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Gorizia: Villesse, si ricorda la tragedia dei fassinars – 29/30 maggio 2015

101205villesse02aEsattamente cento anni fa venivano uccisi, dai soldati italiani, 6 civili villessini. La morte: questo portò il regio esercito nei primi giorni di guerra del 1915 a Villesse, allora territorio austro-ungarico. E dopo la morte il silenzio. Tra il 29 e il 30 maggio 1915 la comunità villessina, imperiale ma di lingua italiana, viveva una delle più dolorose pagine della sua storia: “i fassinars”. (Fassinars è una parola friulana che indica fascine di rami usate per accendere il fuoco nelle case)
Per ricordare questa tragedia, a lungo dimenticata, l’associazione locale I Blaudins ha promosso due appuntamenti rilevanti per i contenuti e i protagonisti. Venerdì 29 maggio alle 21.15, in piazza Dante, luogo della tragedia dei “fassinars”, sarà rivissuto quel sanguinoso fatto per opera di Lino Marrazzo, che ha firmato il testo e la regia di “Sangue e fassinars”. Regista triestino di consolidata esperienza e sensibilità, Marrazzo lavora per il Teatro Stabile del FVG per il quale, ma non solo, ha firmato molti testi e regie di successo. Collabora da anni con molti teatri nazionali ed esteri e nell’allestimento di eventi particolari di cui, tra tutti, va ricordata la regia della prima assoluta mondiale dell’opera lirica Der Kaiser von Atlantis di Viktor Ullmann, al Monumento Nazionale della Risiera di San Sabba.
Per dare voce a questo racconto, il regista ha voluto con sé, Fulvio Falzarano, conosciuto attore teatrale e cinematografico di talento accompagnato dall’ artista e musicista di fama internazionale Stefano Bembi. Inoltre è prevista, all’interno della lettura scenica, la partecipazione della “Compagnia teatrale Simprinpins” e degli “Scampanotadors” di Villesse.
In una ricercata ambientazione, a cielo aperto, Marrazzo orchestrerà i fatti salienti della tragedia: l’arrivo del regio esercito in paese il 27 maggio 1915, la piena del Torre e dell’Isonzo e quindi l’isolamento dei soldati in territorio “nemico”. La costruzione di 5 barricate, i fassinars, a difesa delle quali furono posizionati gli ostaggi civili, il 29 maggio del 1915, e la loro fucilazione. Artefice del destino dei villessini si era posto il maggiore Domenico Citarella, comandante del III battaglione del 13° Reggimento di fanteria della Brigata Pinerolo. Il maggiore voleva difendersi dalle possibili incursioni dei soldati asburgici usando come scudi gli uomini che erano rimasti in paese e che il segretario comunale Giulio Portelli era stato costretto a radunare in piazza il 29 maggio. Circa 150 uomini dai 16 anni in su furono posizionati a difesa dei 5 fassinars che chiudevano le vie di accesso al paese. In una di queste barricate, nell’attuale piazza Dante, si trovavano tra gli altri il segretario comunale Giulio Portelli e il sacerdote don Nicodemo Plet. Nella notte, mentre imperversava un temporale, un improvviso scontro a fuoco, scatenato da non si sa chi, spezzò le vite di cinque villessini, tra i quali Portelli. Probabilmente la paura di assalti nemici e di una ipotizzata rete di spionaggio intessuta con la popolazione locale, giocò un brutto scherzo al maggiore che diede ordine di fare fuoco sugli ostaggi. Il giorno successivo, schiavo ancora della paura, Citarella si predispose a fucilare anche gli altri uomini della comunità. L’intervento di un bersagliere lo fece desistere riportandolo alla ragionevolezza, ma non tanto da impedire la fucilazione del figlio del segretario comunale nella stessa giornata del 30 maggio, con l’accusa di essere una spia. Severino Portelli, segretario comunale a Sagrado, aveva 23 anni. Fu condannato a morte perché trovato in possesso di soldi austriaci, di un lasciapassare e di altri documenti in tedesco, e non poteva essere diversamente, Villesse, infatti, apparteneva all’impero Austro-ungarico. Quello che il maggiore non aveva voluto capire, nonostante svariati suggerimenti, era che alcuni di coloro che lui aveva fatto uccidere erano di sentimenti liberali e quindi italiani.
Al termine della rievocazione proprio, al centro della piazza, sarà scoperta una lapide a ricordo delle vittime dei “fassinars”.
Sabato 30 maggio alle 19.00 si terrà una messa nella parrocchiale di San Rocco in suffragio dei caduti e alle 20.30 nell’androne di palazzo Ghersiach sarà presentato il volume “I fucilati di Villesse. 29/30 maggio 1915” di Lucio Fabi. Lo storico triestino, per la seconda volta impegnato su questo argomento, è riuscito, grazie anche alla collaborazione dell’associazione, a raccogliere numerose informazioni inedite su questo episodio controverso della storia locale della Prima guerra mondiale. Dopo un primo inquadramento storico generale, Fabi si cala nella vita di quei giorni, rievocando i fatti salienti e le voci dei testimoni lasciate in svariati documenti e ricerche, prima fra tutte quella di Celso Macor. Si integrano così le testimonianze dei reparti presenti sul territorio e quelle dei cittadini che allora erano stati testimoni oculari. Ne esce un libro prezioso per la gestione delle fonti e la loro analisi oggettiva, ma anche per il coinvolgimento emotivo che suscita: il destino di una comunità fu lasciato in mano a un maggiore che, seppur reduce dalla guerra di Libia, non era stato capace di controllare la propria paura. Arricchisce il volume l’apparato di fotografie e documenti della collezione privata di Moreno Weffort. Durante la presentazione, con l’autore Lucio Fabi converserà la storica Petra Svoljšak, che ricorderà i fatti analoghi di Idrsko. L’ingresso dei due appuntamenti è libero.
Gli incontri sono promossi dall’Associazione I Blaudins di Villesse con il patrocinio del Comune di Villesse e il contributo della Banca di Credito cooperativo di Staranzano e Villesse.

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