Gorizia: laboratorio per la ri-progettazione del confine

La sfida è senz’altro fra le più interessanti per un architetto, ovvero progettare una “ricucitura” urbanistica fra due città separate da un confine. Non ci troviamo a Berlino ma sulla frontiera che, per decenni ha separato Gorizia e Nova Gorica. Due città che rimarranno in due stati diversi, una in Italia e una in Slovenia ma che già oggi, pur se in modo confuso e non programmato, rappresentano, urbanisticamente, l’una la prosecuzione dell’altra e viceversa. E, adesso è venuto il momento di mettere ordine, dare un senso e valorizzare al massimo questa peculiarità che ha contribuito senz’altro anche alla vittoria del titolo di Capitale europea della cultura 2025.Lo stanno facendo le istituzioni, in particolare le due amministrazioni comunali ma, da un paio d’anni questa “sfida” è stata raccolta anche dal Corso di Architettura dell’Università di Trieste a Gorizia, che forte anche della collaborazione con l’ateneo “fratello” di Lubiana ha metto in pista un Laboratorio di progettazione che ha come obiettivo proprio la ricucitura urbanistica delle due città.
Un’iniziativa importante che anche quest’anno è stata attivata su proposta degli assessorati all’Università e all’Urbanistica del Comune di Gorizia e grazie al finanziamento del Consorzio universitario di Gorizia che ha attivato la convenzione con l’Università di Trieste. E’ la terza edizione del laboratorio, che nelle precedenti esperienze ha coinvolto complessivamente oltre trenta studenti, permettendo di sviluppare elaborati già diventati parte integrante di progetti ai quali le istituzioni del territorio stanno lavorando, come quello relativo alla riqualificazione dell’area della stazione ferroviaria di Gorizia. “Il laboratorio, attivato due anni fa, è diventata un’esperienza consolidata per gli studenti di Architettura che vengono a studiare in città – spiega l’assessore Chiara Gatta -. Il corso, in controtendenza con gli omologhi del resto d’Italia, vede crescere il numero di iscritti, quest’anno con un dato davvero sorprendente: è merito di un’offerta di altissimo livello, alla quale si affiancano iniziative integrative come quella rappresentata dal Go/N.Go RRR International Lab”. Secondo l’assessore all’Urbanistica, Arianna Bellan, “il punto di forza del laboratorio è il pieno coinvolgimento degli uffici comunali, che seguono le proposte dei ragazzi, fornendo l’accesso alla documentazione necessaria a far sì che un piano non sia un progetto campato in aria ma qualcosa di realmente realizzabile”.


Soddisfazione è stata espressa dal dal professor, Giovanni Fraziano, responsabile scientifico del laboratorio, che ha confermato il forte aumento delle domande pervenute, ben 70 per 40 posti disponibili. “Questo evidenzia l’interesse verso la nostra realtà- ha sottolineato- che da agli studenti una formazione più ampia, di livello internazionale. Il territorio in cui stiamo operando rappresenta un laboratorio straordinario in questo senso e da la possibilità ai futuri architetti di sperimentare soluzioni nuove e creative in ampia libertà”. E, in questo senso, non è davvero un caso che oltre ad un aumento sensibile delle domande ci siano stati diversi studenti provenienti da altre realtà universitarie italiane ed estere che hanno deciso di proseguire i loro studi a Gorizia. Il laboratorio internazionale sarà formato, per quanto riguarda il Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Trieste, oltre che dal  professor, Giovanni Fraziano, dai professori Adriano Venudo, Claudio Meninno, Thomas Bisiani, Luigi Di Dato. Per il coordinamento dell’Università di Lubiana, sarà presente la professoressa Spela Hudnik mentre il Comune di Gorizia sarà rappresentato dal dirigente del settore tutela dell’ambiente pianificazione urbanistica ed edilizia privata, Licinio Gardin. Inoltre, esperti qualificati delle amministrazioni e portatori di specifiche competenze parteciperanno allo svolgimento dei workshop di verifica e di approfondimento.“Per l’anno accademico 2021/22 il Laboratorio di progettazione integrata dell’architettura e del costruito manterrà carattere internazionale in virtù della collaborazione attiva con la facoltà di architettura dell’Università di Lubiana, facendo riferimento a un ampio spettro di relazioni consolidate di area centro europea e balcanica- si legge nella convenzione tra Comune, Consorzio e Università. Il laboratorio, condiviso nei contenuti generali tra le istituzioni indicate, intende approfondire l’esperienza maturata nell’anno accademico 2020/2021 al fine di dar forma compiuta alle sperimentazioni condotte in relazione all’individuazione di nuove opportunità di ricucitura urbana e alla definizione di elementi di connessione (fisici, ma anche funzionali) tali da richiamare unitamente a una cura dei luoghi, occasioni di stimolo allo sviluppo integrato e sinergico della città e dell’ambito transfrontaliero”.Si partirà dall’ analisi del contesto urbano, sulla base dei più recenti studi e progetti condotti nelle due città per definire un quadro d’insieme cui riferire le aree/connessioni da riqualificare o in quanto capaci di generare concrete occasioni di cooperazione ed opportunità per il reciproco sviluppo della “Città transfrontaliera conurbata”.In particolare, il lavoro metterà sotto la lente l’area della piazza Transalpina, sia in relazione al versante italiano che sloveno in una visione unitaria delle parti e degli interventi; lo spazio che ospita Supernova, considerando gli ambiti di trasformazione in stretta relazione con Transalpina e gli aspetti infrastrutturali e paesaggistici; via Gallina in riferimento al progetto qualità dell’abitare; il piazzale Casa rossa e il versante sloveno, con particolare attenzione alle soluzioni già in via di definizione, da porre in relazione con una prospettiva più ampia e complessa; la riqualificazione e la valorizzazione degli impianti sportivi cittadini in un’ottica di polifunzionalità (per esempio Centro sportivo Fabretto, PalaBigot) e la ristrutturazione di Via Terza Armata quale asse di penetrazione alla città, riqualificandone aspetto e funzionalità.Il presidente del Consorzio Universitario di Gorizia, Paolo Lazzeri, durante la presentazione,  ha sottolineato l’importanza del sostegno alla Facoltà di Architettura con sede a Gorizia per il lavoro di eccellenza sin qui svolto dall’Università stessa in tema di collegamento tra docenza, studenti ed Enti al fine di connettere il mondo della ricerca universitaria con la riqualificazione e lo sviluppo del Territorio di Gorizia. “E’ anche importante rilevare, ha aggiunto Lazzeri, che l’idea progettuale portata avanti dal Laboratorio di Architettura coinvolgendo, oltre al Comune di Gorizia, anche l’Università di Lubiana e in prospettiva altre facoltà dell’area, è portatrice di una collaborazione internazionale di matrice culturale mitteleuropea”. Il Presidente ed il CdA del Consorzio hanno anche inteso sottolineare come l’adesione al Laboratorio ed alle attività già intraprese dal Comune di Gorizia e dalla Facoltà di Architettura di Trieste rafforzino l’attrattività della sede di Gorizia in relazione al numero di studenti ed alla qualità dell’insegnamento: le notizie relative al numero di immatricolazioni in netto aumento nel corrente anno accademico dimostrano la bontà degli sforzi fatti sin d’ora.

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