,RESTITUITA A ITALIA MEMORIA INFOIBATI E ESULI
‘PERSEGUIRE L’IDEALE EUROPEO UNICO MODO PER ONORARE LA STORIA’

“La vicenda degli esuli giuliano-dalmati è una delle pagine più drammatiche della nostra storia. Nel martoriato confine orientale, l’odio etnico e il furore ideologico determinarono, in una terribile concatenazione di eventi, la pulizia etnica e l’esodo di migliaia di italiani”. Lo afferma il Segretario del Pd Pier Luigi Bersani, nella Giornata del ricordo. “Questa Giornata – prosegue Bersani – restituisce all’Italia la memoria di un dramma per troppo tempo negato e permette a ogni cittadino di sentirsi parte di un’unica comunità”. “Coltivare la memoria e la storia di quegli eventi è necessario per il rispetto dovuto ai 20mila infoibati e alla dignità offesa di 350mila profughi istriani, fiumani e dalmati – prosegue il leader del Pd – E’ fondamentale che in quel confine si sia lavorato, in questi anni, per sanare le ferite del passato e che si possa oggi guardare con fiducia a un futuro di convivenza e di collaborazione”. “Alle nuove generazione spetta il compito di impegnarsi affinché l’umanità possa emanciparsi dall’odio e dal pregiudizio. I giovani devono fare in modo che la democrazia, la libertà e il rispetto dei diritti dell’Uomo diventino un patrimonio comune di tutta l’Umanità. Gli orrori della guerra indussero uomini lungimiranti a pensare all’Europa unita come a un grandissimo progetto di pace e di prosperità per popoli che si erano combattuti per secoli. Quella fiaccola – conclude Bersani – va ripresa e l’ideale europeo va perseguito con forza e convinzione. E’ l’unico modo per comprendere e onorare la storia che abbiamo alle nostre spalle e per perseguire un ideale comune di umanità, giustizia e libertà”

FOIBE: GASPARRI, GIORNATA RICORDO RICOMPONE MEMORIA NAZIONE
‘PER TROPPO TEMPO VITTIME ANCHE DELL’OBLIO, MA NON PER NOI’

“La Giornata del ricordo deve contribuire alla ricomposizione della memoria della Nazione. Le vittime delle foibe, gli italiani privati dei loro diritti e dei loro beni, sono stati per troppo tempo vittime dell’oblio. Non per noi che questa giornata abbiamo fortemente voluto e che quella memoria abbiamo sempre onorato. L’Europa e l’Italia non dimentichino quella tragedia e agiscano per tutelare quanti hanno subito orrendi soprusi”. Lo dichiara il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri

FOIBE: MENIA (FLI), SONO ORGOGLIOSO DELLA MIA LEGGE
‘GIORNO RICORDO E’ ATTO DI GIUSTIZIA, VERITA’, RICONCILIAZIONE’

“Se c’é una cosa di cui posso andare orgoglioso nella mia ormai lunga vita politica, e ancor più nelle mille incertezze di oggi, è proprio di aver mantenuto una promessa di bambino: la legge che porta il mio cognome, ed istituisce il 10 febbraio Giorno del Ricordo dei martiri delle foibe e degli esuli istriani, fiumani e dalmati”. Lo scrive Roberto Menia, coordinatore nazionale di Futuro e Libertà, in un editoriale su Il Futurista. “Ho capito col tempo – prosegue Menia, promotore della legge n. 92 del 30 marzo 2004 – che la peggior ingiustizia, la peggior resa è proprio quella verso il tempo che tutto cancella, è la rinuncia alla memoria, è la banale aspirazione a sopravvivere senza pensieri e senza valori, figli del presente e già orfani del futuro, sradicati e apolidi atomi di passaggio attraverso una cronaca scritta da altri”. “Il Giorno del Ricordo – sottolinea il coordinatore di Fli – non è, in tutta evidenza, una riparazione materiale ai drammi d’allora, ma è comunque un atto di giustizia, verità, riconciliazione. E’ l’aver ridato un senso al cammino comune, riconsegnato alla storia nazionale pagine ignobilmente strappate, ridestato il senso di una comunità di destino. E’ ridare coscienza culturale e nazionale a tutti gli italiani. E’ storia, cultura, civiltà, ingegno, vita che è parte di tutti noi in quanto italiani”. “Ecco perché – conclude Menia – la legge sul Giorno del Ricordo può essere un’occasione per una ricucitura storica e culturale di tutti gli italiani, una presa di coscienza nazionale sulla lunga e diffusa esperienza umana e civile degli italiani dell’Adriatico orientale, che hanno dato un grande contributo alla costruzione di quell’Europa adriatica che era il sogno di tanti uomini di cultura nazionale, primo fra questi Giuseppe Mazzini, tanto caro alle genti istriane. Mio nonno, fino all’ultimo giorno della sua vita terrena, ne tenne il rilievo bronzeo sopra il letto. E mi pare ieri”.

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