Gorizia si candida a Capitale europea del volontariato per il 2022

C’è anche Gorizia tra le quattro città che da qui a dicembre si contenderanno il titolo di Capitale europea del volontariato per il 2022. Così ha scelto il Centro Servizi Volontariato, che dopo l’esperienza di Padova, capitale di quest’anno, sogna di fare il bis già nel 2022 con un progetto transfrontaliero che vuole portare all’attenzione dell’Europa quanto si sta facendo per il terzo settore grazie al Gect, il gruppo europeo di cooperazione territoriale che riunisce i Comuni di Gorizia, Nova Gorica e Sempeter Vrtojba. E proprio la natura transfrontaliera, così come parallelamente sta avvenendo per la Capitale europea della cultura, diventa il punto di forza del progetto, un unicum che distingue in maniera assoluta la candidatura di Gorizia dalle altre città in corsa. La concorrenza tuttavia sarà durissima perché alla fase finale hanno avuto accesso tre grandi città europee, Madrid per la Spagna, Danzica per la Polonia e infine, per la Turchia, l’antica città di Smirne.

“I volontari sono una ricchezza inestimabile della nostra città – le parole del sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna – e non smettono mai di dimostrarlo. Stiamo ancora attraversando un periodo difficilissimo per l’emergenza sanitaria e le sue conseguenze, e proprio in questa occasione tutti i volontari della città, dalla Protezione civile alle associazioni più piccole, si sono messi a disposizione della città e dei cittadini più bisognosi per farli sentire meno soli, per portare la spesa a casa e per rispondere a tutte le esigenze, sino ai centri estivi promossi dai privati. Gorizia è orgogliosa dei suoi volontari e se a dicembre la giuria deciderà che saremo noi la Capitale europea del volontariato fra due anni, sarà la giusta incoronazione per tutto il lavoro che queste persone svolgono ogni giorno”.

La candidatura di Gorizia è nata nei mesi scorsi attorno al tavolo tecnico che ha lavorato al Protocollo transfrontaliero di cooperazione in materia di processi di inclusione sociale, che impegna i tre Comuni del Gect a lavorare insieme anche al di là dei termini del gruppo europeo, per garantire la continuità del patrimonio di relazioni e collaborazioni costruiti tra enti pubblici e associazioni di volontariato e del privato sociale. Il team della candidatura, che si qualifica anche con la presenza dell’Isig, ha già avviato alcune operazioni, tra cui la ricognizione di associazioni e volontari attivi nel territorio dei comuni di Gorizia, Nova Gorica e Sempeter Vrtojba, con l’intento di creare una vera e propria filiera tra l’ente pubblico e il settore privato, fornendo risposte integrate ai bisogni dei cittadini.

“Il volontariato e il senso del servizio sono nel dna dei cittadini di Gorizia e di tutto il nostro territorio  – il commento dell’assessore al volontariato del Comune di Gorizia, Silvana Romano –
la proposta di una candidatura ci è sembrata perciò una grande opportunità da sostenere anche in considerazione della particolarità del territorio. Gorizia ha infatti già attivato dallo scorso mese di giugno un protocollo di collaborazione con i Comuni di Nova Gorica e Sempeter Vrtojba e con tutte le realtà italo-slovene del volontariato nel settore sociale. Questa è la particolarità del nostro territorio e confidiamo che questo possa convincere la giuria ad assegnare il titolo di Capitale al nostro territorio”.

La Capitale europea del volontariato è stata istituita nel 2013 e il suo obiettivo primario è rivolto direttamente alle istituzioni, affinché riconoscano pienamente il volontariato per il suo valore e il suo impatto sulle persone, sulle comunità e sulla società intera e creino le condizioni per il suo sviluppo.

La capitale del 2022 sarà proclamata il 5 dicembre nel corso di una cerimonia ufficiale che si terrà a Padova, attuale capitale, mentre per il 2021 la capitale sarà Berlino. A decidere sarà una giuria internazionale composta da esperti del terzo settore, rappresentanti della società civile e del settore profit e rappresentanti delle istituzioni europee, che valuterà in particolare in che misura le città candidate rispondono alle raccomandazioni contenute nella Pave, l’agenda per i volontari in Europa, un documento siglato dalle maggiori piattaforme europee della società civile, orientata a incentivare la realizzazione di una rete internazionale per supportare e promuovere i volontari e le associazioni, nonché a sviluppare un più efficace quadro normativo che sostenga il loro operato.

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