Bearzi

Gorizia: centro per il recupero della fauna selvatica e cuccioli sequestrati. VIDEO

cuccioli
Vi proponiamo questo servizio realizzato presso il Centro per il recupero della fauna selvatica in difficoltà nella provincia di Gorizia.

Il centro si occupa di recuperare animali selvatici feriti, o di seguire i cuccioli di cane che vengono sequestrati nel territorio. Negli anni sono stati accolti anche animali esotici

Il Centro di Recupero della Fauna Selvatica della Provincia di Gorizia nasce nel gennaio del 2000 dalla collaborazione tra l’allora Ufficio Caccia e Pesca della Provincia di Gorizia e il signor Damiano Baradel.

Il Centro, sito nel comune di San Canzian d’Isonzo (GO), località Terranova, tra le riserve naturali Foce dell’Isonzo e Valle Cavanata, si estende attualmente su un’area di circa 10.000 mq. posta all’interno dell’azienda agricola della famiglia Baradel.

La particolare ubicazione in ambiente rurale, lontano da strutture urbane, l’utilizzo di tecniche che limitano i vari fattori di stress, permettono di riabilitare gli animali consentendo loro un perfetto recupero e una sistematica reintroduzione in natura. Inoltre, la varietà degli ambienti presenti attorno al Centro compresi in un’estensione di pochi chilometri (si va dall’altopiano carsico alla laguna di Grado), consente un corretto reinserimento in habitat idonei agli animali liberati.

Il Centro si compone di diverse strutture atte alla gestione della fauna ospitata tra cui:
– un locale di prima degenza, attrezzato per la stabulazione degli animali e la profilassi quotidiana (destinato principalmente al ricovero di nidiacei o cuccioli di mammiferi e adulti feriti);
– locali di isolamento sanitario in cui è possibile stabulare gli animali in attesa di un riscontro sanitario;
– un ambulatorio veterinario per attività clinica e chirurgica;
– ambienti destinati alla riabilitazione, per consentire comportamenti e movimenti tipici delle specie atti a favorire il successo del rilascio.

Dal giorno della sua apertura, il numero di animali accolti nelle strutture del Centro è andato via via crescendo, passando dai circa 150 animali ricoverati nel primo anno ai circa 700 degli ultimi anni.

Dalla sua nascita il Centro ha ospitato e curato più di 3.500 animali, di cui circa il 70% è stato reintrodotto in natura.

Gli animali ricoverati sono quelli che provengono dalla fauna presente sul territorio rinvenuti feriti dalle Forze dell’ordine normalmente allertate da privati cittadini, oppure consegnati dalla Polizia provinciale o dal Corpo forestale regionale perché detenuti illegalmente o maltrattati.

Fino a oggi sono quasi 100 le diverse specie di animali giunte nelle strutture del Centro, tra cui alcune molto rare e/o di interesse scientifico, come l’Ibis eremita (di cui vivono liberi al mondo solamente poche centinaia di esemplari), l’Allocco degli Urali (primo ritrovamento sul territorio della nostra provincia), il Gufo reale (il più grande rapace notturno europeo).

Tutti gli uccelli liberati dal centro vengono marcati con un anello metallico identificativo, secondo i protocolli internazionali EURING, al fine di monitorare i loro spostamenti e verificare il successo della loro reintroduzione in natura (significativo è il caso di un Fanello, piccolo passeriforme del peso di pochi grammi, liberato e ritrovato in perfette condizioni fisiche in Russia, nei pressi di San Pietroburgo, dopo circa un anno dalla sua liberazione).

Il successo delle reintroduzioni in natura viene ulteriormente monitorato con l’utilizzo della tecnica del radiotracking, che consiste nell’apporre un micro-trasmettitore del peso di pochi grammi sull’animale liberato, consentendo di seguire i suoi spostamenti dopo la liberazione.

facebook
6.288