Udine

Giusy Concina e SunLand 2008

giusy01.jpgUna lunga galoppata ha impegnato Giusy e la sua Mazda CX9 dalla località paraellenica di Tarpon Springs sino ad Atlanta in Georgia, punto di arrivo del lungo Raid statunitense, infatti la città del Sud ha accolto Giusy nel parco dedicato al centenario delle Olimpiadiproprio nell’anno olimpico, una soddisfazione in più per la sportiva carnica che ha percorso in quest’impresa la bellezza di 7000 miglia, quasi tutte su piste, nelle foreste e sui litorali di Georgia e Florida; un raid particolarmente affascinante, avvincente e caratterizzato da un alto contenuto culturale ed etnico, infatti nel suo peregrinare tra gli aranceti ed i terreni paludosi, Giusy ha incontrato esponenti degli antichi coltivatori del cotone, i cui avi giunsero dall’Africa per soddisfare il fabbisogno di questo prodotto nel mercato americano, nochè i rappresentanti delle tribù indiane dei Seminole e dei Miccosukkee che popolano tutt’ora le paludi degli Everglades occupandosi ai giorni nostri di turismo. Dopo due giorni di incontri e visite ai luoghi più interessanti della città più nota della Georgia, Giusy si è recata lemme lemme all’Atlanta International airport ove si è imbarcata su di un volo diretto verso Venezia, dopo 33 giorni di viaggio nelle condizioni più disparate, con soste nei luoghi più impensati e scoperta di località a volte nemmeno segnate sulle carte geografiche. La Mazda CX 9 ha mantenuto una media costante di consumi di benzina pari alla percorrenza di 7,5 chilometri con un litro di carburante, un consumo soddisfacente davvero, rapportato alle dimensioni e peso del veicolo ed alla potenza notevole offerta dal propulsore sei cilindri.

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Mazda CX9: un motore alimentato a Benzina da 3.7 litri 6 cilindri a V che offrono ben 287cv, cambio automatico a 6 rapporti. 3616 miglia percorse con 202 galloni di carburante consumati nella terra del cotone e delle arance.
Il primo giorno di vita americana è stato dedicato alla preparazione del materiale necessario per il viaggio nelle piste campagnole del sud e nelle foreste, tra gli abeti e le coltivazioni di frutta e frumento. Naturalmente non è mancato il tempo da dedicare all’aspetto più culturale di questa nuova esperienza: Atlanta, infatti, è, tra il resto, la sede della notissima TV CNN; per uno sportivo, poi non può mancare la visita al Parco del centenario delle olimpiadi, realizzato proprio di fronte alla sede della CNN ed al Museo della Coca-Cola; scoprire che questa bibita è nata nel lontano 1886 dalla mente di un noto farmacista del posto, che voleva realizzare uno sciroppo dissetante, fà riflettere, vedendo come oggi giorno tale “sciroppo” viene realizzato e l’effetto scatenante che ha avuto in tutto il mondo. La mazda CX9, si allontana poi dal centro città per raggiungere la meta all’Atlanta speedway, dove i grandi campioni della NASCAR hanno lasciato molte tracce. Il circuito è visitabile tutti i giorni, ci sono dei tour guidati della pista, lunga 1,2 miglia e con un’inclinazione laterale di 34°. La sosta al circuito, invoglia ancor di più a mettere a frutto le caratteristiche di Mazda CX9, che ha veramente molto da offrire, anche in termini di confort e accessori. Uno in particolare che mi ha colpito riguarda gli specchi retrovisori laterali, infatti sono dotati di una spia luminosa che si accende ogni qualvolta un veicolo si affianca a noi nel “punto buio” della nostra visuale; oltre ad illuminarsi, se decido di attivare l’indicatore di direzione per spostarmi di corsia, un avvisatore acustico evidenzia la presenza del veicolo in tale punto e suggerisce di non effettuare la manovra.

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Il percorso che da Atlanta porta me e mazda CX9 verso sud è molto particolare, tratti di fuoristrada si alternano alle grandi “interstates” a 5 corsie per ogni senso di marcia. Grazie al Tom Tom Go930 riusciamo con facilità ad orientarci, e sebbene Mazda CX9 abbia un proprio GPS di serie, il Tom Tom è di granlunga più pratico, più rapido nel calcolo del tracciato, e la cartografia è veramente molto dettagliata. Così raggiungere il Lake Oconee attraverso piste tra gli alti abeti non è stato complicato; la vista mozzafiato di questo lago ramificato, rende il viaggio ancora più suggestivo e coinvolgente. Il Parco Nazionale di Oconee ci permette di scoprire molti aspetti positivi di queste aree, in particolare lo sviluppo del mondo legato alla produzione del legno; a contorno del grande parco, le piantagioni di pino marittimo offrono molto lavoro agli abitanti e la circolazione di grossi pick-up a quattro ruote motrici è facile da spiegare. Il centro cittadino più sviluppato di questa contea è Monticello, cittadina molto curata, gli edifici posti sui quattro lati della piazza hanno un fascino spagnoleggiante, e caratterizzano questo luogo, dal quale Mazda CX9 si allontana alla volta del grande sud. Sino a qui le miglia percorse sono state 500, e sino a qui posso calcolare una media di 7km con un litro di benzina; certo è da sottolineare il notevole confort di marcia sia sulla strada sia sulle piste. La Georgia è un paese molto particolare, che si discosta notevolmente da altri stati conosciuti durante altre lunghe traversate in solitaria, notevole l’ospitalità a Buchead all’Homewood Suites; (il jet lag si fa sentire,ci sono ben 6 ore di differenza in meno rispetto all’Italia), prima di affrontare le lunghe piste ed il campeggio notturno tra i canti degli uccelli qualche avvoltoio incontrato vicino alle coltivazioni e persino dei giovani caprioli che con la loro codina bianca zampettavano velocemente tra gli alberi. Le piste georgiane sono state abbandonate dalla Mazda CX9 al momento di raggiungere il Nord della Florida ed entrare quindi nella città di Jacksonville attraverso la I75 south per circa una quarantina di km. Tom Tom Go930 ci ha portati, proprio vicino alla costa per raggiungere la più conosciuta e storica St Augustine. Un paesino quest’ultimo molto suggestivo, soprattutto nel distretto storico, dove la dominazione spagnola è ancora ben visibile e conservata sia negli edifici, sia nelle rievocazioni sia e soprattutto nell’immenso castello di San Marcos , realizzato dagli spagnoli dal 1672 al 1695, che domina la baia circostante. Una vista complessiva della città antica viene offerta dall’alto del Faro di St. Augustine, posizionato proprio al limite della baja, costruito nel 1871-1874. Sappiamo che i fari erano molto importanti per la navigazione marittima, ed è così che via terra proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta di un patrimonio che in america è ben curato e valorizzato. La Mazda CX9, lungo la 1A prosegue verso sud sino a raggiungere uno dei fari più alti del paese: Ponce Inlet Lighthouse, a sud di Daytona. L’arrivo nel pomeriggio ci offre una vista mozzafiato, grazie alla luce del tramonto, naturalmente visito il museo con tutta calma e poi salgo anche i 203 gradini della lunga scala a chiocciola sino alla cima, (54mt) dove la lampada gira senza sosta. Il faro di Ponce Inlet è stato costruito per la prima volta, con dimensioni più ridotte rispetto all’attuale, (oltre ad essere alto 54 mt. ha una base interrata di 4 metri ed il diametro alla base è di 9,5mt, alla cima di 3,8mt), ai tempi degli indiani Touculum, e la sua storia è stata piena di battaglie ed anche di distruzioni. Negli anni 1800 e 1900 ha visto il periodo di maggior crescita, poiché il guardiano del faro ci abitava con la famiglia e pertanto è stato costruito anche un insieme di abitazioni, granai, deposito di cherosene, officina per la riparazione delle parti del faro stesso. La zona forestale del Parco nazionale di Ocala non è molto distante dal Faro posizionato sull’Oceano Atlantico, così – nemmeno a dirlo – la Mazda CX9 dirige la sua prua verso ovest e dopo alcune miglia di interstate prima e strade sterrate poi ci catapulta in mezzo ad una natura molto coinvolgente ed affascinante. Il terreno inizialmente è tetro, piatto e danneggiato dai recenti incendi; la linea di demarcazione è netta, il lavoro svolto dai Rangers, dal Vigili del Fuoco, volontari e non è stato veramente eccezionale e la parte di Foresta centrale che ospita varie specie di alberi, oltre ai classici pini marittimi dal tronco molto alto, e soprattutto anche varie specie di rettili, animali ed uccelli. Mazda CX9 ed io abbiamo percorso tutte le piste seguendo un itinerario molto bello che ci ha permesso di intersecare alcune aree abitate, sostare per un pic-nic, soffrire in quella che viene chiamata “sugar sand”. Infatti per una sorta del destino, una centralina si è rifiutata di far inserire la trazione intelligente on demand e la sabbia; decisamente appiccicosa; ha fatto il resto. Così dopo tentativi di ogni genere, ho deciso di raggiungere la strada asfaltata a piedi, per cercare soccorso; l’esperienza è stata estremamente positiva, infatti ho ricevuto aiuto e disponibilità da parte del primo passante che ha subito chiamato il 911, sono così arrivate 4 vetture degli sceriffi, di cui due fuoristrada che sono entrati sulla pista 537, e mi hanno aiutato ad uscire. Un ringraziamento doveroso alle pattuglie della contea di Lake County, tutti estremamente austeri, ma gentili e disponibili.

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All’interno dell’Ocala National Forest le piste sono tutte aperte alla circolazione, il fuoristrada, in questo paese è considerato un normale veicolo di uso quotidiano, perciò è anche normale percorrere gli anfratti più impegnativi ed incontrare delle difficoltà nel trovare il percorso più adatto e corretto.
Dopo le avvenutre-dissaventure all’interno della Foresta di Ocala, con la Mazda CX9 ho deciso di scendere verso sud alla volta del lago di Ochekebee. Le zone piuttosto paludose non consigliavano certo di percorrere sentieri non ben segnalati, e quindi una buona parte di questo tragitto è stato fatto sulle freeway. Le autostrade americane sono tutte gratuite, tranne la Florida Turnpike, che viene comunemente chiamata autostrada degli alligatori, visto che transita in mezzo alle paludi degli Everglades. Un itinerario semplice, grazie non solo alla segnaletica stradale, ma alla precisione di Tom Tom Go 930 che si è ben districato anche nelle viuzze cittadine di Orlando e dintroni. Un ringrazimento particolare all’ufficio del Turismo di Orlando, che ha supportato la mia permanenza nei giorni di sosta per la sistemazione ed un controllo generale di Mazda CX9. Orlando è un luogo particolare, difficile da descrivere, proprio per il tanto turismo, per lo stile di vita molto diverso da quanto ci si può immaginare; ad inziare dal cibo sempre presente, con ogni sorta di catena di fast food ed a tal riguardo una nota molto positiva va a Cici’s Pizza, pizza all’italiana servita in regolare stile americano, ottima la qualità e fantastico il rapporto con la cortesia, la vairetà di scelta ed il prezzo.
Un rigraziamento particolare per l’ospitalità ricevuta va anche allo splendido ambiente di Ginn Reunion ed al Double Tree Castle Hotel, due scenografie completamente diverse, infatti nel primo caso si tratta di un luogo molto signorile e dedicato agli amanti del Golf, qui vi sono 3 campi per questo sport espressamente realizzati dai tre nomi più noti dell’ambiente, ed ovviamente ogni anno si svolgono qui alcune gare dei campionati di specialità. Mentre Double Tree Castle è un hotel molto accoglliente, posizionato nel centro dell’International drive e nel centro della vita notturna, commerciale e vacanziera, dove i turisti affollano ogni angolo.Orlando è anche il mondo di Disney World coinvolgente e fantastico, di Sea World parco marino meraviglioso. Da qui la distanza per Cape Canaveral è breve e veloce, pertanto la Mazda CX9 non si tira certo indietro, ed in men che non si dica mi sono ritrovata sulla costa da dove si potrà partire alla volta della Luna. Il Kennedy Space Center si può visitare, è interessante e nel contempo angosciante, una sosta commemorativa a ricordo di tutti coloro che hanno perso la vita per questi progetti è d’obbligo prima la lasciare il centro spaziale e puntare verso il limitrofo parco naturalistico di Merrit Island la cui bellezza non ha eguali. Infatti tra le paludi ci sono delle strette carrerecce che si possono percorrere, si può anche pescare lungo il tragitto, peccato però che ogni tanto gli alligatori si presentino a riscuotere. Il viaggio di Mazda CX9, prosegue con l’arrivo all’Homewood Suites di Daytona; un hotel veramente molto bello, ben curato ed estremamente accogliente, posto in posizione strategica: di fronte allo Speedway.
Una notte di sonno è necessaria per recuperare le fatiche e risistemare mezzo ed equipaggio; sostare in una città come Daytona è sempre piacevole, ci sono due luoghi che per gli amanti dei motori rappresentano due soste obbligatorie: il Motor Speedway appunto e la spiaggia di Daytona Beach.

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Infatti sulla spiaggia si può entrare con la vettura e percorrere tutta la costa su e giù per tutto il giorno, oppure posizionarsi in riva al mare e farsi un bagno a metà spiaggia. E’ molto bello correre così vicini al mare, ma è anche molto suggestivo il paesaggio circostante, con gli aironi che volano vicino all’auto, le onde che a volte si allungano sulla battigia sotto le ruote; si possono ricordare anche le gesta storiche di quando negli anni 1905 – 1943 la gara automobilistica più famosa del paese si correva proprio su questa costa. Poi via verso sud: le isole Keys, naturale prolungamento del continente americano nel golfo del Messico; parliamo di 22 atolli dalla bellezza unica, collegati da una lunga strada, la numero 1, che con le sue 217 miglia collega Florida City a Key West, passando per Key Largo, Baja Honda, Deer Key, Isla Morada, Marathon e via discorrendo. Il paesaggio è suggestivo, il panorama esalta la luce sui particolari ponti. La prima isola delle Key dove Mazda CX9 si ferma al tramonto è Key Largo: qui la vita si svolge attorno alle attività del mare, con la pesca, le immersioni ed una sosta al Dove Lodge permette di vedere da vicino questo mondo tanto diverso dal 4×4.Dopo aver fatto rifornimento di carburante, via verso il punto più meridionale degli Stati Uniti – a 90 miglia da Cuba – l’Isola di Key West; certamente la più conosciuta dell’arcipelago anche se non necessariamente la più estesa. Key West è sempre stata il punto di approdo delle navi spagnole, non distante da qui affondò la Nuestra Señora de Atocha e qui sorge il Museo realizzato dal Mel Fisher in seguito al recupero del relitto spagnolo. Qui a Key West, come a Lignano (Udine), abitò per alcuni anni Hernest Hemingway, ed ancora oggi al sua casa è aperta e mantenuta attiva per i gatti discendenti da quelli che lo scrittore tanto amava. Al tramonto il molo viene invaso da turisti per vedere il sole nascondersi dietro l’orizzonte un pò più in là nel mare. Mellory Square, ospita spettacoli di artisti da strada, che allietano il calar del sole. Key West è nata grazie alla storia del mare ed ai naufragi, così un passaggio al Museo Shipwerack contribuisce a chiarire l’importanza del mare; testimoniata anche dalla presenza del faro, attualmente funzionante elettronicamente, ma il Museo ed il Faro stesso meritano senza dubbio una visita. Da Key West e dal suo magico mondo, attraverso gli Everglades si torna a nord:una località decisamente suggestiva, posta a 15 miglia da St Petersburg, Tarpon Spinrgs si contraddistingue per due motivi fondamentali: la comunità greca, che ha realizzato un bellissimo villaggio sulle orme di Santorini e Mikonos, dove la vita scorre secondo le regole dell’antico mondo greco ed il lavoro caratterizza il secondo aspetto estremamente significativo: le Spugne. E parliamo di spugne naturali, rigorosamente raccolte una ad una dai palombari, su apposite imbarcazioni che ospitano a bordo l’attrezzatura necessaria per questo lavoro. Per scoprire tutto su questo mondo, così “soffice” incontro il simpaticissimo George Billiris, proprietario di un gran numero di barche, di un negozio per la vendita di spugne e soprattutto noto mercante a livello mondiale di spugne appunto. La sua attività gli è stata tramandata dal papà che sin dal lontano 1904 ha aperto anche un deposito dove ancora oggi le spugne vengono lavorate a mano. George oggi ha ben 81 anni, ma non cede alla sua passione, e con estremo entusiasmo racconta di quando anche lui viveva sulle barche di raccolta delle spugne e scendeva a 60 metri di profondità. I suoi occhi brillano quando parla di questo prodotto, del mercato e delle richieste provenienti praticamente da tutto il mondo. Ci spiega nei minimi particolari come la spugna viene lavorata, pulita e preparata per essere rivenduta, infatti una volta raccolta, sulla barca devono passare tre giorni per farla asciugare, poi deve essere lavata per presentarsi con il tradizionale colore giallo, dopo una settimana è pronta per essere tagliata ed immessa sul mercato. Arrivare a St Petersburg è una versa sorpresa, un paesaggio completamente diverso da quanto ci si può aspettare, contornato dal mare e dal fiume. Acqua dolce e salata creano un paesaggio favoloso. Ecco quindi che Mazda CX9 si ferma al Fort Desoto Park, un’area protetta, dove comunque è permesso entrare in auto, oppure in bici. Ci sono delle aree attrezzate dove, tra le alte palme, fare il pic-nic in compagnia di scoiattoli, gabbiani e racoon. Sullo sfondo il Sunshine, ponte sospeso, che al calar del sole diventa rosa violetto, come il mare.
St. Petersburg è una città favolosa, ha veramente molto da offrire, qui oltre ad importanti scuole universitarie, ci sono molti musei assolutamente da non tralasciare nella visita; in primis il Museo Salvador Dalì, che racchiude al suo interno tre sale con un interessante numero di opere esposte di tutti i momenti più importanti dell’artista. Il Museo delle Belle Arti è altrettanto interessante, così come la Galleria The Art Center, dove l’esposizione si concretizza sull’arte contemporanea; importante è il museo che racconta la storia della città e ci fa capire l’importanza di questo luogo. Favoloso è il Museo dell’auto di Tampa Bay situato in Pinellas Park, ed aperto tre anni or sono da un appassionato di auto e storia di origine francese Alain Cerf. Questa città è tutta da vivere e da scoprire, di giorno con le sue mille attività, di sera con i suoi mille luoghi per le passeggiate e le splendide vedute panoramiche, del mare e del verde. Per vivere appieno St Petersburg, l’esperienza da provare è senza dubbio il soggiorno al Sunset Inn, bed and breakfast: le colazioni della gentilissima signora Linda, sono veramente favolose; l’ambiente è molto accogliente, confortevole, la posizione rispetto al centro cittadino ne fa un punto di partenza eccezionale, dove lasciare tranquillamente la Mazda CX9 davanti al portone di ingresso, sotto una quercia centenaria che ospita scoiattoli e falchi. Oltre ad un lungo viaggio, giungere in questo luogo sembra magico, proprio per quanto St. Petersburg è vivibile pur essendo una città dalle ampie dimensioni. Si estende a ridosso di un arcipelago e collega le varie zone con ponti molto ben curati ed inseriti nella geografia del posto. Non mancano poi gli splendidi resorts, uno in particolare ha colpito la nostra attenzione, poiché è posizionato sulla baia ed offre ampi spazi per il tennis, il relax, il golf(sport molto amato negli USA), si tratta del Vinoy, realizzato in perfetto stile ispanico, completamente ristrutturato per una spesa complessiva di oltre 95 milioni di dollari. St. Petersburg, ha proprio tutto, dal Pier al Bay Walk, dove fare acquisti eleganti e raffinati, dista poche miglia da Tampa, e le spiagge sono molto belle, inoltre offre molte possibilità di svago, e per la Mazda CX9 molte aree dove correre ed esplorare come Clearwater, ove sorge il Clearwater Marine Aquarium, di cui visitiamo la parte “ospedaliera” dove soggiorna un delfino, chiamato winter, al quale manca la coda; riesce a nuotare muovendo la parte finale del corpo a destra e sinistra come un pesce; è veramente incredibile, una storia commovente. E tra commozione e curiosità il viaggio volge al termine, con una notevole soddisfazione per tutte le prove effettuate ed i risultati ottenuti, in un paese che sa unire la realtà alla fantasia e come disse Wlat Disney tutto ebbe inizio nel 1928 con un topo.

Fonte: EmmeErre Press e Mario Ravaccia

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